INTERVIEW: Adrift

il
Nome: Marcelo (Marselo)
In arte: Adrift
Cognome: Martinengo
Età: 18
Nazionalità: Italiana 
Brani pubblicati: Gabbiano ft Fabbz, In sta vita qua ft Zero, Forse?, Giovani, Lividi ft Tya & Jago
Album pubblicati: PANTERA Mixtape (in uscita)
Periodo di attività: 2017
Genere musicale: Rap, Alternative R&B, Trap
Piattaforma: YouTube
Ciao a tutti. mi chiamo Marcelo Martinengo, in arte Adrift, sono nato a L’Avana (Cuba) nel 1999, ma abito a Rimini da ormai 12 anni. Principalmente mi piace definirmi un cantante, ma sono anche uno pseudo-grafico e non nascondo che mi piacerebbe creare un bel movimento musicale basato sui 4/4 nella mia città.
Non mi sono mai avvicinato al mondo della musica, ci sono nato, sono nato in mezzo al rullo dei batá e sono cresciuto in mezzo alle chiave di violino del pianoforte, ma più crescevo più mi accorgevo che non mi bastava più ascoltarla la musica e che avevo tante cose da dire, troppe. Cosi iniziai a scrivere, mi sembrava un buon compromesso. Ho registrato per la prima volta nella primavera del 2016. Da quel giorno ho il bisogno di trasmettere le mie esperienze personali alle persone per non far sentire solo chi ha passato ciò che ho passato e per far aprire gli occhi a chi invece vive ancora nell’ignoranza. Voglio trasmettere, non importa, voglio trasmettere e far riflettere. In ogni mio testo c’è una parte della mia infanzia e in un certo senso mi aiuta a liberarmene.
Nella mia visione musicale, posso dire che mi hanno influenzato parecchi artisti e che allo stesso tempo nessun artista mi abbia mai influenzato. Suona un pò strana come affermazione, ma da piccolino ho fatto i primi passi con le sonorità caraibiche, trasmesse da mia madre. Poi per un periodo della mia infanzia sono stato influenzato dal Jazz, dal Blues e da tutto ciò che contenesse un sassofono affiancato ad un pianoforte. Arrivato in Italia diciamo che alle mie orecchie iniziarono a circolare anche nuovi generi musicali, tra i quali il Rock, il Raggae e il Rap. Gli artisti più influenti posso dire che per me siano stati, tra i tanti, Bob Marley e gli U2. Più specifico nominerei Tupac, l’N.W.A. ma sopra tutti Eminem. Se parliamo di oggi, le mie influenze possiamo anche dire siano principalmente internazionali, come Post Malone e  6lack, per citarne un paio, mentre in casa Italia quello che più di tutti ha segnato la mia infanzia, senza ombra di dubbio è Guè. Se parliamo di ispirazione no, non mi ispiro a nessuno.

Ad oggi ho completato il PANTERA Mixtape, progetto in uscita per l’INFERNO PRODUCTION, dal quale al momento ho pubblicato alcuni video musicali su YouTube. Sono un rapper, quindi ciò che canto lo canto perchè lo scrivo. Della fase di registrazione, burocrazia, management e di tutti gli altri aspetti si occupa interamente la mia etichetta che più che etichetta preferisco chiamarla famiglia. Come ho detto voglio creare un movimento musicale, quindi mi piace smuovere la zona cercado anche videomaker/fotografi talentuosi. Così facendo ho conosciuto ragazzi formidabili con tanta stoffa, con i quali ho in primis legato e successivamente creato un team, il quale al momento si occupa esclusivamente delle mie tracce, ma a breve si ufficializzeranno anche come privati e sono sicuro che faranno gola a molti. La produzione dei pezzi che ora sono disponibili è semplice, ad esempio, ”In sta vita qua ft Zero” volevamo inserirla nel PANTERA Mixtape, ma il 6 agosto suonavo con la crew al T.M.F. e aprivamo a Claver, Inoki ed Ensi e volevamo andare con del materiale fresco, chiamai i miei amici, facemmo il video il pomeriggio e il giorno dopo avevo in mano il materiale pronto da fare uscire. Fu un successone! La gente ha apprezzato, ci hanno dedicato le storie su Instagram o utilizzato come citazioni nelle foto. ”Forse?” ricordo che la registrai in meno di mezz’ora ed era perfetta. Girammo il video in una giornata d’estate e appena il vento buttava dalla nostra parte abbiamo sorpreso tutti! Ora come ora non ho un’idea chiara sul nome dell’artista con cui farei un feat in futuro. La mia esibizione migliore sicuramente è stata al Tiberio Music Festival, del resto mi ero limitato a fare showcase nei bar, ma cantare davanti a centinaia di persone non nego sia stata l’esperienza più bella che potessi fare al momento!

Per fortuna, come ho già detto molteplici volte, non sono da solo in questo percorso, ma sono insieme alla mia family. Ci sosteniamo a vicenda dentro e fuori dalla musica. Probabilmente sopra tutti devo ringraziare Fadamat e Callaman, per la fiducia. Voglio arrivare abbastanza lontano da cambiare aria ma non troppo da scordarmi l’odore di casa.

Il mio consiglio? Cercate sempre un messaggio nelle canzoni che ascoltate. L’artista vuole sempre comunicare qualcosa, che sia in buona o cattiva fede.

Adrift per Siloud

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