INTERVIEW: Arch. Simona Renga

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Nome: Simona
Cognome: Renga
Anni: 29
Città: Napoli
Professione: Architetto
Sito web: simonarengaarchitetto.com

Ciao Simona, raccontaci un po’ di te!

Oggi mi presento, sono Simona e sono un architetto. Ho 29 anni e vivo a Napoli, la città dove sono nata e cresciuta.

Ho capito che sarei diventata architetto quando ho preso il mio primo paio di squadre in mano, mi sentivo a mio agio ed avevo circa 10 anni. Quel giorno ancora non sapevo cosa significasse esattamente essere architetto, oggi ho capito di essere una persona che sa ascoltare e trasformare con quel paio di squadrette le idee in realtà, interpretare i desideri e ridare vita agli appartamenti che hanno bisogno di un restyle!

A differenza della stragrande maggioranza dei miei coetanei ho deciso di restare e di fare della mia città natia la mia casa e la mia base fissa.

Dove hai studiato e di cosa ti occupi ora?

Ho una laurea in Architettura, conseguita a Napoli nel 2015, e sono appassiona di design, di interior e di viaggi di architettura. Ho un master in Progettazione Sostenibile e questo mi porta ogni volta ad una ricerca approfondita degli elementi da usare nella realizzazione dei miei progetti.

A Napoli collaboro con uno studio di architettura da qualche anno, grazie al quale ho imparato nella pratica il mio mestiere e l’ho amato ancora di più. Negli anni ho imparato anche a conoscere meglio le qualità innate di Napoli e dei napoletani, come la creatività. Qui non manca mai e c’è sempre da trarre ispirazione dai colori, dalle strade e dalle persone.

Al giorno d’oggi cosa significa essere architetto?

Il ruolo dell’architetto oggi è quello di sensibilizzare e guidare i clienti a salvaguardare sé stessi e quello che li circonda, ad avere un approccio più green anche per il proprio portafogli oltre che per rispetto della natura. In passato c’è stata una speculazione estrema che oggi si traduce in recupero intelligente del costruito. Non siamo restauratori, sia ben chiaro, solo traduttori delle necessità della casa, degli edifici e dei loro abitanti.

Tra le architetture del passato e del presente, c’è un progetto che più ti ha colpito?

Uno dei miei preferiti di tipo residenziale è quello a Cascina Merlata, a Milano, di Mario Cucinella. Un progetto di riqualificazione alla cui base ci sono i principi della qualità dell’abitare condizionata dal contesto e dall’ambiente che muovono la progettazione verso gli orizzonti sostenibili. Questo amore per la qualità progettuale nasce anche dallo studio delle architetture residenziali del passato. In questi edifici le pratiche del welfare erano scontate e realizzate basandosi sull’esperienza e sulla conoscenza tramandata.

Parlando di Interior, invece, c’è uno stile che più ti affascina?

Il mio stile preferito è quello nordico, adoro i toni neutri dei colori e l’essenzialità delle geometrie. È uno stile che mi rappresenta benissimo, nella vita di tutti i giorni anche io sono così semplice ed a volte monocromatica. Traggo ispirazione da diversi progetti e diversi architetti,  mi piace confrontarmi con il mercato attuale quindi i miei riferimenti sono vari, non ho un progetto di interior preferito, diciamo che il genere di progetti che mi piace è quello in cui nei piccoli spazi si trovano grandi soluzioni funzionali.

Quale pensi sia, a livello internazionale, il ruolo e la posizione italiana nel contesto di Design/Architettura?

Lo stile italiano, il Made in Italy, gode di buona reputazione anche nel campo dell’architettura. Siamo ben voluti e ben accetti nel panorama contemporaneo ed internazionale. Certo, essere una donna in un mondo prevalentemente di uomini ha ancora il suo peso, ma anche questo viene superato quanto si ottiene il rispetto altrui. L’Italia è come una donna nel mondo dell’architettura ed è accettata perché è rispettata.

Passando ora a simonarengaarchitetto.com, ci è molto piaciuta l’idea di creare un blog di Design e Architettura. Tra idee, soluzioni, consigli ed ispirazioni, il sito ha davvero una bella estetica. Da dove viene fuori la scelta di aprire uno spazio tutto tuo?

Ho creato un sito, con un blog, per farmi conoscere e per trovare nuovi clienti. Oggi è un modo diffuso di fare la professione, è l’aspetto social, quasi come un biglietto da visita, quindi formale ed allo stesso tempo personale. Il sito ha lo scopo di trattare diversi argomenti e di fare in modo che i possibili clienti abbiano le idee un po’ più chiare quando si approcciano ad un progetto.

Di cosa parlano i tuoi articoli? Sono situazioni reali con le quali hai lavorato o sono semplicemente frutto della tua creatività?

Parlo di pillole di architettura di interni, di design e di miei progetti. Dispenso piccoli consigli, cercando di far trasparire sempre l’importanza di affidarsi a professionisti per ogni tipo di progettazione. Porto avanti l’idea di trasparenza trattando argomenti che non annoino ed evitando di entrare nello specifico delle tecniche e tecnologie.

La cura nei dettagli sembra essere al centro del tuo sito. Si tratta di una tua “mania” o di deformazione professionale?

I dettagli fanno la differenza ed una qualsiasi cosa curata fino al dettaglio può dirsi ben fatta. La deformazione professionale c’entra e come! Noi architetti siamo tutti un po’ più attenti alle cose che ci circondano e guardiamo la vita con occhi diversi, educati a trovare il difetto, piccolo o grande che sia quel difetto ci infastidisce sempre ed iniziamo a trovare mille soluzioni alternative per aggiustarlo. Qui nasce la voglia di essere “maniacale” della cura dei dettagli.

Perché collaborare con Siloud?

Collaborare con Siloud perché il sito offre la possibilità di avere spunti da diversi punti di vista. Leggere di arte, di musica, di libri e di altre tante cose che compongono il lifestyle è uno stimolo a saperne di più ed essere golosi di novità.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Stay hungry stay foolish” è già stato detto, però vale sempre e per tutti. Essere sempre sul pezzo, di leggere tanto ed ispirarsi, a volte fa bene lasciarsi trasportate in maniera positiva.

Arch. Simona Renga per Siloud

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