InTheBook: Cristina Tedde, interview

Nome: Cristina
Cognome: Tedde
Anni: 39
Città: Firenze
Professione: Giornalista e scrittrice
Cristina Tedde
(foto di Anna Pazzola – @michiamanopaz)

Ciao Cristina, ti va di dirci di più su di te?

Salve ragazzi! Sono Cristina Tedde, ho 39 anni. Sono nata a Cagliari, in Sardegna ma vivo a Firenze dal ’99, anno in cui mi sono iscritta all’Università.

Cosa hanno riguardato i tuoi studi e quanto sono attinenti a ciò che fai oggi?

Sono laureata in Scienze politiche con specializzazione in Storia e giornalismo.

Sono stata da sempre una persona molto dinamica, avevo intenzione di viaggiare e di studiare altrove da subito. Il cambio di città è stato stimolante sotto ogni punto di vista, principalmente lavorativamente parlando.  Ho iniziato a scrivere da molto piccola, posso ritenermi fortunata, faccio esattamente ‘cosa volevo fare da grande’.

Ho iniziato scrivendo articoli di politica presso la Nazione, il quotidiano cittadino.  Argomento complesso e che fa le ossa sin da subito. Successivamente sono passata alla cultura e allo spettacolo. Tuttora scrivo di arte, moda e spettacolo.

Il tuo lavoro, in generale, gira intorno alla scrittura. Come nasce il tuo amore per questa arte?

Io dico sempre che scrivo per necessità.  Nessuno ti insegna a farlo, lo porti dentro. Io parto del presupposto che la scrittura sia la mia medicina. La migliore amica che mi ascolta quando sto male. Chi fa poetica come me, poi è sempre molto tormentato. Chi nasce poeta, porta dentro un dono e una condanna.

Io come detto sopra, scrivo da piccolissima. Ho iniziato con dei piccoli racconti e in maniera naturale mi sono avvicinata alla poesia, stile che è mio da due anni circa.

Cosa riesce a trasmetterti la scrittura e cosa pensi riesca a trasmettere a chi legge?

Come sopra, la poesia è la mia cura. Io mi stupisco ancora quando le persone comprano il mio libro (Sangue nel vento, edito da l’Erudita gruppo Giulio Perrone Editore) o leggono i miei articoli e mi scrivono complimenti e apprezzamenti in merito.  Io scrivo principalmente per me stessa, per cercare qual conforto che l’esterno non mi dà. Il fatto che le persone mi leggano è un po’ come una magia che si compie ogni volta.

Ad oggi collabori con diverse riviste: di cosa ti occupi precisamente?

Ad oggi lavoro a molti progetti interessanti. I giornali per cui scrivo sono dei magazine di cultura, spettacolo e moda. Sono giornali nuovi, originali, freschi.

Elitism, il trimestrale della mia città per cui lavoro, è tutto in lingua inglese e si rivolge ad un target di riferimento particolare. Troviamo le particolarità di Firenze e le rendiamo fruibili a tutti, turisti e non. Il team è di sole donne e questo è la sua forza.

Scimparellomagazine nasce da un’idea innovativa di un team giovane che arriva dalla moda per bambini come Vogue Italia bimbi. Ci unisce la spensieratezza, la voglia di colore e allegria. Scopiamo nuovi brand, con un occhio al GREEN e alla moda non convenzionale.

Recentemente collaboro anche con altri blog e giornali di cultura e poesia come Robinson, Pesonr, Artù.

Curo corsi di poetica e lettura sia per l’infanzia che per adulti.

Ad oggi, riusciresti a definire i lati positivi e quelli negativi del tuo lavoro?

Il mio non è un lavoro facile. In primis si svolge spesso come freelance e si arranca a trovare testate per cui lavorare. Io ripeto, mi reputo fortunata, sia come team lavorativo che come soddisfazione personale. Certo è che se si fa questo lavoro, bisogna essere mossi da una forte passione e spesso si arriva a certi traguardi in età adulta e dopo molta gavetta.

Il lato positivo è la conoscenza quotidiana di persone che arricchiscono la mente ed il cuore.

Oltre alla scrittura, quali sono le tue passioni?

La mia passione più grande è la scrittura ovviamente.  Direi che subito dopo arriva la lettura, l’arte, la musica, insomma tutto ciò che si può definire artistico cattura la mia attenzione.

Tra tutto ciò che fai, quanto Firenze stimola ciò che fai?

Spesso dico che Firenze per me è come un vecchio amante che sa tutto di me e nonostante  ciò  mi ama.

È una città complessa, come chi la abita. Piena di contraddizioni, ma bellissima. Superba, austera e antica. Chi arriva da mondi diversi credo che d’impatto o la ami o la odi. Io dico anche che è lei che mi ha scelto. È la città stessa che sceglie chi vi deve restare o no.

Perché collaborare con Siloud?

Siloud è  un progetto nuovo ed io amo le novità.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ai lettori, spero di poter dare un contributo ed utile. Di poter trasmettere loro l’amore che nutro per la scrittura. Di entrare in sintonia con loro.

Cristina Tedde for Siloud

 

Passa a trovare Cristina sul suo profilo Instagram: @cri.ted!

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