INTERVIEW: KillaWhi$per

il
Nome: Mario Alberto
In arte: KillaWhi$per (K . W H $ P, $ . M A R I O, Y U NG TYyyF, LIL DIEmn, N O C T I $, LuciFIRE, INDRAtheGODPrince)
Cognome: Castellano
Età: 27
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: ALEXANDR, Quetzal, Indra, Garuda, Freeza, Voices Be Whi$pering (VBW$), Bye
Album pubblicati: MCMXC: The Legacy, MCMXC: Voices Be Whi$pering
Periodo di attività: da ottobre 2016
Genere musicale: Neo Hardcore, Cloud, Emo, Sad
Piattaforme: Spotify, Youtube

Ciao a tutti, sono KillaWhi$per. Sono qualcuno e non so da dove vengo…

Di recente mi sono laureato con un Master di ricerca in economia e filosofia con una tesi sperimentale in responsabilità sociale corporativa (quando trovi modi socio-scientifici per far comportare bene le grandi aziende) a Rotterdam, in Olanda (dove, tra le altre cose che facevo, ho persino studiato, lol). Prima di cominciare quel master, nel 2015, ho vissuto a NYC dove mi ero trasferito nel 2012, dopo aver firmato un contratto con un’agenzia di moda e al fine di cominciare a lavorare come modello per photoshoots editoriali, copertine, campagne pubblicitarie, cataloghi, sfilate e tutte quelle cose lì. Tra il 2012 e il 2015 ho viaggiato tra NYC e svariati posti (Milano, Firenze, Londra, Parigi e qualche altro) per il suddetto lavoro, e ho fatto, visto e pienamente vissuto tante cose che hanno plasmato l’affascinante caso umano che sono oggi (XD).

In genere ascolto tipi/e rispetto a cui riesco a sentirmi emotivamente vicino, innanzitutto. E, forse con la stessa importanza, tipi/e il cui modo di fare musica mi affascina, nel senso di “come” fanno musica. Il coinvolgimento emotivo che sento con un altro artista/musicista è più importante di quanto possa piacermi la sua musica, perché fare della bella musica (comporla, arrangiarla, performarla) credo sia una questione di tecnica e pratica, mentre il coinvolgimento emotivo è una vera e propria connessione intima con l’artista, come se nel momento in cui lo ascolti tu e l’artista vi siate capiti, ed è una bella cosa. E’ come parlare con qualcuno che tu capisci e che ti capisce al volo. O come leggere un libro che ti prende tanto perchè ci leggi qualcosa che ti rappresenta. Ti senti compreso, e tutto sembra avere più senso, capite?! Non ho in mente nessuno che possa avermi influenzato in particolare, perché non rivedo/risento nessun artista che conosco nel mio modo di fare musica e di esprimermi mediante la musica. Ci sono dei suoni, delle narrative e dei canoni estetici cui sono stato esposto e che mi hanno influenzato (così come immagino abbiano influenzato gli altri artisti che a queste cose sono stati esposti). Queste cose hanno contribuito (insieme alle esperienze di vita che ho avuto, che sono tante) a definire la mia figura artistica, questo penso possano riconoscerlo tutti se provano a collegare la mia musica e le cose che esprime alla mia persona e al mio vissuto. Questo significa, tra le altre cose, che non ci sono persone in particolare, o artisti, che possano avermi influenzato. Ho sempre fatto tutto come sentivo che io e solo io avrei potuto fare, nessuna influenza, se non dall’ambiente in cui le emozioni/sensazioni/esperienze espresse nella mia musica prendevano luogo.

