InTheMusic: Archipel{o}gos, MATA

La storia dei MATA è indissolubilmente legata a quella dei Nevroshockingiochi – tutti e tre i membri provengono da questo progetto ultradecennale votato alla decostruzione sonora e cognitiva – e a quella della OFN  (Only Fucking Noise), crew che da dieci anni gestisce l’omonima label e organizza eventi, tra cui il noto festival underground Onlyfuckinglabels.

Mata

Il progetto nasce nel 2015 ed è attualmente formato da Alessandro Bracalente, Mauro Mezzabotta e Emanuele Sagripanti, gli ultimi due oltre che nei Nevroshockingiochi già negli Esdem. Elemento aggiunto fondamentale è il produttore, polistrumentista e fonico Manuel Kopf (Tetuan, Resurrecturis, The Shell Collector, Kmfrommyills, Babau), capace di apportare un prezioso contributo tecnico e artistico al progetto.

Il primo EP “ATAM” viene pubblicato nel 2017 dalla Atypeek Music di Lione, strutturato come un’unica composizione di 36 minuti divisa in 4 movimenti.

Nel 2018, a seguito di assestamenti di formazione, la band inizia a cercare nuove vie per Mata albumlo sviluppo del proprio sound, che si fa più asciutto e aggressivo rispetto al passato, come risulta evidente in questo nuovo album Archipel{o}gos: un disco nato di getto, senza una vera e propria intenzione programmatica, assecondando un certo approccio sound art e memore delle sonorità noise rock e industrial con cui i componenti della band sono cresciuti. Non ci sono band di riferimento da emulare, ma tra i solchi è possibile scorgere echi di Einsturzende Neubauten, Coil, Swans, dei Melvins più sperimentali, nonché passaggi IDM e glitch che possono ricordare Alva Noto e Pan Sonic, o alcune derive digital hardcore proprie di Alec Empire.

Il lavoro di ricerca della band è focalizzato sul ritmo, dove si sperimentano le possibilità dell’utilizzo di grancasse sia elettroniche sia acustiche – queste ultime messe in verticale e suonate con mallet o bacchette – declinate in innumerevoli caratteristiche timbriche a sviluppare un certo tribalismo, giocato nel continuo contrasto tra elementi caldi e elementi freddi. Alla registrazione – effettuata in presa diretta in studio e con le casse riprese in un gazebo in legno e vetro per avere le caratteristiche di risposta sonora ricercate dalla band – tutti i brani sono arrivati quasi in forma di canovaccio, lasciando quindi ampio margine all’improvvisazione.

Peyote Press for Siloud


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La non-soggettività nella scelta delle collaborazioni è ciò che più di tutto ci ha spinto a collaborare con questo team, essendo d’accordo che il talento prescinda dai propri gusti.

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