Faccio un casino, Coez

il

[Pop, 2017]

“Questo disco qua è un sunto di tutto quanto il mio percorso”. 

Di tutto un po’ Coez ha deciso di fare la sua forza. La sua produzione è variata nel tempo dal rap di Figlio di Nessuno al pop di Non erano fiori. Ci sta l’idea di riprendere il rap e di riadattarlo: il suo è un “rap nella forma canzone”, come lui stesso lo definisce. Queste 12 tracce riuniscono in un’unica copertina due generi molto differenti. Il filo conduttore dell’album è quella stessa voce che riesce ad essere dolce per le parti pop, cantante, e pungente per le parti rappate. Quella stessa voce che riesce ad interpretare quei testi da non poco che sottendono le basi. Sono sempre pezzi molto cupi e introversi, che però all’improvviso si trasformano in spensieratezza e felicità. 

Personalmente, ho sempre seguito Coez, sin dall’inizio della sua carriera. E’ stato bello vedere l’evoluzione del suo percorso ed è bello vedere oggi a cosa è arrivato. Non è vero che ha fatto un casino. Anzi, è riuscito a creare un album molto curioso e curato. 

Ora tocca a te: “Mettiti le cuffie, senti il mare”.

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