InTheMusic: Fioramante, interview

Nome: Marco
Cognome: Alfano
In arte: Fioramante
Età: 30
Città: Saronno
Nazionalità: Italiana
Album pubblicati: 2
Periodo di attività: dal 2017
Genere musicale: Pop, Synth Pop , Alternative
Piattaforme: Youtube, Spotify, Apple Music, Google Play, Deezer e tutti i Digital Store

Vetrine Fioramante 2

Chi è FIORAMANTE?

Mi chiamo Marco Alfano e sono un parrucchiere dalla mattina alla sera, mentre dalla sera alla mattina sono Fioramante e faccio musica, un po’ come Batman e Bruce Wayne.

Come nasce la tua passione per la musica?

Sono immerso nella musica da quando ho ricordo, grazie ai miei fratelli che mi hanno educato all’ascolto molto presto, circondato da svariati strumenti musicali. La domenica mattina ricordo che spesso mi svegliavo sentendo le note dei Pink Floyd provenire dall’appartamento sotto il nostro, dove abitava mio zio. Diciamo che se l’arte e la musica siano dei semi dentro di noi, nel mio caso sono stati ultra-alimentati da subito. Era destino finisse così.

Quali sono gli artisti che solitamente ascolti e quali quelli che più influenzano ciò che fai?

Non mi sento di partire con un elenco di nomi perché riempirei pagine. Come ascoltatore sono un maniaco compulsivo, ogni epoca e movimento artistico mi ha ossessionato a tratti, dagli anni ’60 ai ’70, ’80, ’90, fino ad oggi.

Spesso sono influenzato anche da musica che non ascolto o ascolto musica che non amo proprio per assaggiare con le orecchie un po’ di tutto. Delle volte poi mi piace, è un bel casino.

Come nasce un tuo brano?

Sono svariati i modi in cui scrivo le canzoni, ma tutti riportano inevitabilmente me a rinchiudermi in trans artistica per ore e ore nel mio studietto, nel monolocale dove vivo. Suono, arrangio e incido la take di voce. Poi porto le pre-produzioni in studio e li ri-arrangio o comunque rivedo le take con i mezzi e lo stile dei collaboratori del caso. Per questo album nuovo “PULP” ho lavorato con Filippo Slaviero, uno davvero bravo con cui mi sono trovato benissimo.

In tutto quest’arco di tempo ho i miei consiglieri personali, ad esempio mio fratello Tain (altro cantautore davvero forte) oppure Enea di Grifo Dischi (mio manager), i primi che ascoltano i miei lavori e a cui espongo i miei dubbi,le mie insicurezze e sono sempre loro a raddrizzarmi o comunque offrirmi primi pareri a freddo.

Cosa vuoi raccontare tramite i tuoi brani?

La pace nel mondo.

No scherzo! Non lo so in realtà sono i brani ad avere coscienza propria e a voler raccontare di sé, io cerco solo di accontentarli il più possibile facendoli essere quello che mi chiedono.

Se c’è una cosa che comincio a odiare, sono gli artisti che usano la musica per mandare messaggi o che la usano come mezzo per chissà cos’altro, politica, ecc.. Dio mio che noia.

Come definiresti la tua musica?

Ve lo dico con il cuore in mano. Non lo so.

Nei prossimi giorni sarà online il tuo nuovo album: cosa dobbiamo aspettarci?

In questo nuovo album ho esorcizzato un po’ di turbe che mi hanno afflitto negli ultimi tempi.

Racconta del profondo e complicato varco formatosi tra la vecchia e la nuova generazione, visto dal punto di vista di chi ci si è trovato in mezzo, ovvero quelli come me. La seconda rivoluzione sessuale, la parità dei sessi ormai sorpassata e sbilanciata dal lato femminile, dal punto di vista sentimentale. Il disastro di valori rovesciati, le paure alimentate dall’individualismo. Tutto in modo molto dolce e ironico. La fragilità dell’essere umano di fronte a tutto ciò e la sua complessità interiore è meravigliosa.

