InTheMovie: In arrivo un film sul mistero (ancora irrisolto) del faro nelle Isole Flannan, Lorenzo Ciofani

FelisciaAbbiamo conosciuto Feliscia quasi per caso e di lei ci ha subito colpito l’allegria e la gentilezza, tutte doti che traspaiono dai suoi articoli. Ama i libri, scrive, ma non è la sua unica passione.
Speriamo che anche voi restiate affascinati dalla sua scrittura e soprattutto che vi fidiate dei suoi consigli!

Oggi Feliscia ci racconterà qualcosa di nuovo, godetevi il suo articolo!

In arrivo un film sul mistero (ancora irrisolto) del faro nelle Isole Flannan

Buongiorno lettori! Qualche giorno fa stavo guardando alcuni video su facebook, quando mi sono imbattuta nel trailer del film The Vanishing – Il mistero del faro. Dopo aver scoperto che è tratto da una storia vera, incuriosita dalla vicenda, ho deciso di fare qualche ricerca di approfondimento e ho scoperto un mistero davvero interessante.

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The Vanishing è un film con protagonisti Gerard Butler e Peter Mullan, che uscirà nelle sale il mese prossimo. La pellicola è liberamente tratta dal mistero, ancora irrisolto, del faro delle Isole Flannan.

Le Isole Flannan (Seven Hunters) sono un gruppo di isole situate al largo della Scozia, più precisamente a 32 chilometri dall’isola di Lewis. In seguito ai sempre più frequenti naufragi sugli scogli in quest’area, nel 1895 fu costruito un faro per guidare i marinai nelle acque oceaniche, caratterizzate da forti correnti. Il faro venne eretto sull’isolotto più grande, Eilean Mòr, e fu completato nel 1899.

Alla sua guardia vennero assunti quattro uomini, con esperienza decennale alle spalle. James Ducat (capo guardiano); Thomas Marshall (Primo assistente), Donald Mc Arthur (Assistente occasionale) e Joseph Moore (Secondo assistente).

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Gli accordi prevedevano che tre uomini dovevano restare sull’isola, mentre a turni di due settimane, un uomo alla volta avrebbe fatto ritorno a casa per un periodo di riposo. Ogni due settimane una nave avrebbe portato quindi i viveri sull’isola, insieme a uno dei quattro marinai. Passarono i mesi, che si alternarono tra lavoro e riposo, finché il 26 dicembre 1900 qualcosa cambiò.

Joseph Moore non trovò i suoi compagni ad accoglierlo come di consueto allo sbarco su Eilean Mòr. Con la sensazione che qualcosa non andava, arrivò al faro, dove trovò ad attenderlo una visione sconcertante: i tre marinai erano spariti completamente nel nulla. Restavano soltanto gli avanzi sul tavolo di una cena consumata a metà, una sedia rovesciata e l’orologio da parete fermo. Oltre ai tre uomini erano sparite due giacche pesanti. Perché il terzo uomo si era avventurato al freddo senza abiti adatti al clima? Inoltre le regole vietavano severamente che tre uomini lasciassero contemporaneamente il Faro incustodito.

Joseph Moore fece ritorno alla barca per avvisare il capitano, il quale invió immediatamente un telegramma alla terra ferma, che recitava:

È accaduto un terribile incidente alle isole Flannan. I tre guardiani, Ducat, Marshall e l’assistente occasionale sono scomparsi dall’isola. Dal nostro arrivo questo pomeriggio non abbiamo trovato segni di vita sull’isola.

Abbiamo lanciato un razzo ma non abbiamo ottenuto risposta. Moore è andato alla stazione, ma non vi ha trovato all’interno alcun guardiano. Gli orologi erano fermi e altri segnali lasciano presagire che deve essere accaduto un incidente circa una settimana fa. I poveri ragazzi devono essere caduti dalle scogliere o affogati cercando di mettere in sicurezza una gru o qualcosa del genere. […]

Qualche giorno dopo il supertenente che aveva assunto e conosceva i tre guardiani, partì per l’isola per investigare la sparizione. Al suo arrivo trovò la situazione descritta da Moore, ad eccezione per il registro, che aveva qualcosa di insolito.

Il 12 dicembre Marshall aveva scritto “venti forti che non ho mai visto prima in vent’anni”. Inoltre secondo l’uomo Ducat era rimasto molto calmo alla notizia e McArthur invece aveva pianto. Quest’ultimo era conosciuto per essere un attaccabrighe dal carattere duro, con grande esperienza come marinaio, perché avrebbe dovuto piangere a proposito di una tempesta?

Il 13 dicembre, sempre secondo il registro, la tempesta stava ancora imperversando e i tre uomini avevano pregato affinché cessasse. Il faro era a un’altezza dal livello del mare di 150 piedi e gli uomini sarebbero dovuti essere completamente al sicuro. Perché pregare?

La particolarità più significativa è che però non furono registrate tempeste nella zona tra il 12 e il 14 dicembre. Il mare era calmo e la tempesta non arrivò fino al 17 dicembre.

L’ultima dicitura sul registro risaliva al 15 dicembre. Recitava: “La tempesta è finita, il mare è calmo. Dio è sopra tutto.” Che cosa significava quella frase?

Altri indizi furono rinvenuti alla piattaforma di sbarco. Qui Muirhead notò delle corde sparpagliate sulle rocce. Corde che erano solitamente tenute in una cassa marrone, sospesa a 70 piedi dal mare. Forse la cassa si era spostata con la tempesta e i tre uomini erano finiti in mare a causa di un’onda improvvisa?

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Questa fu la teoria più accreditata, ma non convinse tutti. Ecco le ragioni:

  1. I corpi non furono mai ritrovati
  2. Come già accennato, perché uno degli uomini aveva lasciato il proprio giaccone ed era uscito al freddo? (ci troviamo a Dicembre, a largo della Scozia)
  3. I tre uomini erano marinai esperti e difficilmente si sarebbero fatti sorprendere da un’onda
  4. Il mare in realtà era calmo

Negli anni sono emerse tantissime teorie, alcune persino assurde (come il rapimento degli alieni). Tuttavia a oltre cent’anni dall’accaduto il mistero resta tutt’ora irrisolto.

[Fonte: http://www.historic-uk.com. Nelle mie ricerche mi sono imbattuta in un post molto completo e interessante. Ho provato a contattare il sito per chiedere di attingere al loro materiale, ma non ho ottenuto risposta. – al momento della stesura di questo post -. Ho preferito quindi attingere a una fonte estera, ma vi consiglio di visitare http://www.duepassinelmistero.com/Flannan.htm per scoprire ancora più curiosità!]

Il lettore cuorioso for Siloud

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