Notti Brave, Carl Brave

[Indie-rap, 2018]

Qualche settimana fa parlammo di Polaroid 2.0, sottolineando le qualità del duo Carl BravexFranco126.

Adesso tocca a Notti Brave, uscito da qualche giorno, il progetto solista di Carl.

Ho deciso di non parlarne subito,

Per il semplice desiderio di poterlo vivere al meglio.

Un album con delle sonorità che ti entrano nella testa,

che profumano d’estate,

di viaggi con un Austin-Healey e il vento contro.

Con la strumentale che è molto versatile, colpisce nei punti delicati delle storie raccontate dal cantautore romano.

La tecnica vocale dello scat, presente nelle intro e durante i brani, divenuta un marchio di fabbrica.

Con Notti Brave, Carl mette a nudo la notte, la vita fra i vicoli, la similitudine fra la sua anima e Roma ormai oscura.

Come in Camel Blu (feat.Giorgio Poi), dove nonostante sia ubriaco l’unico pensiero che lo tiene ancora stabile è quello di stare con ‘lei’.

Oppure in Pub Crawl, dove dice:

” Roma è più bella quando sto da solo,

sventaglio una bustina di zucchero,

E non la chiamo anche se ho fatto il numero,

sullo schermo rotto dell’Iphone.”

Il non aver timore di mostrare i punti deboli.

Spogliarsi della propria armatura,

mostrando i lati positivi, ma soprattutto far apprezzare quelli che possono sembrare o essere negativi.

“Ci sono rimasto sotto, ti cerco nella vodka, ma poi non trovo posto..”

Quando decise di pubblicare la tracklist ufficiale sul profilo Instagram, la prima cosa che mi rimbalzò davanti agli occhi furono i numerosi featuring.

Tanti ospiti sul disco, di diversa musicalità, a tratti forse opposti al genere proposto attualmente.

Specialmente i nomi dei rapper..Fibra, Gemitaiz e Emis Killa.

Mi sarei aspettato pezzi in cui Carl si sarebbe adattato a loro.

Magari tornando ad avere un flow più hip-hop come lo aveva in Pianto Noisy, oppure contrapponendo alla sua musica quella altrui.

Invece sono rimasto sbalordito.

Non stiamo parlando più di rapper, cantautori o altre etichette che si voglio imporre a dei personaggi,

parliamo di artisti.

Vivono la musica, la conoscono a 360°, e continuano ad innovarsi.

Entrano nella visione e nello stile del disco, rimanendo pur sempre attaccati al loro background

Infine voglio parlare dell’ultima traccia “Accuccia“.

Credo che Carl sia uno dei pochi, se non l’unico ad aver dedicato una canzone al proprio cane.

Fa strano,no?

Perché scrivere proprio del cane?

L’assurda realtà di alcuni mercati musicali, ci spinge ad aspettare altri contenuti.

Reputiamo normale più la superficialità e l’omologazione musicale,

che i sentimenti che nascono nel vivere con un amico fidato,

come il proprio cane.

“Ho pianto lacrime amare,

era solo un cane.

Il mio cane…”

CM

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