Per le sonorità sono stato catturato dal Synth Pop e New wave dei primi anni ’80 e l’ho mischiato all’indie-funk dei ’90 e quindi sentirete il Moog e le Drum machine mischiate a chitarre “acidelle” a volte anche doppie.

Insomma è un operetta tragicomica, abbastanza leggera e vivace in contrasto coi temi di fondo che filosoficamente nascondono una lettura inconscia abbastanza terrificante di un uomo e i suoi disagi esistenziali.

In che modo hai voluto anticipare questo album tramite i pezzi rilasciati in queste ultime settimane?

Abbiamo scelto due singoli che rispecchiassero più o meno gli estremi di questa altalena sonica sia testualmente che stilisticamente: “Monolocale”, carica di luci stroboscopiche, e “Vetrine”, una candelina dolce dolce. Inoltre, erano quelle che più avrebbero potuto avvicinare le orecchie al progetto, essendo questi due pezzi molto orecchiabili.

Che ruolo assumono i social in ciò che fai? Pensi che siano fondamentali per farti conoscere?

Certamente i social sono essenziali e devo dire che questo lato mi piace parecchio. Io sono il primo ad informarmi su artisti che mi interessano e a conoscerne nuovi, tramite le varie piattaforme ormai divenute testate giornalistiche. Dall’altro lato la domanda ora è davvero in overdose, decine e decine di proposte nuove ogni settimana, spero di riuscire a sgomitare fuori dalla folla, perché questo progetto è diverso e cerca di andare oltre. Spero che la gente abbia almeno la possibilità di fermarsi e apprezzarlo.

Il pezzo che ti descrive di più e la frase che ti rappresenta al meglio?

Non c’è un pezzo che mi descrive di più credo. Direi una bugia nel nominarne uno, anche perché, nonostante sappia chi sono, la ricerca e l’esplorazione di sé stessi è sempre in corso e ha molti lati nessuno più importante di un altro. Dunque direi che vi tocca ascoltarveli tutti.

La frase invece che mi rappresenta al meglio direi che è quella di Vetrine che dice : “Me ne sbatto i fagioli borlotti”. Non perché me ne sbatta di tutto di proposito, ma il fatto è che se auto analizzo i testi, sembra che io, come ognuno di noi, viva costantemente un disagio insopportabile, sottoposto a svariate torture e l’unica cosa che effettivamente possiamo fare di fatto, è quella sbattersene i fagioli borlotti.

Cosa è cambiato nel tempo in te e nella tua musica?

E’ una domanda davvero difficile, il cambiamento è continuo e mi confonde molto. Sono cambiato persino da quando ho iniziato a scrivere questa frase ad adesso. Cambiano continuamente tutti i fattori, oscillano i gusti miei e degli altri, le tendenze, e ogni volta che ho la possibilità di fare un album è come se facessi un download dei progressi fatti fino a quel momento e in quella collezione di canzoni.

Qual è il rapporto che hai con Grifo Dischi e la RC Waves?

Enea Fiorucci di Grifo Dischi sembra l’abbia disegnato e costruito io in base a ciò che più si può desiderare di avere come manager. Siamo collaboratori e amici, la sua ragazza è gelosa di me pensate (ahahah).

Con i ragazzi Rc Waves, Francesco Italiano e Edoardo Piron andiamo d’accordissimo, adorano il progetto e lo sostengono bene, stiamo organizzando delle cose davvero fiche con loro e non vediamo l’ora di spaccare insieme.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Vorrei suonare il più possibile PULP in giro per l ‘Italia. Nel frattempo sto lavorando a qualcosa di nuovo, ho la possibilità di sperimentare molto.

A breve inizierò a lavorare a un progetto assieme ad un altro artista, ma non posso dirvi altro.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Prima di tutto vi ringrazio di essere arrivati fino alla fine di questa intervista, poi vi invito ad ascoltare la mia robaccia e se vi piace venire ai miei concerti. Seguitemi su Instagram per le news di ogni genere. Ci vediamo sotto il palco. VVB

Fioramante for Siloud

(Thanks to RC Waves)

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