INTERVIEW: Davide Flauto

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Nome: Davide Nello
Cognome: Flauto
In arte: Davide Flauto
Età: 30
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 25
Album pubblicati: 2 EP + 1 Album Studio
Periodo di attività: dal 2009
Genere musicale: Pop, Rock, Elettronica
Piattaforme: Facebook, Instagram, YouTube

Chi è Davide Flauto?

Chi seguì la nona edizione di Amici di Maria De Filippi nel 2009/2010, probabilmente si ricorderà anche di un ragazzo particolare dal ciuffo emo all’interno del programma. Ecco, quel ragazzo appena 21 enne ero io. Oggi ho 30 anni e al momento vivo a Milano.

Dal periodo di Amici molte cose sono cambiate dentro di me, ma anche tante altre fuori: il mio carattere meno istrionico e più consapevole, il mio modo di cantare completamente diverso dopo anni di continua ricerca e il look più semplice e meno trasformista.

Quali sono stati i tuoi primi passi nella musica?

Da ragazzino prendevo lezioni private come tenore e mi dilettavo anche come sopranista. Dai 12 ai 15 anni i miei studi erano prettamente classici, inoltre mi piaceva cantare Andrea Bocelli ma non arie, operette o cose simili, a detta mia queste ultime e sopratutto gli esercizi classici erano particolarmente molto noiosi e pesanti, non mi sentivo me stesso e non ho mai imparato a leggere e scrivere la musica o a fare solfeggio, e così ad un certo punto non mi ci sono rivisto più. Perciò a 16 anni la svolta nel contemporaneo, improvvisamente mi appassiono al genere Gothic-Rock-Alternativo e gli Evanescence diventano i miei musi ispiratori, così come altri gruppi come i Within Temptation, Nightwish, Linkin Park, Skillet e molti altri affini, serviti soprattutto a farmi crescere a livello cantautorale fin lì. Ho iniziato a scrivere canzoni all’età di 13 anni ispirandomi alla Classic-Pop di A. Bocelli, ma voglio intendere oggi quel periodo come fase sperimentale e iniziale della mia vita artistica e sottolineare che quelle canzoni sono solo state auto-esercitazioni di quel tempo. Dai 16 ai 18 anni, invece, ho scritto molte canzoni di genere diverso e moderno, iniziando a sperimentare la scrittura Pop-contemporanea finché a 18 anni, insieme ad un ragazzo che suonava il pianoforte, decido di fondare gli Existence, il mio primo gruppo Gothic-Rock-Alternativo di sei elementi e con questi nascono le mie prime vere canzoni di questo genere, ma mai pubblicate.

Oggi è tutto diverso, quando scrivo una canzone solitamente abbozzo sul telefono una melodia che mi risuona in testa e la valuto nel tempo, poco tempo: se mi convince scrivo il testo solo dopo aver definito la stesura melodica conclusiva e tutto senza musica. A volte mi capita di suonare qualcosa al pianoforte, perché magari vorrei rispettare una certa armonia che ho in testa e vado a orecchio, quando suono il piano registro il motivo come per la melodia, che siano un’introduzione oppure appoggiature per la melodia stessa. Registro la voce in studio solo dopo aver arrangiato la canzone. Prima di questa fase solitamente cerco gli accordi con il mio chitarrista, Stefano Rosa, in modo da semplificare il lavoro agli arrangiatori e stimolare di più la loro fantasia e creatività. Spesso a questi do carta bianca e ascoltiamo insieme vari successi Pop di altri artisti per mantenerci attuali con suoni e armonie e restare sempre sul pezzo.

Non mi ispiro a nessuno in particolare oggi, ma ascolto molto e di tutto per tenermi aggiornato. Al momento penso di aver trovato una mia identità artistica, seguo sempre ogni sviluppo di ogni canzone assieme ai miei arrangiatori e il mio segreto è che non mi accontento mai, per me ogni brano risulta imperfetto anche dopo che il disco è stato pubblicato, è più forte di me, ho un carattere un po’ complesso.

Quanto spazio occupa la musica nella tua vita?