Così come sono sicuro non ci sia nessuno individuo/gruppo/artista che mi abbia influenzato, sono sicuro che l’unica persona/artista/gruppo che mi ispira è Bones ed il suo gruppo/collettivo, TeamSESH. Attenzione, Bones e il suo gruppo “mi” ispirano – nel senso che mi fanno riflettere in modo costruttivo e produttivo riguardo il mio percorso artistico – ma non è che io mi ispiri “a loro” e a quello che fanno, magari cercando di riproporre la loro stessa roba in modo diverso o personalizzato. Il motivo per cui Bones mi ispira è che, oltre ad avere un sound, un’estetica e una narrativa di fondo (il “personaggio”) pazzeschi e che a me personalmente piacciono molto, il tipo ha un’etica definita e solida quando si tratta di fare e diffondere musica, da artista. Lui e il suo team non si conformano a ciò che è “popolare” (nel senso di essere considerato il “top” dal popolo, in un determinato momento), perché al posto di provare a diventare “famosi” copiando sound, estetiche e narrative di figure che  sono già popolari e vendono molto, loro preferiscono spingere in maniera incondizionata il loro (autentico) sound, la loro estetica e la loro narrativa. E intendono farlo fino a che la gente non avrà capito di che si tratta, a discapito di quanto riescano a vendere in un determinato momento. E’ questo ciò che stimo di più di Bones e TeamSESH. Non lo fanno per il proprio ego e per i 15 min di celebrità “a-la” Andy Wharol che qualsiasi artista – o presunto tale –  potrebbe procurarsi, imitando e copiando ciò che è già popolare. Bones e il suo team lo fanno davvero per diffondere il proprio messaggio e la propria arte, e lo fanno per quelle persone che sono connesse con loro, proprio in virtù del particolare messaggio e della particolare arte che portano sulla scena. Come dicevo, è un rapporto simile al conoscersi e sentirsi reciprocamente compresi, proprio come esseri umani con trascorsi ed emozioni che vengono, in questo modo, valorizzati, il rapporto che si crea tra artista e pubblico. Tra l’artista ed un’altra persona. Ecco perché reputo l’Italia non un buon posto per gli artisti emergenti, o per la buona musica emergente, in genere. Credo che in Italia la gente segua solo ciò che è popolare. Non guardano oltre questo, forse non sanno nemmeno come farlo, perché sono non-sufficientemente, oltre che male, informati sulla musica e sull’arte.

A fare musica (nel senso di fare musica “mia”) ho cominciato l’anno scorso, in tarda estate 2016. L’ho fatto perché ad un certo punto della mia vita, proprio allora, mi sono reso conto che avevo (così come ancora “ho”) davvero tanto da esprimere riguardo me stesso e i miei trascorsi, e avrei voluto esprimermi mediante la musica. Ma non solo. Mi sono reso conto che al di là del fatto di avere molto da dire (avendo vissuto intensamente finora ed essendo stato segnato da molto) tutto questo poteva anche avere senso per la mente ed il cuore di qualcun altro, che magari – ascoltandomi, entrando in contatto con me e conoscendo la mia dimensione, “il mio mondo” – avrebbe trovato “indizi” relativi a come avere a che fare con la vita assurdamente veloce e difficilmente gestibile che ciascuno di noi vive ai giorni nostri. Insomma, l’ho fatto per la catarsi, mia e degli altri, mediante la mia arte.

Il processo al termine del quale c’è “il pezzo (compreso video) pronto” è più o meno lo stesso per ogni singola traccia e ogni album, perché tutto quanto nasce più o meno tutto insieme, simultaneamente. Ci sono io che penso a quali emozioni mi piacerebbe esprimere, come rappresentarle in un testo, in metriche, in atmosfere e, quindi, “in musica”. Nel fare questo, mi confronto sempre con i miei uomini (Aspect Ratio, D-Back e Domy, in ordine alfabetico, e senza i quali non potrei fare musica come la faccio) e con poche altre persone che reputo capaci di contribuire con feedback costruttivi all’intero processo. D-Back è il mio produttore/anima gemella musicale e braccio destro/super-socio, Domy è un genio (davvero) ed è il mio ingegnere del suono e, quando gli va, produttore “eccezionale” (sia nel senso che è troppo bravo che nel senso di farlo come “un’eccezione”). Aspect Ratio è il video-maker, sound-designer e animo sensibile come pochi altri (che a sua volta fa parte di un’altra giovane realtà artistica davvero interessante, il Collettivo Onar) che sta dietro i visuals esteticamente troppo belli e sinceramente toccanti che accompagnano i pezzi, e non solo. Io sto, agisco e dirigo tutto nell’ombra. Sono il capitano.

