INTERVIEW: Sara Zotaj, artist

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Nome: Sara
Cognome: Zotaj
Anni: 25
Città: Firenze
Professione: Studente, Artista

Ciao Sara, raccontaci in più di te!

Mi chiamo Sara Zotaj, ho 25 anni e vivo a Firenze. Ho origini miste, nel senso che sono per 1/3 italiana, greca e albanese.

Ho viaggiato molto conoscendo tante realtà diverse, quindi mi piace definirmi cittadina del mondo, non di un solo paese. Personalmente provengo da un’educazione rigida che mi ha imposto di non osare mai ad uscire fuori dagli schemi della realtà comune. La verità è che sono un Adulto Indaco e non credo nelle imposizioni sociali, solo nell’anima.

Ti occupi di pittura a tempo pieno? 

La “vena artistica” è sempre stata in me in tutte le cose che ho vissuto, dalla scrittura al teatro, dalla musica alla danza classica, dal disegno alla pittura. Non c’è un modo per descrivere che cos’è l’arte, per me. Io sono arte e lei è me.

I tuoi studi sono stati inerenti all’arte?

Frequento il quarto anno all’Accademia di Belle Arti di Firenze. Ho vissuto l’infanzia a San Gimignano. Ho frequentato il liceo artistico di Grosseto. Ho lavorato nel campo della comunicazione, sono volata in Spagna per un volontariato artistico a Lorca.

Negli ultimi quattro anni ho esposto in varie città, tra cui Sansepolcro, Seregno e Roma. Di recente una mia opera è stata aggiunta all’agenda degli artisti 2019, una bellissima iniziativa della Libreria Bocca di Milano dal 1775.

Ho una curatrice bravissima e amica (Alisia Viola) che si occupa del mio lavoro artistico. Ci siamo conosciute in un mio soggiorno a Milano attraverso Francesco Caraccio, maestro, pittore e allievo di Chagall.

Con riferimento alla storia dell’arte, hai un artista a cui ti ispiri o un movimento artistico di cui sei particolarmente affascinata?

Non ho artisti preferiti né tanto meno movimenti che mi possano canalizzare.  Conosco la storia dell’arte e i suoi pilastri, ammiro il romanticismo e l’espressionismo. Ma mi piace sperimentare, sviscerare, per sentirmi completamente in equilibrio con il mio lavoro.

Alcuni pensano che gli artisti debbano seguire uno stile, un percorso omogeneo attraverso il segno. Io penso che trattenere la curiosità espressiva dell’artista sia un reato.

In che modo nasce l’idea di un tuo disegno?

Il mio lavoro si suddivide tra realtà fisica e spirituale. Questo è un particolare molto importante. Rappresentarli entrambi può sembrare caotico, ma alla fine rappresenta in modo equilibrato pienamente ciò che sono.

L’essere umano non può vivere solo con la parte inferiore di sé stesso, ha bisogno anche del “sopra” per sentirsi completo. Un progetto artistico nasce da un’idea, ed il pensiero crea. Ma a volte, per renderlo reale e credibile, bisogna trasmetterlo in questa realtà, fisicità terrena. Da qui parte un metodo di ricerca personale che serve a far aderire l’idea=opera alla società (ordinaria amministrazione progettuale).

Tutto quello che vediamo o sentiamo può essere tradotto attraverso il linguaggio artistico. Una volta chiarite le basi tecniche, l’opera può venire alla luce con rapidità.

Ci sono dei soggetti che prediligi per le tue rappresentazioni?

Nelle mie rappresentazioni non prediligo i soggetti, quanto il colore e la tecnica da utilizzare.

Preferisco vedere dentro anziché guardare solo in superficie, e questo vale non soltanto per il mio percorso artistico ma anche nella vita privata.

Ogni disegno ha sempre un messaggio di fondo: cosa vuoi trasmettere o raccontare a chi guarda, in generale, i tuoi lavori?

A chi guarda cerco di trasmettere ciò che generalmente viene banalizzato, umiliato, sottovalutato e schiacciato nella società moderna: le emozioni umane e trascendentali.

Crea orrore, nel 2019, credere ancora che la vita sia solo nascere e morire. Ognuno di noi nasce per compiere una missione dell’anima, svolge un cammino terrestre e spirituale (anche senza esserne pienamente coscienti).

Spesso i titoli dei tuoi disegni sono inglese: è una scelta stilistica la tua?

Per alcuni titoli ho scelto l’inglese, perché è l’unica lingua con cui puoi comunicare con tutto il mondo.

Tra tutti, riusciresti ad identificare un tuo dipinto a cui sei particolarmente legata?

Il quadro a cui sono più affezionata è un mini-quadro (20×20), davvero piccolo rispetto ai formati tradizionali. Un autoritratto, di qualche anno fa, che fa parte di un progetto artistico illustrato in tela, intitolato “kismet” o “destino”.

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È stata la prima tela che ho montato da sola, infatti la tela ha aderito al telaio in modo obsoleto, personalizzando maggiormente l’opera (si può dire che al quarto anno, io sia diventata più abile come artigiano!).

Comunque l’opera rappresenta l’anima di uno dei personaggi principali del progetto “kismet”. La mia.

Prendi spesso parte ad eventi artistici?

Ultimamente ho poco tempo per prendere parte ad eventi artistici, perché studiando e facendo l’artista a tempo pieno ho veramente poco tempo a disposizione. Però appena posso cerco di sgattaiolare fuori dagli impegni per rinchiudermi nei libri, al cinema, nella natura. Bisogna sempre riuscire trovare un po’ di tempo per sé stessi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Alle persone che mi stanno leggendo o mi leggeranno, vorrei dire che non hanno motivo di sentirsi soli o abbandonati. Che l’unico ostacolo siamo noi stessi, che percepiamo la vita attraverso la ragione (il cervello). Che non è la verità, ma solo uno strumento molto utile, che traduce e ordina le cose come un computer basandosi sulla realtà che conosce. Ma non esiste solo una realtà.

Il disegno dell’universo in cui viviamo è più grande e complesso di quanto si riesca a percepire. C’è sempre una luce per chi sa vedere al di là dell’apparenza del mondo terrestre. La verità è dentro di voi, ma dovete lottare per inseguire i vostri sogni, lottate per voi stessi perché nessuno lo farà al posto vostro.

Non diffidate da voi stessi, fidatevi del vostro istinto. È più facile di quanto sembri. Non vendete la vostra anima, inseguite i segnali che l’universo vi manda e vivete nella luce. Potete iniziare da subito, ripulendo la mente dal nichilismo.

Vivete la vita che avete sempre sognato fin da piccoli, fate ciò che vi viene naturale fare senza pensare alle costrizioni, a quello che gli altri vorrebbero che faceste, e siate felici.

Sara Zotaj for Siloud

 

Visita la pagina Instagram di Sara: https://www.instagram.com/pallidelentiggini/

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