La mia vita è una canzone continua ed io sono la mia musica, ci sono immerso dentro da sempre. Per me è difficile riuscire a definire quanto spazio questa possa occupare nella mia esistenza ogni giorno, ma se dovessi considerare e riferirmi prettamente al tempo che utilizzo per lavorarci, cantare e scrivere, dico che non vivo i miei giorni solo di questo ma faccio anch’io molte altre cose durante la mia giornata, le stesse di ogni persona comune: esco a fare la spesa, cucino, sistemo casa, mi vedo con i miei amici, insomma faccio le mie dovute pause.

Quali sono le tue produzioni passate?

Il mio primo singolo si intitolava DENTRO DI TE, uscito nella compilation Amici9 per Fascino/Sony e scritto da Emanuele Asti, già conosciuto per aver composto il successo degli anni ’90 THE SUMMER IS MAGIC. Il mio secondo singolo, AMAMI O UCCIDIMI, è stato scritto sempre con Emanuele Asti e pubblicato con un’etichetta indipendente.

Una volta interrotti i rapporti con la mia prima casa discografica decisi di autoprodurre e pubblicare in modo indipendente 2 EP insieme ad uno dei miei arrangiatori, Luca Balduzzi, con il quale scrissi le canzoni contenute in VIVO PER META’ EP e DIVERSO DELUXE EDITION EP. Poco tempo dopo nacque, assieme a Davide Locatelli, il brano DENTRO UNA LACRIMA per Buena Suerte Record. In un momento transitorio scrissi e produssi una canzone Dance per un ragazzo nel quale credevo, ROBIEX, con EVACUATE THE WORLD per Top Records.

Ci sono anche alcuni brani cantati da me in passato che hanno una storia particolare: ho interpretato due canzoni non scritte da me, per un cartone animato intitolato OnChan, la colonna sonora PICCOLE COSE del mio primo film corto da protagonista BLOODY MARY CHRISTMAS, regia di Claudio Centimeri, e il brano COME UN ANGELO per Around The Music, scritto da me per il progetto SKILLS, boyband di cui facevo parte, ma il progetto fu interrotto quasi subito. Ho inoltre scritto testi e alcune melodie per altri artisti.

Passiamo ora al tuo ultimo progetto “Borderline Disordine Apparente”. Da dove nasce questo titolo e cosa vuoi raccontare attraverso questo progetto?

Borderline Disordine Apparente è un titolo pragmatico che vuole prevalere in modo pratico sul vero significato del bordeline disorder, per far capire a chi ne soffre, compreso io, che il problema è apparentemente reale e che invece vive soprattutto nella nostra testa e possiamo riuscire a trovare in qualsiasi cosa la forza di reagire: io, ad esempio, l’ho trovata nella musica e nella scrittura, ma sono consapevole anche dei gesti estremi di chi si è tragicamente arreso, ed è molto triste da accettare, non bisogna davvero mai arrendersi e soprattutto bisogna continuare a credere nel cambiamento e a combattere, per noi stessi, ma anche per chi ci vuole bene, chi ci vive e ci sta accanto e deve ingiustamente subire certi atteggiamenti tipici di un borderliner. Ovviamente il mio non vuole essere un discorso assolutista e ci tengo a precisare che sono molto importanti anche le terapie farmacologiche e da non escludere le strutture specializzate e gli specialisti. Questo disco nasce come una sorta di training autogeno per reagire in parte al borderline disorder, per far capire a chi ne è coinvolto che si può sopperire a questo disturbo e guarire. La maggior parte delle storie racchiuse all’interno del mio disco sono vere e personali. Il disco è disponibile in digital download e streaming su tutte le piattaforme digitali, anche su YouTube.

Come si è sviluppata tutta la produzione di questo album?

