Fiori sopra l’inferno, Ilaria Tuti

il

La prima volta di Ilaria Tuti è tutta d’un fiato.

“Fiori sopra l’inferno”, thriller d’esordio per la scrittrice friulana, è il nuovo genere di storia che piace: ad indagare c’è una donna, Teresa Battaglia.  Per una volta, non si tratta di una profiler fredda e asettica, ma di una persona, con un passato doloroso, che proietta la sua vita, il suo carattere, le sue imperfezioni, nel lavoro.

L’assassino, in un certo senso il secondo protagonista, ha una caratteristica: rubare organi di senso.

La storia vi terrà con il fiato sospeso: lo scopo è distrarre il lettore ma dargli indizi nuovi ad ogni capitolo. Lungo tutto il viaggio ci sarà un crescendo verso l’epilogo. E alla fine la Tuti farà emergere un’importante “scoperta”: delle volte i carnefici sono essi stessi delle vittime.

Guardatevi le spalle mentre andate in libreria a comprare questo fantastico libro, e ricordate che tutti hanno dei segreti, sopratutto se si aggirano nei boschi.

LL

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