InTheMusic: XRITOX, Matt Dameth

[Trap/Metal, 2019]

“Come Dr Jekyll e Mr Hyde ritengo che le mie personalità siano sovrapposte. Una sorta di alter ego direi.”

damethCon queste parole Matt Dameth, nome d’arte di Mattia Sogari, si presentò durante la nostra intervista.

Un artista con un continuo bipolarismo, attitudine e sonorità che oscillano dalla Trap al Metal, rendendolo impossibile da collocare in uno scenario preciso. Uno scenario che questa volta sembra aver ottenuto grazie al rilascio del nuovo brano intitolato XRitoX, unendo proprio i generi che l’hanno sempre contraddistinto.

La traccia è uscita in anteprima sul canale americano Trash e preannuncia l’uscita del d5905794-7a06-45a5-b494-a1bdc74330dcprossimo EP, dando un lieve assaggio di cosa Matt abbia riservato al suo pubblico. Il video, girato da Wattia (Mattia Giaon), riesce a mostrare una visione appartenente al filone metalcore ma tendenzialmente moderno attraverso l’uso di colori cupi e ambientazioni gotic.

Tutto questo fa risaltare a livello visivo le similitudini del titolo, in particolar modo la loro unione. Il rito visto come sorta di celebrazione al raggiungimento di un’attitudine stilistica più ibrida e il rito concepito come rituale di omaggio per raggiungere l’oltretomba. Metaforicamente, possiamo identificare questa connessione come un legame tra la vita e l’esoterismo.

La produzione è possente, con una chitarra massiccia e cruda, e mi ricorda molto delle sonorità agli Asking Alexandria nei loro tempi migliori. Le sporche sono realizzate sottoforma di scream, fino ad arrivare al ritornello in cui si percepisce un lieve abbassamento di tonalità per poter produrre il growl.

Davvero molto affascinante questa chiave di lettura realizzata da Matt Dameth. In Italia è sicuramente l’unico ad esprimere e credere così a fondo in questa direzione musicale parallela. Parallela perché di tendenza opposta ai canoni espressi radiofonicamente o a livello mainstream dalle case discografiche italiane. Restrizioni e paletti che assumono sempre più sfumature del bigottismo che spesso e volentieri colpisce lo status musicale nostrano, per poi di proseguo esplodere in ritardo rispetto a numerosi altri stati.

Matt Dameth può sicuramente contare su una fanbase che passo dopo passo si sta costruendo e noi di Siloud restiamo ogni volta colpiti nell’ascoltarlo. Ancor più importante è l’aspetto che circonda la sua musica: è internazionale.

Siamo certi che l’EP spaccherà di brutto. Nell’attesa, vi consigliamo di andare su YouTube e ascoltare XRITOX.

CM

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