INTERVIEW: Stefano Izzo, photographer

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Nome: Stefano
Cognome: Izzo
Anni: 23
Città: Prato
Professione: Disegnatore Meccanico

Ciao Stefano, ci piacerebbe conoscerti meglio. Raccontaci di più su di te!

Ciao a tutti! Sono Stefano, ho 23 anni e vivo a Prato. Sono un disegnatore meccanico in uno studio tecnico della mia città e cerco di incastrare tra i vari impegni altre passioni, prima fra tutte la fotografia.

Come nasce la tua passione per la fotografia e a che età hai cominciato a fotografare?

Mi è sempre piaciuto fare fotografie, inizialmente con il telefono o con macchine fotografiche non professionali, ma se devo indicare un momento preciso in cui ho deciso di approfondire questa mia passione sicuramente è da un anno a questa parte. Chiuso un capitolo importante della mia vita, non avrei potuto trovare modo migliore per conoscere nuove persone, visitare posti nuovi e togliermi qualche soddisfazione.

Il tuo lavoro è tutto concentrato sulla fotografia o ti occupi anche di altro?

Il mio lavoro in realtà non ha niente a che vedere con la fotografia. Come detto prima, terminati i miei studi tecnici con un diploma di perito meccanico sono entrato a far parte dell’organico di uno studio tecnico nella mia città. Nonostante la passione per la fotografia, ritengo di avere ancora molto da imparare per poter anche solo pensare di trasformarla in un vero e proprio lavoro.

Quali attrezzature utilizzi e in che modo queste influiscono sui tuoi scatti?

Quando ho iniziato ad appassionarmi alla fotografia scattavo principalmente con lo smartphone (passando tra vari iPhone nel tempo) e una piccola bridge della Canon, con i quali riuscivo comunque a divertirmi. I problemi erano principalmente la ridotta possibilità di gestire manualmente varie impostazioni e l’effettiva qualità finale delle immagini. Nell’ultimo anno sono invece passato al bel mondo delle semi-pro, in particolare alle mirrorless Sony e, a parer mio, alla perfetta Alpha 7 Mark II. Come obiettivi utilizzo al momento un tutto fare Sony 28-70 F/3.5-5.6 (incluso nel kit al momento dell’acquisto) e un grandangolo Samyang 14mm F/2.8. Immancabili nello zaino da viaggio sono poi il treppiedi Manfrotto, la lensball per scatti un po’ diversi dallo standard e ultimo, ma non meno importante, il mio drone DJI Mavic Pro.

C’è qualche tecnica particolare che utilizzi per scattare le tue foto? Quanto la post-produzione influenza un tuo scatto?

Personalmente sto ancora cercando di definire un mio stile o comunque qualcosa che possa differenziare i miei scatti. Mi ritengo ancora un principiante e tramite qualche corso e alcuni libri sto cercando di approfondire sempre di più la mia conoscenza nel settore. La post-produzione penso sia un elemento fondamentale nella definizione finale di uno scatto. Basta guardarsi un po’ in giro per vedere quanto maggiore successo ottiene, soprattutto sui social, un’immagine ben post-prodotta rispetto ad una foto grezza. Nei miei scatti c’è un’influenza di questa successiva lavorazione, ma non sono un mago di Lightroom, Photoshop o altri programmi e sto quindi seguendo qualche tutorial/corso per cercare di migliorare su questo aspetto. Per modifiche veloci ad esempio utilizzo Snapseed sul telefono, la ritengo un’ottima app alternativa.

Molte sono le persone che guardano i tuoi scatti, anche se pensi solo a tutti coloro che passano sul tuo profilo. Cosa vuoi che gli altri percepiscano attraverso le tue fotografie?

Parlando di social, penso che Instagram sia al momento il miglior social-trampolino per un fotografo che cerca di immettersi sul mercato. Le tante funzionalità che questo social offre mi permettono di rendermi effettivamente conto di quante persone seguano il mio “lavoro”.

Attraverso i miei scatti cerco di esprimere quello che provo nel momento in cui mi trovo davanti al soggetto che sto fotografando. Cerco di cogliere un attimo, un momento, che viene impresso lì e in quel preciso istante e che non si ripeterà più.

Quali sono i soggetti delle tue fotografie?

Al momento preferisco la fotografia paesaggistica, ma non nego che mi piacerebbe molto provare anche con qualche ritratto. Penso che quest’ultimo genere di fotografia sia quello che esprime di più dal punto di vista emozionale.

Vediamo che, sul tuo profilo Instagram, ti presenti come membro di Yallers. Sapresti spiegarci meglio in cosa consiste questo progetto e in che modo ne fai parte?

Sì, esatto, sono socio da oltre un anno. Yallers è un’associazione di promozione sociale che si pone come obiettivo principale quello di far conoscere le persone che hanno le stesse passioni, in primis la scoperta e la valorizzazione del territorio, quello italiano in particolare. La fotografia diventa, quindi, l’elemento base che ci accomuna un po’ tutti. Crediamo che la promozione del territorio passi attraverso gli occhi della gente che lo vive ogni giorno. Ci piacciono le fotografie che raccontano un’emozione, ma poco importa se lo scatto è fatto con uno smartphone, una compatta o una reflex. Creiamo occasioni di incontro tra persone con gli stessi interessi, online attraverso i social e nel mondo reale con gli eventi che organizziamo nelle varie regioni. Da qualche mese sono entrato a far parte del team della regione Toscana, andando ad affiancare due persone davvero fantastiche. Ho conosciuto questa associazione su Instagram ed è bello poter affermare che a volte questi social servono davvero ad instaurare rapporti con persone lontane che quando si incontrano trasmettono però un sentimento vero. Provare per credere!

Molte sono le persone che decidono di avvicinarsi al mondo della fotografia. Quali consigli ti senti di dare a queste persone?

Beh, diciamo che sono ancora nel periodo in cui ho bisogno io di consigli e visto che non si smette mai di imparare, in qualsiasi campo, sono sempre pronto a riceverne. L’unica cosa che posso sentirmi di consigliare è che se è una passione che veramente si sente dentro non bisogna abbandonarla. Non importa il riscontro che si ha, deve partire tutto da noi. La bellezza di trovarsi in un posto che magari abbiamo sempre visto in foto di altri ed essere lì a poter fare nostro quel luogo e immortalare un dato momento in un nostro scatto oppure far sorridere una persona che si rivede sul monitor del pc o meglio ancora su una stampa: questa è secondo me la soddisfazione più grande. Quindi vi dico: prendete il vostro strumento, qualunque esso sia, e scattate.

Perché collaborare con Siloud?

Perché vi seguo da oltre un anno e mi piace il vostro lavoro, la vostra capacità di spaziare tra i vari argomenti e saper ricreare sempre qualcosa che ti tenga incollato allo schermo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Spero di avervi trasmesso anche solo un briciolo di me e di quello che mi piace fare. Se volete seguire la mia attività, potete farlo per adesso su Instagram seguendo il profilo @nencospic.

Stefano Izzo for Siloud

Visita la pagina Instagram di Stefano: @nencospic

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