InTheMusic: Disagio, interview

Nome: Giuseppe
Cognome: Borrelli
In arte: Disagio
Età: 21 anni
Città: Montesarchio (BN)
Nazionalità: Italiana
Album pubblicati: O.O.T.W
Periodo di attività: dal 2011
Genere musicale: Trap
Piattaforme: YouTube

Disagio MOSKAPPA

Chi è Disagio?

Disagio non è nient’altro un ragazzo come tutti, che ha i suoi sogni e suoi obbiettivi nella vita. Ho 21 anni, sono nato a Benevento e vivo a Montesarchio. Nella vita mi sto dedicando a diventare un hairstyler maschile (col sogno di sfondare).

Perché hai deciso di chiamarti “Disagio”?

Disagio nasce anche dai pochi fratelli che ho con cui vivo ogni avventura, che mi hanno spinto a chiamarmi così per il mio modo di essere. Il disagio per me rappresenta semplicemente un senso di ribellione e libertà nei confronti di una realtà a volte monotona e triste. Il disagio abbatte tutti gli schemi che viviamo tutti i giorni nella nostra vita per cercare qualcosa che forse non esiste ma che vive solo dentro noi. In pratica è un modo di essere un po’ folli in tutta questa normalità.

Come nasce la tua passione per la musica?

Credo di aver sempre avuto una passione per la musica, anche se non avessi mai provato a farla sarebbe stato sempre un punto di riferimento, una salvezza a tutto. Mi sono avvicinato alla cultura hip hop da bambino, quando mio padre ricordo in macchina pompava “Get Rich or Die Tryin” di 50 Cent e qualcosa del rap americano in generale.

Ho iniziato a scrivere le prime barre a 13 anni, per il semplice motivo di averne sentito il bisogno, sentivo il bisogno di dire la mia, di esternare tutto ciò che provavo, mostrarmi al mondo per ciò che sono e ciò che provo. Sinceramente il mio percorso musicale non è stato altro che scrivere per me, non mi interessava tanto pubblicizzare la mia roba. Quando caricavo qualcosa su internet lo facevo giusto per, l’ho fatto sempre per un fabbisogno personale. Prima di cambiare, sono stato fermo anche più di un anno in cui non avevo neanche il pensiero di scrivere, è stata una situazione davvero brutta, dove ho lottato con i pensieri più bui che mi passavano per la testa. Devo anche molto a questo periodo, mi ha aiutato, ho capito che sei padrone di te stesso e nessuno può fermarti, devi focalizzarti su quello che vuoi e lottare, che prima o poi le cose arrivano.

Tornai in studio dopo più di un anno con pensieri diversi e con delle ambizioni, e capii che essere come prima, molto cupo e negativo, non faceva altro che allontanarmi da ciò che piace al pubblico, potendo solo restar in una cerchia ristretta di persone che apprezzavano pienamente il mio lavoro. Avevo capito di dover essere positivo e di far star bene la gente con la mia musica: cambiai radicalmente, scrissi qualcosa, andai in studio da Mikehall, mi fece ascoltare un beat che aveva prodotto e si sposava perfettamente con le mie idee. Ricordo che quando terminammo di registrare ero super convinto ma non avevo ancora un titolo, poi d’un tratto mentre si chiacchierava ebbi un colpo, dissi: “Sì, si chiamerà Disagio Positivo”: era un titolo perfetto, che poteva rimanere nella mente di tutti e super originale. Diciamo che sono partito da zero, da quel giorno Disagio non si vuol più fermare. La musica per me è una donna che non mi tradirà mai.

Qual è il genere musicale che preferisci e quali gli artisti che più ascolti?

Sono cresciuto con la cultura hip hop, amo tutto dell’hip hop, ma giustamente ho allargato anche i miei orizzonti ascoltando un po’ di tutto. Se è musica fatta bene viene riconosciuta e può essere solo apprezzata. Non ho artisti che ascolto in particolare e ultimamente sto trovando un po’ di difficoltà, la pelle d’oca non la provo più da tempo.

I tuoi brani ci ricordano molto quelli della Bilogang, sarà per l’atmosfera ‘chill’ o per la serenità che trasmettete entrambi. È questo ciò che vuoi trasmettere con i tuoi pezzi?

Sei triste? Depresso? Ascolta il Disagio, con la mia musica cerco di trasmettere positività, relax, voglio che ascoltando i miei pezzi le persone si dimentichino dei problemi che si possono avere, che la loro mente si distacchi per un momento da quello che li circonda. Nei miei testi ci sarà sempre un messaggio che ognuno può interpretare come vuole, ci sono tante cose che riguardano me, delle sensazioni che vivo e di quello che ho vissuto. La cosa importante e che lì fuori qualcuno si rispecchi, o almeno si senta parte del mio mondo.

