InTheMusic: Sconforto, interview

Nome: Silvio
Cognome: Siffu
In arte: Sconforto
Età: 22
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: 1 EP
Album pubblicati: 1 singolo
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: Pop, Trap, Emo
Piattaforme: YouTube, Spotify  

Sconforto

Ciao Sconforto, ci parli di te?

Ciao, sono Silvio, al momento in arte Sconforto. Sono un ragazzo di vent’anni e qualcosa, 23 per esser precisi, vivo nella parte più meravigliosa di Milano, ovvero via Tucidide, e sono uno dei tanti folli in Italia che decide di intraprendere la musica non solo come passione ma anche come lavoro.

“Sconfortato dalla vita e da tutto”. Leggendo la tua biografia Instagram sembrerebbe che il tuo nome d’arte sia nato da una concezione quasi nichilista. Come nasce il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte nasce dallo sconforto che mi porta a fare musica. In effetti potrei sembrare uno dei tanti ragazzetti sad che si cala pastiglie a caso, ma in realtà la depressione è una brutta bestia silenziosa che mi segue da anni e la cosa che un po’ mi dà forza è ‘confortare’ le persone tramite l’espiazione del mio sconforto. Anche i meme dank aiutano un sacco, per carità.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Beh, precisamente 11 anni fa, quando avevo 12 anni. Mio padre mi chiese di andare in camera a prendere degli asciugamani tipo e invece c’era una stratocaster squier sunburst scontatissima. Fu la cosa più bella che mi potesse succedere. E niente, lì è diventato amore. Prima per la chitarra, poi per la musica e ora per l’arte in senso più largo.

La musica mi ha portato a conoscere persone fantastiche, ad essere ribelle davvero, a girare l’Europa con un furgone scassato in tour, a vendere i dischi per pagare le magliette. Ora sono per la prima volta ‘solo’ dopo 6 anni con gli Slenders. Vediamo che succede.

Chi sono gli artisti che ti hanno maggiormente ispirato?

Ultimamente diciamo che sono un po’ un minestrone, sto ascoltando davvero di tutto per imparare e studiare. Ascolto principalmente skate-punk, emo, math-rock. Ultimamente un sacco di emo trap ad essere sincero. Sono stra in fissa con Generic Animal e con Tha Supreme ultimamente. Sono gli unici della scena ad essere avanguardisti per quanto mi riguarda (oltre che essere incredibilmente bravi).

Come nasce un tuo brano?

Beh, non c’è un modo particolare, è davvero a casaccio, cioè, boh. So solo che mi fumo un sacco di bombe quando faccio musica e scordo completamente i processi creativi. Non lo so, di solito fumo fino a stordirmi, faccio di getto, vado a morire, e due ore dopo riascolto e cerco di capire se è m***a o cioccolato.

I tuoi video hanno quasi sempre un tocco di vintage, anni ‘90: chi si occupa della realizzazione e montaggio?

Se ne occupa il mio socio, manager e fratello llb, ovvero Luca La Barbera, che a Milano sta a spaccar tutto.

Cos’è Fabbrica 7?

Fabbrica 7 è casa mia, un centro sociale abusivo, una sala concerti moooolto abusiva, uno studio, un ufficio. Fabbrica 7 è il posto dove io e Luca facciamo bombe.

È stato bello lavorare a tantissime produzioni, tra pubblicità, video musicali e singoli/ep. In più mi ha permesso di conoscere gli ex proprietari di Fabbrica 7, ovvero i Tauro Boys, che mi hanno tanto aiutato a digerire la nuova wave.

Scegli un tuo brano, uno qualsiasi: riusciresti a trovare in esso una frase che ti rappresenti il più possibile?

Siamo quelli che odiavamo quando eravamo bimbi, gli ultimi arrabbiati di una generazione di ammosciati, siamo quelli che alla fine si sono conformati a tutto il resto.

Beh, a voi l’interpretazione.

Prossimi brani in realizzazione?

Ho talmente tanti brani pronti che potrei fare due dischi, ma sto scartando tanto. Se il brano non è una hit, non lo faccio uscire. Mi auto produco e adoro costruire la musica per la mia voce. Sono io a conoscere me stesso e sono io l’unico che sa come rendere giustizia al mio strumento.

Qual è stata la tua prima esperienza live?

La prima volta credo fosse ad una festa di compleanno tipo, avevo 15 anni, classica band di amici in cui suonavamo 4 pezzi (malissimo) originalissimi come Sweet Home Alabama, Knockin’ on Heaven’s Door, Iron Man e Smoke on The Water tipo. Mi resi conto che era decisamente una droga per me. Poi crescendo wow, che concerti. Era bello saltare sulle persone e urlargli in faccia.

Dove sogni di arrivare con la musica?

Boh, mi piacerebbe pagarmi l’affitto e mangiare tipo?

Anzi, facciamo gli onesti. Voglio spaccare tutto, voglio prendermi tante soddisfazioni e voglio dimostrare che si può fare musica nuova, fresca, moderna e pop anche se sei f**********e bravo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Seguiteci, perché non sono l’unico e saremo la love wave, basta con le c*****e, solo l’amore ci salverà, come un’onda che vi culla nel mare.

Sconforto for Siloud

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