InTheMusic: We were born in the wrong decade, The Jester

L’esordio della band siciliana è un rock dai toni internazionali che intende andare controcorrente rispetto alla scena contemporanea attraverso sonorità mature e testi attenti a descrivere la quotidianità della generazione“millennials”.

Genere: Alt-Rock, Britrock
Label: Rocketman Records

I The Jester nascono nel 2011, un quartetto rock tradizionale di quelli che fondano le loro radici tra i banchi di scuola, e infatti è un po’ così. Antonio e Sanny incontrano Mattia e Nicola. Quattro millennials che portano nelle loro canzoni le ansie e il disagio di una generazione, ma non per questo senza allegria. Una band pendolare tra il Sud e il Nord, dal mare della Sicilia alle nebbie della pianura. Anche se non costantemente insieme, la musica riesce ad abbattere le distanze e a creare un’empatia irriducibile. Il primo EP Quench è uscito a Dicembre 2017, autoprodotto tra Modena e Ravenna, e rappresenta perfettamente l’idea delle diverse personalità della band. Una sfida contro la distanza e a favore dell’eterogeneità dei 4 membri. Nell’autunno 2019 vedrà la luce il primo album,un progetto concettuale sull’indolenza di una generazione con arrangiamenti dai toni britannici, che non per questo tolgono spazio all’originalità e all’idea di rimanere variabili e sereni,sperimentando, scrivendo e mettendo in musica l’idea di divertimento universale.

The Jester 2.jpg

We were born in the wrong decade è il primo album della band siciliana The Jester, in uscita con Rocketman Records il 23 settembre e registrato a Milano presso il Real Sound Studio. “Questo album è il nostro primo lavoro, e ogni suo pezzo è studiato per creare un incastro perfetto tra le melodie, i ritmi e i testi, rielaborandoli in brani che facciano uscir fuori l’espressione musicale e personale di ognuno di noi. Consideriamo ‘We were born in the wrong decade’ la fusione tra la nostra eterogeneità e la nostra musica”: così descrivono il loro lavoro i componenti della band, Mattia, Sanny, Antonio e Nicola.

We were born in the wrong decade è un album rock dai toni internazionali, che si discosta parecchio dalla musica italiana contemporanea e che crea una rottura anche con l’attuale scena rock per i temi trattati e per l’attenzione e lo studio compositivo dietro ogni brano. Già dai primi ascolti ci si rende conto che non è un lavoro di conformismo verso la musica attuale. I The Jester hanno creato uno stacco musicale rispetto ai soliti tormentoni estivi, al rock italiano e alla musica leggera radiofonica. “Il nostro non è un album scanzonato, ma è il lavoro di tanti anni che racchiude sogni e realizzazioni. Lo abbiamo pensato come una sorta di concept album in cui il tema principale è l’indolenza di The Jester 1chi ha trent’annianalizzata da diversi punti di vista. ‘We were born in the wrong decade’ è un’espressione tipica dei nostri coetanei quando non riescono a fare qualcosa e additano la colpa al momento in cui si vive. È la giustificazione tipica dell’indolente.

A partire dalla affascinante copertina – opera del fumettista e illustratore Lorenzo Martino – l’ascoltatore può concentrarsi su ogni minimo dettaglio che compone We were born in the wrong decade per ritrovare facilmente lo spirito e l’atteggiamento della generazione dei millennials. Ogni brano è un tassello per la band nella sua ricerca musicale, ma anche per comprendere cosa si intenda realmente con indolenza e disagi generazionali. L’album – anticipato dal singolo The ballad of indolence uscito a giugno – si compone di nove brani dalle sonorità eterogenee che vanno da sound più movimentati, come I wish I could e Fresh Girl, a brani più riflessivi come The Place e Stuck passando per sperimentazioni musicali come in Bluesblur e riarrangiamenti del brit-pop come in The ballad of Indolence e negli altri brani che completano l’album. Cosa c’è da aspettarsi quindi dall’opera prima dei The Jester. Sicuramente sonorità già mature e testi attenti a descrivere la quotidianità di una generazione. Ma anche un album controcorrente rispetto all’attualità, che ti fa pensare che questa band abbia realmente attraversato i decenni per portare un vento diverso nel rock italiano.

Tracklist

  1. Fresh Girl
  2. The Ballad Of Indolence
  3. Stuck
  4. Quench
  5. Full Of Light
  6. RightCards
  7. The Place
  8. I Wish I Could
  9. Bluesblur
Spotify: https://open.spotify.com/album/49gZBVLcZ2ZyaAaV2W5pkH
YouTube: https://www.youtube.com/channel/UCZdzvN8pEgl8-xYXcLcj_Ug
Facebook: https://www.facebook.com/thejesterinthebox/
Instagram: https://www.instagram.com/thejesterband/

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