Nuvole, Vince

[Indie/Pop, 2018]

Nell’ ultimo anno,quando si sente parlare di Indie, si pensa subito alla nuova scena romana. Roma da sempre città romantica e malinconica, ha sfornato numerosi artisti che stanno spaccando il mercato musicale italiano. Basti pensare a CarlBrave o Franco126 o, ancora, i TheGiornalisti.

Perché proprio l’indie made in Roma? Sicuramente è il contesto, fatto da numerose sfaccettature (la storicità e l’arte che ne caratterizzano il territorio ad esempio), che trasmette all’artista le giuste vibrazioni per questo genere. Ogni positività, però, porta con sé il rovescio della medaglia: il non soddisfacimento politico, il turismo incontrollato e la città tecnicamente trascurata che ne deriva sono fattori che colpiscono il sociale, provocando un senso di contestazione e di riscatto che si riversano nella musica. La forte sensazione “street” la percepiamo anche nella new school di rapper romani. Un palcoscenico che, dopo i colossi Noyz Narcos e Colle Der Fomento, sta divulgando forza artistica con i rapper Ketama126 e Gemitaiz. In più, si manifesta anche un forte legame dei generi, dove a differenza del passato ( Milano ne è la maggior esponente musicale a livello nazionale), Roma nella musica è diventata il fulcro di maggiore prospettiva.

Fatta questa lieve introduzione, oggi vi parlerò di Vince, un giovane cantautore romano, e del suo ultimo brano intitolato Nuvole.

Il brano, pubblicato su YouTube qualche settimana fa e su Spotify nei prossimi giorni, è stato registrato e mixato presso il Qwagur Studio. La strumentale, di cui Vince si è occupato in prima persona, fa da tirante per l’intero brano. L’uso delle chitarre in maniera ricorrente unisce il vintage alla contemporaneità: il mood alla base è capace di riportare il pubblico all’interno di un film anni 90′, ma al tempo stesso può anche accompagnare un sabato sera in compagnia di amici. Durante il ritornello, per rendere a pieno le linee melodiche, il sound si apre leggermente per poi ritornare alle condizioni iniziali. La sonorità ha un impatto minimal, i suoni sono decisi e non eccessivamente variegati e fanno da piattaforma ideale per poter narrare la sua storia, come se fosse una sorta di autobiografia.

Il testo racconta di un’esperienza vissuta dall’artista, in particolar modo la contrapposizione del suo animo durante diversi momenti. Le nuvole fanno da metafora tra il bianco e il nero e si tramutano in felicità e torpore. Proprio a tal proposito, ci piace ricordare le parole del drammaturgo tedesco Goethe:

“Trafitti dalla passione,

l’Amore ci sopravvive e l’Arte ci rende immortali.”

Dando maggior peso alle ultime parole, Vince ha deciso di rendere immortale un’esperienza attraverso la musica, portando l’ascoltatore a rivivere sulla propria pelle i suoi attimi vissuti e mancati.

Nella parte iniziale e finale del brano si percepisce la contrapposizione: le nuvole agiscono sotto mentite spoglie. Si introduce la notte, descrivendo il contesto che lo circonda. La donna fa da barman, si cambia nell’ascensore prima di uscire e Vince , nonostante abbia bevuto, non riesce a dimenticarla.Le parole si proiettano nella mente di chi ascolta, quasi fosse un film.

Le sensazioni di felicità e libertà, invece, sono quelle che traspaiono per lo più nel ritornello. Il feeling con la donna cercata si consolida. 

“Resto qui,

con la testa tra le nuvole.”

Nuvole è un brano che ha un vissuto e, per questo, deve toccare dentro a chi l’ascolta.

CM

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