Raccontaci come nasce un tuo brano, dalla scrittura dei testi, alla produzione delle basi alle riprese video!

Ogni testo nasce dal nulla, sono una persona che osserva tutto quindi posso essere ispirato da qualsiasi cosa che ho intorno. Scrivo quando ce l’ho, quando all’improvviso nella mia testa nasce una melodia. Mi son trovato a scrivere anche nel bagno sul posto di lavoro mentre stavo facendo le mie cose, giusto un esempio, mi vien da ridere.

Ora, sto lavorando con Base118, lo stesso che ha prodotto Disagiolandia, ci conosciamo da poco, ma ho riconosciuto che persona è, nel mondo di merda musicale di oggi è un fratello, si è creata la giusta sintonia, che è una cosa fondamentale se si fa musica insieme, specialmente perché sono fatto così, prima della professionalità e della musica stessa se lavoro con qualcuno devo prima instaurare un legame umano. Solo così mi esprimo al meglio. Il tutto nasce dalla giusta sintonia che, come ho detto, rende tutto più semplice nell’amalgamare testo e musicalità, anche se non ci vediamo spesso ci manteniamo in contatto, se ho qualche provino potenziale e delle idee, riesce subito a capirmi, lui produce, io scrivo. Pezzo fatto, vado in studio e lo registro. Riguardo i videoclip, BlackDiamondAgency se ne sta prendendo cura in ogni minimo dettaglio.

Disagiolandia è quindi il mondo del Disagio, “dove la percezione cambia”: quanto ti racconta questo pezzo?

La percezione cambia babyyy. Disagiolandia mi racconta in modo genuino e felice, tutto qui. Mi hanno detto che sono speciale e la reputo una gran c*****a perché sono uno qualunque. Mi hanno detto che sono strano e su questo hanno ragione. Poi l’ho dedicata ad Ognuno di voi con degli obiettivi, e quanti di voi, giovani come me, hanno preparato la propria valigia e sono andati lontano, partendo da zero, lasciandosi dietro un pezzo di cuore per realizzare i propri desideri, urlare al mondo: “Ce la sto facendo”. Per quanto la vita possa presentarci degli ostacoli, se si ha la giusta forza mentale non si perderà mai, si sarà sempre il padrone di sè stesso e delle difficoltà che non faranno cadere. Tutto ciò lo racconto in modo ironico, mandiamole un bacio alla vita.

La frase che mi rappresenta di più è: “Devo prendermi quello che mi spetta in questa vita, per diventare uomo”, ma non perché rappresenta solo me, ma credo che rappresenti un po’ tutti. Credo che noi giovani abbiamo una fame incredibile di dimostrare e mangiarci il mondo.

In che modo la Morecca Production e la Blckdmndagency ti affiancano nelle produzioni?

Ho scelto BlackDiamond per la professionalità che mi ha mostrato fin da subito. In passato ho avuto cattive esperienze con persone poco affidabili, ma non è solo questo, è anche forte in quello che fa e penso che ve ne siate accorti. Il nostro lavoro viene svolto in base a ciò che voglio, prima di scritturare qualcosa ho già un mio bagaglio di idee, lui ha le sue e così procediamo fino a creare il risultato che soddisfa entrambi. Se le cose vanno bene, continuerò con BlackDiamond tranquillamente, sono soddisfatto del lavoro che stiamo svolgendo.

Hai altre passioni oltre quella della musica?

Sì, oltre la musica, ho giocato anche a calcio.

Quali sono i progetti che hai per il futuro, in campo musicale e non?

Come progetti futuri ho le idee ben chiare, con Base118 già stiamo lavorando a nuovi lavori che vedranno un Disagio più maturo e introspettivo, ma sempre con un mood spensierato e che faccia viaggiare. Mi sto concentrando per il momento sui singoli per arrivare a più gente possibile e anche perché per formare un progetto, un album, non ho il tempo materiale per il lavoro che svolgo e la forza economica per supportarlo (fresco pure senza un euro).

Nella mia vita mi sto formando professionalmente, quando sarò pronto ho già la valigia pronta per scappare.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cari lettori, se siete alla ricerca di qualcosa di diverso, di nuovo e originale iniziate a seguire il Disagio, non ve ne pentirete e supportate Siloud per il lavoro che svolgono. Buon disagio a tutti!

Disagio for Siloud

Thanks to Fabio Moscatiello (Morecca Label & Blckdmndagency)

 

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