InTheDesign: Elena Tagliaferri, interview

Se state cercando nel mondo del web un angolo di paradiso fatto di foto, vintage e dettagli Elena Tagliaferri e i suoi canali social sono il posto giusto in cui fermarsi. Una donna che fa delle sue passioni un viaggio è sicuramente la personalità giusta per noi di Siloud. Le abbiamo fatto qualche domanda con lo scopo di entrare di più nel suo mondo.

Nome: Elena 
Cognome: Tagliaferri
Anni: 33
Città: Piacenza
Professione: Educatore
Sito web:https://orsomelone.wixsite.com/noneunblogdicasa

Il tuo spazio nel web ha un’identità precisa. Colori, forme, idee: tutto rispecchia un mood ben definito. Chi è realmente Elena, la mente e le braccia di “Non è un blog di casa”?

Ho sempre avuto le idee confuse per quanto riguardava il mio futuro lavorativo …da piccola volevo fare la giornalista. Scrivevo e disegnavo. A dieci anni ho iniziato a realizzare dei piccoli fumetti; li creavo su fogli protocollo, sono andata avanti per anni, perciò durante le scuole superiori avevo deciso di diventare illustratrice; ma il percorso di studi mi portava da un’altra parte. Vi direi in luoghi lontani, ma sono un’anima casalinga, non amo viaggiare (complice un certo terrore per l’aereo) se non con la testa.

Ho realizzato da poco un piccolo sogno: comprare casa. E’ piccola, da sistemare, ma è nostra. Io e il mio compagno la stiamo ristrutturando giorno dopo giorno. Fa parte del viaggio. E non serve volare…

 

Abbiamo intuito da subito che hai diverse passioni. Cos’è che ami fare nel tuo tempo libero e di cosa ti piace occuparti?

Ho iniziato a lavorare dopo la triennale in Scienze dell’Educazione in un ruolo che amo e potrei definire nel mio DNA,  ma non lascia molto spazio alla parte creativa. E lo spazio si è creato da sè.

Ho contiunuato a coltivare i miei interessi nel tempo libero e onestamente non riesco ad inquadrarmi rispetto ad una categoria; non sono fotografa, illustratrice, scrittrice o interior stylist, ma mi piace fotografare, leggere e scrivere, disegnare e trafficare con le cose. Una decina d’anni fa ho sperimentato la strada della crafter; realizzavo oggetti che vendevo sui mercatini, ma non sono riuscita a proseguire perchè la mia produzione cambiava continuamente (un mese vendevo gioielli, il mese dopo candele, quello dopo ancora composizioni di fiori…) Mi sono presa invece il privilegio di sperimentarmi in quello che mi sento quando me la sento.

 

L’handmade è oggi una tendenza per l’interior design, una sorta di movimento alla riscoperta degli oggetti  imperfetti ma proprio per questo unici. Cosa ne pensi di questo “nuovo” tipo di artigianato?

Credo che le tendenze siano cicliche, in tutti gli ambiti. Oggi siamo più sensibili rispetto al tema del riuso, ma soprattutto, dato che quasi tutto è stato ormai inventato, serve RE-inventare. L’originalità passa perciò dalla rielaborazione, dal pensiero che osserva da un diverso punto di vista e a mio parere è molto stimolante perchè impiega a 360 gradi la creatività. L’handmade si presta come strumento per amplificarla, perchè così come dalla stessa ricetta realizzata da dieci persone nascono dieci torte diverse, così l’handmade crea un ventaglio di possibilità dieci volte maggiore rispetto ad uno stesso input.

 

La fotografia è sicuramente il tuo strumento preferito per mettere insieme tutte le tue passioni. Quando hai cominciato e perché? Usi una strumentazione in particolare?

Ho frequentato tempo fa un corso base di fotografia e ho proseguito questa passione da autodidatta.Non uso una strumentazione particolare oltre alla mia Nikon (una entry level acquistata con il primo stipendio) e devo dire che in futuro mi piacerebbe proseguire con un corso avanzato sia la tecnica fotografica che quella inerente alla postproduzione. Essendo un hobby devo però adeguarmi alle disponibilità di tempo e di budget; per ora questo progetto rimane in attesa: mi esercito con gli strumenti che possiedo e porto avanti la mia piccola galleria su Instagram con soddisfazione.

Attualmente i social sono costantemente al centro di dibattiti circa il loro utilizzo. Quando e perché hai deciso che Instagram potesse essere lo strumento giusto per le tue passioni?

Sono approdata su Instagram sei anni fa; l’ho scelto inizialmente perchè come tutti ero incuriosita da questa nuova piattaforma: mi ci sono poi affezionata, al punto da farne due anni fa il mio unico social (Facebook è stato l’ultimo ad essere abbandonato) in quanto utilizza un canale che mi rispecchia, quello delle immagini. E’ diretto ed essenziale e allo stesso tempo flessibile, poichè noi stessi lo abbiamo visto cambiare ed evolversi senza mai stancare. Lo trovo tagliato su misura per me.

 

Com’è nata l’idea di “Non è un blog di casa” e cosa vorresti trasmettere ai tuoi followers con questo progetto?

L’idea del blog era nella mia testa da anni; scrivere e raccontare è una delle mie passioni. Ho provato a metterla in rete diverse volte ma senza avere tra le mani uno spunto serio non sono mai riuscita a sviluppare concretamente e in maniera continuativa questo progetto.

L’acquisto della prima casa è stato finalmente il trampolino di lancio. L’inizio di un’avventura tutta mia, che  posso raccontare a partire da zero, mettendoci dentro tutto quello che negli anni ho messo da parte: idee, competenze (ad esempio inizialmente non avevo pensato di agganciarlo ad una pagina Ig) e tutto quello che ho imparato nelle mie sperimentazioni. Il nome, “Non è un blog di casa”, non è casuale; questo piccolo sito (e pure molto spartano essendo io non particolarmente tecnologica) non ha la pretesa di inserirsi (proprio come me) all’interno una categoria rigida: è un diario che raccoglie contenuti diversi e vuole essere piacevole per chi lo legge.

 

Su Instagram sei presente anche come @orsomelone. Parlaci di più dell’idea principale che c’è dietro.

Orsomelone è stato il mio primo (fino a poche settimane fa) profilo. E’ la mia storia su Instagram. Racconta gli inizi, le evoluzioni, gli esperimenti della mia passione per le foto fin dagli inizi (più o meno coincide con l’acquisto della mia macchina). E’ una pagina nata senza alcuna progettualità ed inizialmente non teneva conto di questioni come la coerenza del feed o l’armonia di colori. Scorrendolo, ripercorro mentalmente tutte le fasi della mia crescita stilistica… una delle ultime modifiche è stato inserire foto scattate solo con macchina fotografica (e la differenza si vede): ancora oggi rimane per me una pagina dove raccontarmi e mettermi alla prova e un diario di un pezzetto di vita…

 

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi sento di esprimere un consiglio: darsi la possibilità di vivere quello che si ama fare -soprattutto se non coincide con quello che si fa per guadagnare- è molto importante: dare sfogo ad una o più passioni da’ valore al tempo libero, è prendersi cura di sè stessi e  preserva dalla frustrazione. Non importa il canale che si sceglie; conta farlo, sempre.

 

Elena Tagliaferri for Siloud

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