INTERVIEW: MpBig

il
Nome: Michael
Cognome: Prota
In arte: MpBig
Età: 22
Città: Marta (VT)
Nazionalità: Italia
Brani pubblicati: 8
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: Rap/Trap
Piattaforme: YouTube, Spotify (a breve)

Chi è MpBig e da dove nasce questo nome?

Bella domanda! Non so nemmeno io chi sono in realtà. Cerco me stesso nella musica. A livello grafico MpBig è un ragazzo di nome Michael che ha 22 anni e rappa da quando ne aveva 14.

Sono nato a Tarquinia (VT) e sono cresciuto a Valentano (VT) fino all’età di 10 anni. Poi i miei si sono divorziati e con mamma e mia sorella (classe 2002), ci siamo trasferiti a Marsciano (PG), paese suo di origine. È lì, all’età di 11 anni, che ho avuto i primi rapporti con la cultura Hip Hop. L’anno successivo, quando ne ho compiuti 12, siamo tornati a Marta (VT) (per via del lavoro di mia madre) dove mi trovo tuttora.

Il nome d’arte “MpBig” nasce per caso. “M” sta per Michael e “P” per Prota (mio cognome). “Big” perché penso sempre in grande e perché ho sempre avuto paura di diventare grande: me lo sono stampato addosso perché bisogna essere le nostre paure per combatterle. Poi sono superfan di Notorius, da sempre!

La musica riempie tutte le tue giornate o ti occupi di altro?

In un modo o nell’altro sono a contatto con la musica tutti i giorni. Io, diversamente da altri ragazzi che non hanno questa fortuna, lavoro da quando avevo 15 anni nella fabbrica di mio padre. Se non fosse per questo lavoro non avrei potuto fare musica. La gente pensa di no, ma fare musica costa. Costa lo studio dove registri e se hai il tuo, come nel mio caso, costa comprare l’attrezzatura. Costa spingere i pezzi nel web, perché diciamo la verità, nel 2018 (quasi 2019) anche gli artisti più grandi sponsorizzano a palla i pezzi che caricano nelle varie piattaforme e cosi facendo costringono anche te, emergente, a dover pagare per fare arrivare il pezzo a più persone possibile. Lavoro dal lunedì al venerdì dalle ore 6 alle ore 14. Dalle 14 in poi mi dedico alla musica ed alle ragazze, che sono la mia seconda passione… Dannate donne!!

Quando e come hai cominciato a fare musica?

Ho scritto il mio primo pezzo a 12 anni. Non so nemmeno perché. Forse per necessità. A quell’età già ne avevo passate tante nella vita ed avevo bisogno di una valvola di sfogo. A quei tempi non avevo nemmeno una connessione internet a casa: preciso questa cosa perché ricordo che il primo beat sul quale ho scritto era di una canzone di Eminem che ho trovato su YouTube scroccando la connessione internet del vicino. Scrissi quella canzone ed il giorno dopo la presentai a scuola come compito durante la lezione di musica. Mi presentai con una piccola cassa e ricordo che tutti mi presero per pazzo. Feci partire la strumentale e iniziai a rapparci sopra. Fu il mio primo “live” a pensarci! E c***o andò bene. Tutti mi dissero che dovevo continuare con quella roba. E cosi è stato. Anche la professoressa di Italiano mi ha sempre spinto a scrivere, perché i testi che facevo a scuola erano molto belli. Italiano era L ’unica materia dove andavo bene! Mi sono sempre piaciute le poesie, da lì ho capito che potevo mettere in musica le mie.

Come nasce un brano firmato MpBig?

Ogni brano nasce per necessità di dover sfogare qualcosa che ho dentro. A parte qualche eccezione, cioè quando mi trovo in studio con altri amici del mestiere e nascono brani cosi per divertimento: la musica è anche questo. Comunque quello che voglio dire è che magari mi metto giù e posso scrivere pure 3 canzoni al giorno, ma poi quella che farò uscire sarà la quarta, quella che scrivo così di getto preso da una cosa che mi rende triste in quel momento. Io sono triste quando scrivo. Se sono felice non riesco a scrivere, preferisco vivermi quel momento e buttare nel foglio i momenti difficili. Il foglio è quell’amico che ti sopporta quando stai giù ed hai bisogno di parlare. A livello di struttura difficilmente scrivo senza strumentale sotto. Prendo un beat di Py (mio produttore da sempre, dal 2014, grazie a lui sono cresciuto tanto a livello artistico) o un beat qualsiasi sul web che rifaremo nuovo poi. Parto dal ritornello. Se il ritornello esce bene allora da lì posso iniziare a stendere le strofe. Questo accade solitamente, poi ogni traccia è diversa ed ha una sua storia.

Non sempre i brani necessitano di un messaggio. Nel tuo caso, vuoi trasmettere qualcosa di preciso a chi ti ascolta?

Assolutamente sì. Se in un testo sei forte a livello di flow e metrica ed in più riesci a trasmettere un messaggio o la tua storia, allora sei qualcuno. Se metti parole a caso sul beat, per quanto puoi rappare bene, sei solo uno dei tanti!