L’idea di fare questo disco nasce nel 2015, appena rientrato dalla mia esperienza a Londra. A dire il vero, anche prima: ricordo che mentre ero a Gatwick persi il volo per Malpensa e dovetti aspettare due giorni in aeroporto, ecco, in quei due giorni nacque LA MIA INSICUREZZA contenuta nel mio nuovo disco, iniziò tutto da lì. Arrivato a casa, invece, scrissi quasi subito L’AMORE IN FORMATO CONVENIENZA con Stefano Rosa e Michele Coratella, dopodiché mi misi ad osservare e riflettere molto, e così pian piano nel corso dei mesi nacquero tutte le altre canzoni del disco, alcune parte di me, altre frutto della mia fantasia. Scrivo sempre prima le melodie e dopo i testi, ricerco gli accordi col mio chitarrista e poi vengono gli arrangiamenti, arrangiamenti che questa volta portano una firma molto importante, ovvero quella di Riccardo Scirè già produttore per Riki di Amici, Michele Bravi, Dolcenera e altri. Le sue basi sono uniche. Poi c’è una mia particolarità: non amo molto parlare del significato originale delle mie canzoni, perché alla fine una canzone ognuno la sente sua in maniera soggettiva e la dedica a chi vuole mettendole il significato che vuole, poi basta stare ad ascoltarla bene per capirne il senso, a chi le ho dedicate io però non lo dirò mai. Il disco è stato finanziato da me e Sorin Grincu e distribuito in maniera indipendente.

C’è qualcosa che accomuna in generale tutte le tue produzioni, dagli esordi ad oggi?

Sicuramente ciò che accomuna le mie vecchie produzioni con quelle di oggi è solo la modalità di scrittura (melodia, testo, accordi e arrangiamento), ma ciò che scrivo oggi è completamente diverso da quello che scrivevo ieri.

Ti sei mai esibito live? Quali emozioni ti trasmette cantare dinanzi al pubblico?

Sì, mi sono esibito spesso live. Vedere il pubblico davanti mi carica tantissimo e mi trasmette tante forti emozioni tutte nello stesso momento. E’ quasi una botta di panico che ti prende la testa, è strano ma per carattere non amo molto esibirmi live, se però lo devo fare mi diverto comunque! Ormai ho imparato a gestirmi.

Il ricordo più bello che hai vissuto fino ad oggi facendo musica?

Le trasferte in tutta Italia, il tour nel periodo di AMAMI O UCCIDIMI, la mia esperienza televisiva ad Amici. Sicuramente queste hanno segnato una parte molto importante della mia carriera, ma soprattutto della mia vita.

Pensa al tuo percorso musicale fino ad ora. In cosa ti senti migliorato?

Quando partecipai ad Amici cantavo in un modo completamente differente da ora, appunto perché venivo da un genere particolare come quello del Gothic-Rock-Alternativo, che richiedeva un canto piuttosto lamentoso, flebile e sottile per le canzoni che facevo io. Crescendo ho avuto modo di imbattermi in una profonda ricerca di stile e non ho mai smesso di migliorarmi e di studiare. Oggi mi accorgo che la mia voce è decisamente cambiata rispetto a prima e la preferisco.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Sto lavorando a delle cose che al momento voglio aspettare ad annunciare, ma sono davvero molto interessanti. Posso dire però che non smetto mai di scrivere, ora più che altro sto curando la promozione di questo disco.

Fino a dove vuoi spingerti nel futuro?

A me basta riuscire a vivere della mia professione, fare i teatri con i miei 1000-2000 paganti. Non punto a diventare famoso a livelli particolarmente elevati, non mi interessa, anzi, quasi mi crea disagio considerando che non avrei più un momento tranquillo, ed io sono una persona in parte riservata, ma se dovesse succedere, sicuramente riuscirei a gestirla come ho imparato a gestire molte altre cose nella vita. Però ho un sogno nel cassetto: ho scritto una canzone, un duetto che conservo segretamente e mi piacerebbe cantarlo insieme alla mia cara amica Emma Marrone che non sento da molto tempo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Innanzitutto grazie di aver letto tutto fin qui. Vi chiedo solo di seguirmi su Instagram (@davideflauto) e Facebook (davideflautoofficial), mettete like, commenti e condividete così ci facciamo conoscere, che da soli è dura! Fate anche più streams che potete su Spotify!

Davide Flauto per Siloud

 

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