INTERVIEW: Dameth

Nome: Mattia
Cognome: Sogari
In arte: Dameth
Età: 27
Città: Mantova
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 16
Album pubblicati: 2
Periodo di attività: da novembre 2017
Genere musicale: Dark Trap, Metal Trap
Piattaforme: Youtube, Spotify, Apple Music e SoundCloud

dameth

Chi è Matt Dameth?

Come Dr Jekyll e Mr Hyde ritengo che le mie personalità siano sovrapposte. Una sorta di alter ego direi.

Nella vita quotidiana sono Mattia Sogari, ho 27 anni e sono nato in provincia di Mantova. Al di fuori del mio progetto musicale, lavoro come tatuatore specializzato in tatuaggi tradizionali.

Quando e come ti sei avvicinato alla musica?

Il mio percorso musicale è iniziato a 13 anni, guardando mio fratello strimpellare la chitarra. Incuriosito mi sono avvicinato al mio primo strumento: il basso. Da quel momento in poi mi sono esternato dalla vita quotidiana, isolandomi in casa per circa due anni per studiare musica e composizione. Successivamente ho iniziato a suonare nelle prime band per poi fondare la mia band (con la quale canto ancora), i Seventh Oar, e facendo da turnista a qualche band per i tour esteri.

Quali sono i tuoi artisti preferiti e quale tra questi influenza di più ciò che fai?

Domanda difficile da rispondere con pochi nomi.

Potrei nominare band storiche come Iron Maiden, Slayer, Venom, per passare ad artisti Hip Hop come Mobb Depp e Beastie Boys, per arrivare agli artisti di oggi, come Lil Peep, Ghostemane, Bones, ecc.. Questi ultimi sono anche la mia principale ispirazione.

La tua musica è molto “personale”: Metal, Trap e Hip Hop si fondono a creare un prodotto unico. Perché hai scelto di comunicare qualcosa unendo questi generi?

Ho cercato di fondere tutti i miei gusti e tutte le mie conoscenze musicali maturate negli anni al fine di provare a proporre un nuovo sound che rispecchiasse, appunto, Dr Jekyll e Mr Hyde.

Cos’è che vuoi trasmettere di preciso tramite la tua musica?

Per quanto mi riguarda, non è solo un concetto di trasmissione ad un pubblico esterno, ma anche di rispecchiarmi nella mia musica. Ecco perché i miei testi sono molto introspettivi e spesso non hanno una linea concettuale precisa, raffigurando molte volte quasi come se stessi affrontando una botta e risposta con me stesso.

Cosa rappresentano per te i tatuaggi?

Per me i tatuaggi rappresentano viaggi ed esperienze vissute. Ho viaggiato spesso e in molti di questi viaggi ho vissuto l’esperienza del tatuaggio “fuori casa”. Altri invece di quelli che ho hanno semplicemente un valore artistico, essendo appunto io stesso un tatuatore.

Come avviene la produzione di un tuo brano?

La realizzazione dei miei pezzi principalmente è frutto di multiple idee su cui lavoro e sviluppo 24h su 24h. Quando inizio a lavorare su un brano so già come otterrò il risultato finale. I testi non vengono realizzati sul momento e in modo impulsivo, ma li studio e li concretizzo in diverse fasi, ecco uno dei motivi per cui non seguono una linea concettuale ben precisa e diretta.

Il 90% delle produzioni vengono curate dal mio beat maker principale, nonché grande amico Last Nite (Lorenzo Pecora). Le riprese video e l’aspetto fotografico di quasi tutti i progetti sono a carico di Mattia Giaon, video maker delle mie zone con cui riesco a tirar fuori dei bei lavori e con cui c’è una bella intesa. I mix e i master invece vengono realizzati da Luca Pretorius, al Kaboom Studio di Reggio Emilia.

C’è una frase, tra tutti i tuoi testi, che ti rispecchia di più?

“La mia mente ha i demoni più invadenti, entraci e sarai tu contro 120”, tratta da “Invadente”, uno dei pezzi del mio vecchio Ep: questa frase rispecchia i miei mille conflitti interiori e le molte scelte di vita importanti che ho dovuto affrontare da solo nel corso della mia adolescenza e non solo.

Parlaci del tu ultimo lavoro “III”!

“III” è nato con l’intenzione di creare un sound differente, tipo che te lo ascolti e senti che è Dameth. Direi 2 mesi per impacchettare il prodotto, i testi li avevo già scritti quindi è stato tutto un lavoro di ultimazione. Successivamente, invece, è stata tutta questione di scegliere i beat più affini, per poi registrarci su le vocals. Finito, ho lavorato insieme a Luca per i mix e i master cercando di tirare fuori l’idea di sound che volevo.

Cos’è cambiato in te e nella tua musica dalle tue prime produzioni alle più recenti?

Sicuramente ora, rispetto a prima, ho idee molto più chiare su quello che voglio e come lo voglio. Ho scelto la gente giusta con cui lavorare e credo che questa sia una delle cose più importanti per tirar fuori il massimo del prodotto. L’affinità con team con cui lavori è fondamentale.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Non mi fermo mai. Sto già lavorando a nuovi brani e al progetto e ce ne sono diversi già pronti, con anche qualche collaborazione. Il tempo di preparare tutto e la roba nuova vedrà la luce.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Beh… intanto ringrazio voi di Siloud per l’intervista e ai lettori dico di non giudicare un libro dalla copertina. Non è solo l’apparenza “money & b*****s” a fare di un artista un grande artista. Questo dovrebbero capire i ragazzi di oggi. Approfondite gli emergenti, noterete probabilmente che qualcuno ha molto più da dire dei colossi che vengono idolatrati al giorno d’oggi.

Dameth for Siloud

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