Gli ultimi pezzi che hai caricato, dalla melodia alle riprese, ci ricordano il Rap americano di qualche anno fa. Anche il tuo stile sembra sottolineare questo nostro pensiero. Ci confermi questa nostra impressione?

Penso che ogni artista che faccia Rap rispecchi un po’ la roba con cui è cresciuto. Io comunque ho sempre ascoltato il Rap americano dei vari Tupac, Notorius Big, Snoop Dogg, Eminem e 50 Cent. Di Rap italiano sono cresciuto con Fabri Fibra, Mondo Marcio, Joe Cassano, Inoki e Marracash. Il mio idolo rimane, però, Fibra. Il primo pezzo Rap che ascoltai fu “appLalusi per fibra” ed avevo 10 anni se ricordo bene. Penso si senta a livello artistico che sono cresciuto ascoltando questa roba, comunque cerco di renderla allo stesso tempo fresca, a passo con i tempi, e, soprattutto, personale mentendoci del mio!

UNDNN2: un danno, in che senso?

Io sono un danno. Tu sei un danno. Tutti sono un danno. Tutti siamo lo specchio della società nella quale viviamo, società che nella canzone descrivo con giochi di parole e raccontando eventi di cronaca. Un danno è una critica anche alla Chiesa oltre che allo Stato.

“Una settimana.”: sette giorni per fare cosa?

In sette giorni si possono fare tante cose. Io in sette giorni mi sono affezionato alla persona della quale parlo in questa canzone. In altri sette giorni ho capito che tipo di persona era e non faceva per me. Ed in sette minuti ho scritto una bomba. Vivo tutto di un fiato partendo dalle relazioni. Sono una persona che in una vita magari non ti da niente, però in sono capace di regalarti il mondo. Il mio mondo.

M.P. è il prossimo brano che rilascerai. È un racconto di te, del tuo passato, presente e futuro. Quando sarà online?

“M.P.” è un brano prodotto da Py ed uscirà su Spotify a dicembre insieme all’EP che prende appunto il nome da esso. “M.P.” è nato perché avevo la necessita di raccontare da dove vengo e in che ambiente sono cresciuto. Da una parte ci sta mio padre che ha una fabbrica e che fa una vita normale, nonostante le difficoltà che oggi si hanno nel portare avanti un’azienda in Italia. Dall’altra ci sta mi madre che ha le giostre e viene da una famiglia di giostrai e circensi ed io, crescendo con lei, mi sono vissuto a pieno quel mondo lì. Sono cresciuto con i “sinti”(che non sono ne rom ne zingari, molta gente confonde le etnie) e non me ne vergogno. Ho visto tante cose e sono stato in ambienti complicati. Non parlo di strada perché fa fico. Io la strada me la sono vissuta veramente. Spesso ci sono rimasto per strada, ma con la musica ho sempre trovato la forza per trovare la via di casa. Nell’EP racconto un po’ tutto questo tra esperienze di amore, droga e tanto altro. Cercando sempre di dare il messaggio giusto a chi ascolta, sopratutto ai più piccoli che si avvicinano alla mia musica.

Nel tempo in cosa ti senti cambiato grazie alla musica?

A livello musicale, negli anni, ho fatto passi da gigante e so che migliorerò ancora tanto. A livello personale la musica mi ha dato tanto. Mi ha reso migliore. Mi ha dato valori importanti. Non so cosa dire, solo che fare musica mi fa stare bene ed è l’unica cosa che mi riesce nella vita… a parte essere “un danno”!

Abbiamo visto che sei amico di Richairo di e Secch, a cui abbiamo dedicato un’intervista qualche tempo fa. Che rapporto avete?

Richairo è uno dei ragazzi con il quale abbiamo fondato la Bling Jack Record, etichetta discografica nata con l’idea di dare la possibilità a ragazzi della provincia di venire nel mio studio, a Valentano, per fare Rap a basso prezzo. Gli altri membri sono Py, Calvin Jhonson, Spike/Diff. Con Secch c’è un rapporto di amicizia e rispetto reciproco, ci siamo conosciuti ad una serata anni fa e stiamo collaborando ad alcuni progetti musicali.

Quali sono i prossimi progetti?

A dicembre esce M.P. EP. Lo suonerò in giro in alcune date che stiamo organizzando e poi si vedrà. Con questo EP sto cercando di catturare l’attenzione di un pubblico più ampio. Se mi riesce poi ho già intenzione di fare un disco ufficiale. Tempo al tempo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ascoltate il mio EP ed entrate nel mio mondo. Abbiamo tanto da dire e ci meritiamo un’occasione. Ci mettiamo l’anima nella nostra musica, siamo gli unici che stanno facendo un po’ di macello nella provincia. Dateci la possibilità di portare un vero movimento Rap qui a Viterbo. Risvegliamo la città. Dipende più da voi che da noi.

MpBig for Siloud

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