InTheArt: Sara Zotaj, interview

Nome: Sara
Cognome: Zotaj
Anni: 25
Città: Firenze
Professione: Studente, Artista

Ciao Sara, raccontaci in più di te!

Ciao. Mi chiamo Sara Zotaj, ho 25 anni e vivo a Firenze. Ho origini miste, nel senso che sono per 1/3 italiana, greca e albanese. Ho viaggiato molto conoscendo tante realtà diverse, quindi mi piace definirmi cittadina del mondo, non di un solo paese.

Ti occupi di pittura a tempo pieno? 

La “vena artistica” è sempre stata in me in tutte le cose che ho vissuto, dalla scrittura al teatro, dalla musica alla danza classica, dal disegno alla pittura. Non c’è un modo per descrivere che cos’è l’arte, per me. Io sono arte e lei è me. Di certo posso affermare che sia inequivocabilmente, l’Amore della mia vita.

I tuoi studi sono stati inerenti all’arte?

Frequento il quarto anno all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ho vissuto l’infanzia a San Gimignano. Ho frequentato il liceo artistico di Grosseto. Ho lavorato nel campo della comunicazione, sono volata in Spagna per un volontariato artistico a Lorca.

Negli ultimi quattro anni ho esposto in varie città, tra cui Sansepolcro, Seregno e Roma. Ho una curatrice bravissima e amica (Alisia Viola) che si occupa del mio lavoro artistico. Ci siamo conosciute in un mio soggiorno a Milano attraverso Francesco Caraccio, maestro, pittore e allievo di Chagall.

Con riferimento alla storia dell’arte, hai un artista a cui ti ispiri o un movimento artistico di cui sei particolarmente affascinata?

Non ho artisti preferiti, né tanto meno movimenti che mi possano canalizzare.  Conosco la storia dell’arte e i suoi pilastri, ammiro il Romanticismo e l’Espressionismo. Ma mi piace sperimentare, sviscerare, per sentirmi completamente in equilibrio con il mio lavoro.

Alcuni pensano che gli artisti debbano seguire uno stile, un percorso omogeneo attraverso il segno. Io penso che trattenere la curiosità espressiva dell’artista sia un reato.

In che modo nasce l’idea di un tuo disegno?

Il mio lavoro artistico, è un connubio tra: realtà fisica e spirituale.

Secondo me, l’essere umano non può vivere soltanto con la parte inferiore di sé stesso, ha bisogno anche del “sopra” per sentirsi completo. Un progetto artistico nasce da un’idea ed il pensiero crea. Ma a volte, per renderlo credibile, bisogna trasmetterlo in questa realtà comune, fisicità terrena. Da qui parte un metodo di ricerca personale, predominato dall’intuito.

Tutto quello che vediamo o sentiamo può essere tradotto attraverso il linguaggio artistico.

Ci sono dei soggetti che prediligi per le tue rappresentazioni?

Nelle mie rappresentazioni preferisco vedere dentro, anziché guardare solo in superficie e questo vale non soltanto per il mio percorso artistico, ma anche nella mia vita privata.

Ogni disegno ha sempre un messaggio di fondo: cosa vuoi trasmettere o raccontare a chi guarda, in generale, i tuoi lavori?

A chi guarda cerco di trasmettere la verità, attraverso la mia realtà multidimensionale. Senza limiti né filtri.

Spesso i titoli dei tuoi disegni sono inglese: è una scelta stilistica la tua?

Per alcuni titoli ho scelto l’inglese, perché è l’unica lingua con cui puoi comunicare con tutto il mondo.

Tra tutti, riusciresti ad identificare un tuo dipinto a cui sei particolarmente legata?

Il quadro a cui sono più affezionata è un mini-quadro (20×20), davvero piccolo rispetto ai formati tradizionali. Un autoritratto, di qualche anno fa, che fa parte di un progetto artistico illustrato in tela, intitolato “Kismet” o “Destino”.

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È stata la prima tela che ho montato da sola, infatti la tela ha aderito al telaio in modo obsoleto, personalizzando maggiormente l’opera. Rappresenta l’anima di uno dei personaggi principali del progetto “Kismet”. La mia.

Prendi spesso parte ad eventi artistici?

Ultimamente ho poco tempo per prendere parte ad eventi artistici, perché studiando e facendo l’artista a tempo pieno ho veramente poco tempo a disposizione. Però appena posso cerco di sgattaiolare fuori dagli impegni per rinchiudermi nei libri, al cinema, nella natura. Bisogna sempre riuscire trovare un po’ di tempo per sé stessi. Amarsi, nutrire l’anima.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Alle persone che mi stanno leggendo o mi leggeranno, vorrei dire che non hanno motivo di sentirsi soli o abbandonati. Che l’unico ostacolo siamo noi stessi, che percepiamo la vita attraverso la ragione.

(Il cervello)

Che non è la verità, ma solo uno strumento molto utile, che traduce e ordina le cose come un computer basandosi sulla realtà che conosce.

Ma non esiste solo una realtà. Il disegno dell’universo in cui viviamo è più grande e complesso di quanto si riesca a percepire. C’è sempre una luce per chi sa vedere aldilà dell’apparenza del mondo terrestre. La verità è dentro di voi ma dovete lottare per inseguire i vostri sogni, lottate per voi stessi perché nessuno lo farà al posto vostro.

Non diffidate da voi stessi, fidatevi del vostro istinto. È più facile di quanto sembri. Non  sottovalutatevi, inseguite i segnali che l’universo vi manda e vivete nella luce.

Potete iniziare da subito, ripulendo la mente dal nichilismo. Vivete la vita che avete sempre sognato fin da piccoli, fate ciò che vi viene naturale fare senza pensare alle costrizioni, a quello che gli altri vorrebbero che faceste, e siate felici.

Sara Zotaj for Siloud

Visita la pagina Instagram di Sara: https://www.instagram.com/pallidelentiggini/

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