InTheMusic: Richairo, interview

Nome: Riccardo
Cognome: Parrano
In arte: Richairo
Età: 23
Città: Viterbo
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 2
Periodo di attività: da 2 anni
Genere musicale: Rap\Trap
Piattaforme: YouTube, Spotify, ...

Chi è Richairo?

Sono un ragazzo di 23 anni che, come molti altri, ama la musica. E’ la mia più grande passione da quando ero piccolo. Mi piace la vita mondana, quando posso esco sempre (o vado in studio). Attualmente lavoro in un’agenzia immobiliare e a chiamata in un negozio di abbigliamento nel viterbese.

Siamo curiosi di sapere di più sul tuo nome d’arte: cosa significa e da dove nasce?

Questa domanda me l’hanno fatto in molti. Chiamandomi Riccardo, ho cercato da sempre un nome che potesse ricordarlo, in qualche modo. Dato che sono un SUPER appassionato di FIFA, un anno (come ogni anno) avevo iniziato la mia “carriera allenatore” e subito ero andato in cerca di qualche calciatore giovane e promettente: una punta, in particolare. Fatto sta che mi soffermai nella squadra dell’Ajax e notai un giocare che di cognome faceva Živković (olandese); aprii la sua biografia per vedere le statistiche e notai che il suo nome era Richairo. Subito pensai: “Fico, probabilmente sarà Riccardo in un’altra lingua!”. Incuriosito, feci un paio di ricerche e scoprii che in realtà non era così. Non significava Riccardo e se cercavo appariva solo e soltanto questo giocatore (nemmeno tanto conosciuto). Questa cosa mi è rimasta impressa ed ho deciso di utilizzarlo come nome d’arte.

Quando hai cominciato a fare musica e quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

Ai tempi dei tempi ricordo benissimo come se fosse la prima volta che, un giorno, mi spronò moltissimo In Da Club di 50Cent. Stavo andando in vacanza con i miei e quel viaggio (avrò avuto 10-11 anni su per giù) ho costretto mio padre a metterla in loop per circa 2 ore. Poi ho incominciato da solo a casa, a circa 13 anni, rubando qualche beat e scrivendo ciò che mi passava per la testa. Dopo poco tempo era diventata quasi un’ossessione.

Per quanto riguarda gli artisti a cui mi ispiro, non riesco a dare una risposta specifica. Sono molto “vario” e riesco ad apprezzare molte tipologie di Rap. Da piccolo i miei idoli indiscussi erano indubbiamente i Club Dogo. Ora come ora preferisco anche altro, con l’evolversi della musica. Se dovessi sceglierne uno e non italiano, vi direi Lil Uzi Vert.

La tua musica si mantiene sul genere Trap, ma in ogni brano sentiamo sempre suoni nuovi. Cosa vuoi trasmettere alle persone e come si sviluppano le varie fasi della produzione?

Come ho già accennato, sono molto vario: nelle mie tracce si può trovare una drum super cattiva così come una suono di chitarra dolcissimo. Cerco di fare ciò che mi piace, a prescindere se si tratti di Trap o Rap, e cerco di farlo suonare il meglio possibile insieme al ragazzi della Bling Jack Rec. I miei beat la maggior parte delle volte li affido a PY (ragazzo nativo di Aprilia che si è trasferito qui vicino a Montefiascone). Dal primo giorno ci siamo trovati benissimo, anzi, vi dirò di più, il primo giorno che l’ho conosciuto è nato il Beat di Rita Ora, quindi era impossibile farmelo scappare. Per quanto riguarda il resto, diciamo che ci aiutiamo tutti l’uno con l’altro. Registrata una bozza della traccia, la giro a tutti: Calvin Johnson (rapper), Empi BIG (rapper), Spike Diff (Rapper), Marco Morelli (videomaker) mi danno un parere e mi dicono secondo loro dove potrei migliorarla; infine, la traccia passa nelle mani di Gione che mixa e masterizza il tutto insieme a PY.

I video ufficiali dei tuoi brani sono davvero un ottimo lavoro. A chi affidi  questa fase?

Dei video se ne occupa Marco Morelli. Abita a Roma, ma tra noi c’è un’amicizia fantastica che è nata al campeggio estivo dove andiamo ogni anno. Ci conosciamo ormai da tanto tempo. Quando devo creare un video mando la traccia anche a lui e gli spiego qual è la mia idea di base o un’eventuale storia. Insieme verifichiamo le location e una volta confermate procediamo. Di tutte le color, di tutti gli effetti e di tutto il resto se ne occupa interamente Marco, visto che ormai sa bene cosa mi piace e cosa no. Mi fido ciecamente di lui.

