InTheShot: Simone Sangalli, interview

Nome: Simone
Cognome: Sangalli
Anni: 41
Città: Milano
Professione: Business Analyst e Fotografo esordiente

Simone Sangalli

Ciao Simone, ci racconti di più su di te?

Quarantunenne nato, cresciuto e residente a Milano. Milanese quindi DOC con in parte sangue romagnolo che non guasta mai… anzi!

Come nasce la tua passione per la fotografia?

Nasce dalla necessità di mettermi in gioco e cimentarmi in qualcosa che mi fa stare bene.

Penso di avere avuto da sempre una vena artistica latente, ma mi sono avvicinato tardi alla fotografia solamente con l’avvento dell’era digitale. Dopo i primi scatti ‘canonici’ legati alle vacanze ed ai miei viaggi in moto, ho proseguito avidamente la mia crescita attraverso letture, video-tutorials ed acquisti di attrezzatura più performante e disparata. Sono quindi un autodidatta che si è concesso solo qualche workshop inerenti le pose da studio e la luce controllata.

Di cosa ti occupi nella vita e in che modo la fotografia si relaziona con il tuo lavoro?

Lavoro da parecchi anni nel mondo IT come Business Analyst e questo è un campo che ha pochi punti di contatto con il mondo della fotografia. Anche se devo ammettere che la parte creativa non manca. Fortunatamente ho abbastanza tempo libero ed appena posso, le sere e nei weekend, oppure quando ne sento l’esigenza, mi dedico ai miei scatti in giro per la città, all’editing ed allo studio. Da più di un anno collaboro per il blog lestradedimilano come fotografo accreditato.

Cosa pensi che la fotografia riesca a trasmettere e, nel tuo caso specifico, cosa vuoi comunicare tramite i tuoi scatti?

A questa domanda faccio molta fatica a rispondere… sarebbe interessante rivolgerla ai lettori!

Ad ogni modo credo che i miei scatti siano semplicemente ‘sinceri’, a volte ho bisogno di immortalare e condividere la bellezza che riesco a scovare anche in contesti insoliti. Piccoli dettagli simpatici che rallegrano l’animo e che fanno pensare. Altre volte, in momento più cupi e tristi, avverto il bisogno di trasmettere questo senso di insofferenza ed ansia con una piccola luce di speranza.

Come definiresti il tuo modo di fotografare?

Urbano-Romantico‘. Suona un po’ strano, ma penso che racchiuda in maniera pulita quello che mi contraddistingue. Un sobrio mix tra la Street Photography e gli scatti di architettura. Cura della composizione, inquadrature non banali, ricerca di luoghi e dettagli che mi possano strappare un sorriso. Rispetto dei colori, degli spazi aperti e dei gesti quotidiani della gente che incontro.

I tuoi soggetti sono sempre stralci di architettura. Da dove nasce questa scelta?

La scelta di stralci di architettura è puramente ‘accidentale’, questo perché molto spesso, nel girovagare cittadino, a piedi oppure in sella al mio scooter, mi capita di alzare lo sguardo ed a ritrovarmi catturato da alcuni dettagli, linee e geometrie che mi circondano. Non mi definisco pertanto un fotografo prettamente di architettura, limito l’uso del Bianco & Nero solamente ad immagini che nascono dall’assenza di colore. Prediligo la presenza umana oppure altri elementi di disturbo a contesti minimali in cui il gioco architettonico è forma e sostanza al tempo stesso, racchiuso nel taglio fotografico di tipo quadrato.

C’è qualcosa che influenza la tua fotografia?

La mia città, Milano, è indubbiamente la principale cornice dei miei scatti. Volente o nolente è ciò che mi circonda ed accompagna quotidianamente. La dinamicità di una città che non dorme mai ed in continuo fermento è una fortuna per noi fotografi. Mi sembra anche giusto aggiungere che la collaborazione con il Blog mi consente di partecipare ad eventi ed iniziative interessanti che possano stimolare la mia curiosità e creatività.

Quali sono le attrezzature che utilizzi?

Fattomi le ossa con la prima fotocamera digitale compatta della Lumix Panasonic, sono passato alle Reflex Nikon. Dopo la D80 e D90, attualmente utilizzo una D700 con un buon corredo di lenti ed all’occorrenza un kit da studio fotografico molto basic. La post produzione, croce e delizia per ogni fotografo, si limita ad Adobe Lightroom e raramente a Photoshop.

Cosa pensi sia cambiato negli anni nel mondo della fotografia e quali pensi saranno i futuri trend in questo ambito?

Ho il forte timore che la sovrabbondanza di immagini e la produzione esasperata di contenuti visivi alla lunga diventi deleteria per l’intero sistema. Questo poiché la qualità percepita tende sempre alla mediocrità, sporcata molto spesso da logiche commerciali o di visibilità che fatico a comprendere.

Non nego che Instagram sia un canale potentissimo ed al tempo stesso pericoloso, ma al momento mi trovo a mio agio. Seguo poco i ‘trucchi’ di Instagram e devo la piccola notorietà esclusivamente alla mia passione ed al mio impegno. Ricordo ancora anni fa i miei primi timidi approcci a Flickr oppure 500px. Erano e sono canali molto strutturati e professionali ma distanti dalla massa. Chissà che presto o tardi mi ci possa interfacciare nuovamente in maniera più produttiva…

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Siate curiosi, sinceri e quando siete in giro alzate lo sguardo, perché è ancora bello sapersi stupiti delle cose semplici.

Simone Sangalli for Siloud

 

Passa a trovare Simone sul suo profilo Instagram: @sangage78

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