InTheMusic: Bema, interview

Nome: Mario
Cognome: Bellafonte
In arte: Bema
Età: 20
Città: Valle di Maddaloni (CE)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: più di 15
Album pubblicati: 1
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: Rap, Pop
Piattaforme: YouTube e tutti i digital stores

Bema

Chi è Bema?

Ho 20 anni, mi chiamo Mario Bellafonte e Bema deriva proprio dal mio nome (BEllafonte-MArio). Vengo da un paesino sito in provincia di Caserta: Valle di Maddaloni.

La mia vita è fatta di spettacolo, fortunatamente la mia passione si è trasformata in lavoro già da qualche anno. Sono sempre in giro con la mia musica per eventi sia privati che pubblici e in più spalleggio il mio papà, insieme siamo una coppia comica conosciuta con il nome “Albertuccio e Mariolino”.

Come è nata la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica è sempre esistita.

Avendo un papà attivo nel mondo dello spettacolo partenopeo, ho sempre sognato di calcare le tavole di un palco. La passione si tramanda da generazione in generazione.

Mi sono avvicinato alla musica nel 2012, quando stava per scoppiare il fenomeno della musica Rap. Io ed alcuni miei amici per scherzo iniziammo a scrivere le prime rime, i primi freestyle e le prime canzoni. A quei tempi volevamo sembrare tutti “CATTIVI” e incazzati con la società perché era quello il “rapper”.

Registrai la mia prima canzone nel dicembre del 2012 a casa di mio cugino. Ricordo tutto di quel giorno…

Cosa ti ha fatto capire che la musica è la tua strada?

Ancora non so se la musica sarà la mia strada. Ho una sola certezza: la musica è la mia vita.

Spero di riuscire un giorno a realizzare i miei sogni nel cassetto che sono sicuramente inerenti alla musica e spero davvero che la musica possa diventare la mia strada.

Quali sono gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato?

Io sono cresciuto ascoltando maggiormente la musica partenopea.

Ascolto di tutto, dall’elettronica alla musica leggera. Sicuramente ci sono degli artisti che per me rappresentano la  “vera musica” (ad esempio Nino D’Angelo, Pino Daniele, Enzo Avitabile), ma ascolto con piacere un po’ di tutto.

Come nasce un tuo brano?

Quando ho iniziato a scrivere i miei brani, questi nascevano in un modo totalmente diverso da quello di oggi.

Non avendo contatti con producer/beatmaker, prendevo dei beat da internet sui quali scrivevo delle rime. Andavo a casa di un mio amico che aveva un “home studio”, registravo la traccia e la caricavo su YouTube. Con il tempo, per fortuna, ho imparato a suonare la chitarra e la tastiera.

Oggi un mio brano nasce in tutt’altro modo. Innanzitutto, non scrivo di getto su un beat ma provo prima a pensare. Creo un provino nel mio home studio, inizio a sviluppare le terze, le doppie e le varie linee melodiche. In un secondo momento vado in studio ed è li che nasce tutto: iniziamo a creare il vero beat, si elabora il testo e tutto quello che comprende. Una volta che il brano è finito prendo qualche giorno solo per ascoltarlo bene prima di procedere con il video.

Sul web abbiamo trovato un giovanissimo Bema con Il viaggio, in cui avevi un’attitudine più rap, fino ad arrivare a Me manche (Ammore) tendenzialmente pop. Fa parte della tua crescita questa sorta di trasformazione oppure è proprio il tuo personaggio composto da numerose sfaccettature artistiche?

Entrambe le cose. Il mio lato artistico è composto da numerose sfaccettature.

Sotto il profilo artistico mi definisco versatile, anche se cerco sempre di trovare un sound che mi possa identificare al meglio.

La tua ultima collaborazione è con Giusy Attanasio. Come è nato questo featuring?

Il feat con Giusy nasce con l’idea di voler fare un featuring con una voce femminile. Cercavo un contrasto giusto con il mio stile e siccome seguo la musica di Giusy Attanasio le ho proposto di collaborare con me in questo brano. Ho fatto la scelta giusta!!!

Guardando vari video dei tuoi live, ci siamo stupiti del fatto che nonostante tu sia molto giovane, hai un’ottima maturità sul palco. Informandoci abbiamo scoperto che tuo padre è un comico molto affermato nell’ambiente napoletano. Può darsi che ti abbia trasmesso, artisticamente parlando, la giusta calma per coinvolgere il pubblico?

Sicuramente la padronanza per stare davanti a delle persone è una cosa ereditaria, ma deriva anche dalla passione stessa.

Inizialmente anch’io ero timido, avevo un timore esagerato. Sono passaggi che con un po’ di esperienza e maturità si superano, l’unica cosa che resta ed è una sensazione indescrivibile, è la famosa ansia prima di esibirsi. È un momento magico che si trasforma in grinta nell’attimo in cui calchi le tavole.

Se potessi rappresentare la tua musica con un film, quale sarebbe?

Un film che si addice è Sing Street. Guardare per capire…

Stai lavorando a qualcosa di nuovo?

Certo, non mi fermo un secondo. Per ottobre sarà fuori il mio nuovo singolo, ho accettato dei featuring che usciranno in estate e per l’album chissà…

Dove sogni di arrivare con la musica?

Spero di far conoscere la mia musica a più persone possibili. Sogno di girare il mondo con le mie canzoni.

Ho degli obiettivi precisi, ma siccome sono molto scaramantico preferisco non dire nulla (pardon)!

 C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Spero di essere stato abbastanza preciso e sincero in tutte le risposte. Vi invito ad ascoltare il mio nuovo singolo “Me manche (Ammore) feat Giusy Attanasio”

Un mega abbraccio a tutti i lettori di Siloud da Bema.

Bema for Siloud

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