Rita Ora, uno dei tuoi ultimi pezzi, è un omaggio all’omonima artista internazionale. Come mai la scelta di dedicarle un brano?

In realtà l’artista in sé per sé è solo una “maschera”. Intendo dire, non ho mai dedicato una canzone a Rita Ora (nonostante la stimi tantissimo), ho semplicemente utilizzato il suo nome come metafora. Quando dico “Sembri Rita Ora” intendo dire “Mi fai lo stesso effetto di quando ascolto/vedo Rita Ora”. Ad esempio, quando uscì lo spot di Tezenis nel 2016 in cui lei faceva sia la modella sia la soundtrack, personalmente parlando, ne rimasi particolarmente stupito. Lei è totale!

Sempre con riferimento a Rita Ora, più volte i vostri tatuaggi risaltano agli occhi. Cos’è per te un tatuaggio e, secondo te, è necessario che ci sia un significato di fondo?

I tatuaggi per me sono un ricordo personale (o non) tatuato nella pelle, un qualcosa che magari si vuole ricordare o semplicemente piace. Credo sia un po’ come una scelta di vita: se vuoi lo fai, altrimenti no. Io non ho mai giudicato chi è contro i tatuaggi, ma non sopporto chi giudica troppo chi li ha. Prediligono, a mio parere, tatuaggi con un significato, che poi per come  la vedo io basta che lo abbia per sé stessi. Per ora ne ho 4… PER ORA!

Cotton Candy è il tuo nuovo brano e sembra essere molto più “strong” degli altri. Quando sarà rilasciato?

Cotton Candy sarà rilasciata a novembre su YouTube con il video ufficiale, ma non c’entra nulla con il mio EP (o album) in produzione. E’ un singolo che ho in canna da un po’ ed ho voluto aspettare determinate situazioni prima di farlo uscire. A mio malincuore, dovrò tenerla fuori dal disco futuro per due motivi: il primo è che era stata progettata come singolo, il secondo è che il beat, in questo caso, non è stato prodotto dal mio producer. Quando ho scritto questa traccia avevo talmente in chiaro il risultato finale che avrei voluto ottenere e nel giro di poche ore era pronta, suonava bene ed era perfetta con questo beat. Non ho avuto alcuna intenzione di modificarla. Per me non è assolutamente un problema, servirà per far capire alle persone i vari generi che mi piace fare.

Pensa a tutte le tue produzioni fino ad oggi: c’è un messaggio comune a tutti i tuoi brani?

Si, che è quello che voglio. Da sempre. E sto facendo sul serio. Questo è l’unico messaggio comunque, perché per il resto cerco sempre di dare emozioni diverse in base a ciò che sento io in quel momento.

In questo percorso, oltre il tuo collettivo, chi ti supporta?

Sicuramente la mia famiglia, hanno fatto tanti sforzi anche per permettermi di seguire questo sogno. Anche i miei amici (esterni alla BJR) per ogni video mi rimediano qualcosa di figo (macchine, moto, vestiario e quant’altro) e delle volte si impegnano così tanto che sembra quasi che il video sia il loro. Sono unici. Il rapporto con la BJR è fantastico: siamo una famiglia. Cerchiamo di aiutarci l’uno con l’altro, anche se il lavoro riguarda un singolo componente. La viviamo del tipo “l’unione fa la forza” e, per carità, non sono arrivato da nessuna parte, ma se non fosse per loro sicuramente ora mi troverei più indietro rispetto ad ora.

Quali sono le tue intenzioni per il futuro?

Vorrei farmi sentire e conoscere il più possibile, migliorare giorno per giorno, mese per mese, anno per anno. Mi piacerebbe portare una visibilità maggiore a Viterbo, in sé per sé, e agli artisti che ci sono. Purtroppo, rispetto ad altre città, qui abbiamo molta meno visibilità, ma non mi arrendo, né io né altri ragazzi del posto che so che stanno facendo il possibile per emergere!

C’è qualcosa che vorresti dire ai lettori di Siloud?

Prima di tutto, se siete arrivati a questo punto dell’intervista significa che l’avete letta tutta e per questo vi ringrazio infinitamente.

Io e la mia squadra siamo carichi e pronti a buttarci con tutte le nostre forze. Crediamo di avere le carte in regola per poter raggiungere certi livelli. Voi abbiate fede e tenetemi/ci d’occhio (sopratutto in questi mesi). Ho tante cose da farvi sentire… e vi assicuro che non ve ne pentirete!

Richairo for Siloud

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