InTheShot: Artenisa Kokomani, interview

Nome: Artenisa
Cognome: Kokomani
Anni: 26
Città: Firenze
Professione: Studentessa

artenisa kokomani

Ciao Artenisia, parlaci di te!

Mi chiamo Artenisa, ho 26 anni e vengo da un piccolo borgo che si chiama Panicale, in Umbria, proprio di fronte al Lago Trasimeno. Studio Interior Design a Firenze e sto per laurearmi alla magistrale di design.

Come ti sei avvicinata alla fotografia?

La mia “storia d’amore” con la fotografia è nata circa 5 anni fa, quando iniziai l’università e mi trasferii a Firenze. Iniziavo a viaggiare da sola e portavo sempre con me la mia prima vera macchina fotografica (una Nikon D3300). Quelle fotografie erano solo delle memorie di viaggio e non una ricerca estetica come è avvenuto poi più tardi. Era più un hobby, le utilizzavo come modelli per i miei disegni, o per i modellini che facevamo per gli esami di progettazione all’università. Io studio Design e lavoro come Art Director per l’azienda di famiglia: sono entrambi campi in cui la creatività è importante, quindi incastrarli con la fotografia è sempre stato facile e divertente. Come dico sempre, la fotografia mi aiuta a vedere, non solo a guardare.

Cosa ti affascina di più della fotografia?

Della fotografia mi affascina molto il poter cogliere un dettaglio nell’insieme e far funzionare l’insieme, tutto, in armonia. Una singola foto è il risultato di molti fattori diversi (luce, soggetto, forma, colori, …) e armonizzarli è difficile, una sfida, per questo affascinante.

Qual è il messaggio che pensi la fotografia in generale riesca a trasmettere e cosa vuoi che gli altri percepiscano tramite i tuoi scatti?

La fotografia secondo me deve riuscire a fermarti per un po’, a guardare ed analizzare. Siamo bombardati continuamente da tantissime fotografie (più o meno belle) e i social network come Instagram hanno alimentato questa tendenza. Tendiamo per cui a guardare molto e in pochissimo tempo. Con i miei scatti spero sempre di catturare l’attenzione per quei secondi in più, a fermare quello “scroll”.

Come scegli il soggetto per una tua foto?

La maggior parte dei miei soggetti sono paesaggi, architetture, o entrambe le cose insieme. Questo perché provengo dal liceo d’arte e poi dalla facoltà di architettura, quindi mi sento per così dire attratta da edifici storici o moderni. Potrebbero sembrare dei soggetti un po’ deboli o noiosi, diretti a una precisa nicchia di persone con un background come il mio. Per questo motivo cerco di rendere le mie foto un po’ più “divertenti”, giocando con i colori e i loro contrasti, con le architetture e le loro forme, con l’insieme e i suoi particolari.

In che modo nasce un tuo scatto?

Prima di scattare una foto osservo attentamente il soggetto, per capire come vorrei che venga. Cerco di non farmi influenzare troppo dalla luce e se ci sono eventuali elementi disturbanti. In poche parole scatto solo quando il soggetto mi piace veramente.

I tuoi scatti sono capaci di rendere la realtà quasi surreale. In che modo riesci a rendere questo effetto?

Se il soggetto mi piace, riuscirò a giocarci poi bene in post produzione. Per me la fotografia deve essere soprattutto creatività. Il mio obiettivo finale non è quello di mostrare la realtà pura, ma piuttosto di mostrare la mia di realtà, rendendola più o meno surreale a seconda dei casi. Questo provo a farlo grazie all’alterazione dei colori e delle tonalità, dei chiari e dei scuri e soprattutto dei contrasti complementari. Durante i miei anni al liceo e all’università ho letto molti libri sulla psicologia dei colori, quindi ho imparato come usarli per attrarre l’attenzione dell’occhio, ed essere riconosciuto come “leggibilmente bello”.

La tua galleria Instagram è un misto di paesaggi e architetture: cosa accomuna tutti i tuoi scatti?

Il mio mix di fotografie paesaggistiche e di architetture hanno in comune una ricerca continua di bellezza, un’estetica che si dà con la semplicità della natura o il particolare di un edificio. Io provo a stupirmi continuamente di ciò che mi circonda e provo anche attraverso le mie foto di comunicarlo agli altri; provo a farli guardare con i miei occhi stupiti.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche che ti rendono diversa da tutti gli altri fotografi?

Dedico molto di me stessa sulle foto a cui lavoro, ci metto davvero tanto entusiasmo e passione, perché semplicemente mi diverte. E credo che questo traspare dalle foto. Non pubblicherei mai una foto che non mi piace e mi emoziona al 100%.

Come mai ti definisci “Color’s Enthusiast”?

Mi definisco una “color’s enthusiast” proprio perché i colori li amo. Ci lavoro ogni giorno per i miei studi di Interior Design e trovo appassionante tutto il mondo di significati e simbologie che nel corso dei millenni l’umanità ha dato a qualcosa di naturale e onnipresente come i colori.

Hai dei progetti per il futuro?

In futuro vorrei continuare a guardare continuamente e sempre di più, con occhi nuovi al mondo che mi circonda. Sembra banale, ma non è semplice. Proverò ancora e ancora a sperimentare ed a giocare con le foto e i colori.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ai lettori dico, con molta modestia, che spero di aver trasmesso loro un po’ di quell’entusiasmo per la vita che ho e cerco di trasmettere con la fotografia. Guardate intorno a voi e osservate. Dedicate il vostro tempo ai DETTAGLI della vita, delle persone e del mondo, perché sono i dettagli che fanno l’insieme. Ed ora uscite e fotografate tutto ciò che amate!

Artenisa Kokomani for Siloud

 

Passa a trovare Artenisa sul suo profilo Instagram: @iamartenisa
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