Non che ci sia molta roba mia in giro, in generale. O non ancora, per lo meno. Un mixtape (MCMXC : The Legacy), un paio di video (ALEXANDR, Genesis e il teaser video del mio nuovo singolo Non temere, abbraccia le tenebre)  e 5 tracce, sul tubo,  e un EP (MCMXC : Voices Be Whi$pering), su Spotify.

Dopo tutto, sono in attività da poco più che un anno. Tuttavia, le cose sembrano evolversi piuttosto velocemente. Fino ad ora, immagino che il mio brano ad aver ottenuto più successo sia stato ALEXANDR. Che poi è l’unico singolo che ho rilasciato. Il significato che ha è riassunto in due parole su Genius.com, andate a leggerlo! I miei due album (il primo fuori su YouTube, il secondo su Spotify) stanno venendo recepiti in modo “particolare”: la questione non è tanto se piacciano o non piacciano alla gente, perché chi li ascolta non pensa immediatamente a qualcosa del genere, a quanto possa piacergli/le, o non piacergli/le. La gente che entra in contatto col mio mondo, e, in esso, con la mia musica, non cerca di capire se a loro piaccia o meno. Più che altro si chiedono cose come “Perché è così?” o “cos’è?”. Per il momento siamo a questo punto, e sono sinceramente felice di stimolare questo tipo di curiosità nel mio pubblico. Magari tra qualche tempo sarò la nuova moda!

Mi sono esibito davanti al pubblico in Italia solo una volta (escludendo le volte in cui ho fatto freestyle in cerchi ed eventuali battles), a Roma. E’ stato fighissimo, la gente davanti a me era leggermente disorientata, ma davvero presa. Come quando ti piace qualcosa di apparentemente molto “strano”, e ti coinvolge nonostante non sia ciò che potrebbe coinvolgerti “ordinariamente”.

Non ho featuring con altri artisti. Per il momento non mi interessa averne uno. Non sogno nemmeno di averne in futuro. Al momento sono costantemente a lavoro su materiale nuovo. Per me funziona che quando mi sento ispirato, allora butto giù pensieri e parole, e comincia tutto di lì. Sono una persona che tende a riflettere molto, e quando rifletto mi sento ispirato. Di conseguenza, sono spesso ispirato, e, come ulteriore conseguenza, sono molto produttivo sotto il punto di vista di ideare contenuti. Fortunatamente, le persone con cui collaboro per questo e le persone di cui mi circondo e che contribuiscono a questa dimensione sono sempre di estremo supporto e comprensione nei miei riguardi, motivo per cui riesco, in genere, a far scorrere il processo con cui metto in pratica e realizzo le idee e proposte che condivido con loro, che sono alla base dei pezzi e dei prodotti finali.

Il messaggio che voglio trasmettere alle persone attraverso la mia musica è: il mondo è un posto strano in cui esistere, i rapporti umani sono un modo strano di esistere con gli altri e la vita che viviamo è un modo strano di esistere in genere, ma ce la faremo a fare qualcosa di buono prima che tutto finisca. C***o, si.

Chi comprende quello che cerco di trasmettere attraverso le mie parole e la mia, la “nostra”, arte. Questi sono coloro che mi supportano, perché si rendono conto che stiamo tutti solo cercando di arrivare fino in fondo. Fino a dove voglio arrivare? Fino a dove mi portano le gambe, onesto. Ai vostri lettori vorrei dire che sicuramente tante persone torneranno sotto terra, esattamente da dove sono venute.

KillaWhi$per per Siloud

Instagram @killawhisper

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