InTheMusic: Giovane Werther, interview

Nome: Giovan Battista
Cognome: Romeo
In arte: Giovane Werther
Età: 27
Città: Reggio Calabria
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati:40 circa
Album pubblicati: 2
Periodo di attività: 2014
Genere musicale: Rap, Indie, Hip Hop
Piattaforme: Spotify, YouTube, Amazon, Apple Music, iTunes, Deezer, Shazam,ecc.

Giovane Werther

Chi è Giovane Werther?

Il mio nome di battesimo è Giovan Battista Romeo e ho 27 anni. Sono nato a Reggio Calabria, attuale città di residenza, e studio Scienze della formazione primaria presso l’Università Mediterranea.

Qual è il significato del tuo nome d’arte?

Giovane Werther si rifà al noto personaggio del celebre classico di Goethe, “I dolori del giovane Werther”. Quando ho iniziato a fare musica il mio nome d’are era “Maso”, che usavo già in qualità di writer dal lontano 2006. Col tempo ho cambiato modo di approcciarmi alla musica, sperimentando nuovi suoni, nuovi stili, fino a sentire l’esigenza di trovare un nome che mi rispecchiasse a pieno. Essendo inoltre appassionato di libri e poesie ho notato che Giovane Werther è un nome che, oltre a suonar bene a parer mio, mi rispecchia veramente tanto! Speriamo che il romanzo della mia vita non si conclude allo stesso modo di quello di Goethe.

Cosa ti ha avvicinato alla musica?

Mi innamorai della musica solo dopo averci passato del tempo assieme. Nel 2010 un amico mi fece vedere un video su YouTube, in cui dei ragazzi facevano freestyle alla stazione Termini, e mi incuriosii molto la cosa, a tal punto che anch’io decisi di cimentarmi. Iniziai così a scrivere testi per la mia ragazza (la sola cosa semplice che mi riusciva fare), e registrai il mio primo brano nel 2011. Col tempo iniziai anche a frequentare diverse jam, giù in Calabria, arrivando anche ad organizzarne alcune per conto mio. All’inizio formai le prime crew con degli amici, cambiando col tempo sia modo di scrivere che di interfacciarmi alla musica stessa, fino ad arrivare ad oggi, in cui credo che finalmente abbia trovato il modo giusto e personale di esprimere ciò che più mi sta a cuore. Non voglio cadere in psittacismi vari, ma credo che la frase del tipo “la musica mi ha salvato la vita” possa davvero rappresentare a pieno il sunto della mia storia fino ad oggi vissuta. La musica mi ha convinto del fatto che la vita è piena di poesia, se solo si ha la voglia di leggerla dal “verso” giusto.

Parliamo ora della tua musica. Non riusciamo a definire un genere molto preciso, avvertiamo moltissime influenze. Come definiresti la tua musica e quali sono le tematiche che tratti nei tuoi testi? Quanto la tua musica rispecchia la tua personalità?

Questo non può che essere da me inteso come un complimento! Ho sempre cercato di non somigliare a nessuno, proprio perché credo che ognuno di noi debba essere visto e accettato per com’è, nella sua peculiare identità. Fino a qualche tempo fa le influenze in ambito musicale potevi palparle già dal primo ascolto di un mio qualsiasi brano, però col tempo ho imparato a non lasciarmi influenzare più di tanto dalla musica. Inoltre, frequentare l’università e dedicare gran parte del tempo allo studio mi ha negato la possibilità di restare aggiornato sulla musica in tendenza e ciò è stato un bene proprio perché mi ha consentito di tirare fuori tutto ciò che mi caratterizza, senza troppe influenze. Ti confesso che anche io faccio difficoltà a collocare la mia musica entro un determinato genere e questa cosa mi piace tantissimo, sebbene comunque alcuni brani del mio ultimo disco per esempio sanno di rap alternato all’indie pop ed al Lo-Fi.

I miei testi? Beh, io sono molto affezionato al testo di una canzone! La melodia, la metrica, il sound sono tutte cose che curo meticolosamente, ma prima di tutto deve esserci un bel testo di sotto. Come ti dicevo prima io amo la poesia, ce la vedo in tutte le cose, belle o brutte che siano, e per questo motivo ci tengo che ogni tematica che affronto, ogni verso che scrivo, deve essere fatto con una certa qualità. Mi piace molto la metafora come figura retorica, credo sia un abito elegante che ogni parola o concetto che sia merita di vestire.

Abbiamo visto che riesci a comporre i tuoi brani molto velocemente, devi essere davvero molto creativo! Come nasce un tuo brano e quanto tempo generalmente impieghi per portarlo a compimento?

Ti ringrazio! Qui al Sud la gente come me ha imparato bene l’arte dell’arrangiarsi. Per questo gli ultimi due dischi che ho fatto uscire (l’uno a distanza di meno di un anno dall’altro) sono stati prodotti, scritti, registrati e lavorati da me al mio studio. Per quanto riguarda la nascita di un brano ti svelo un segreto. Prima di tutto faccio la base musicale, nel frattempo, dopo aver trovato gli accordi principali ed aver abbozzato un giro di batteria accendo subito il microfono ed inizio a svalvolare con frasi senza senso, giusto per trovare la melodia che più mi aggrada. Una volta che mi sono appuntano strofe e ritornelli passo al beat successivo. Così una volta stabilito il numero dei brani mi dedico alla scrittura, sempre davanti al microfono. Ti dico solo che ho perso almeno 3 kg in 2 settimane perché essendo da solo a dover scrivere, comporre, registrare, missare, aggiustare aste e microfoni, faccio attività fisica senza andare in palestra!

“Voce Del Verbo Anima” è il tuo ultimo progetto: 8 brani in cui si racchiudono esperienze, racconti, pensieri e attimi di vita. Ci parli di questo progetto?

Voce Del Verbo Anima è figlio di Roma, di Reggio, di amori perduti, finiti o che dovranno ancora arrivare; VDVA è figlio dei sogni che ho da una vita, della poesia che scrivo e che vedo dentro gli occhi della gente che amo; è figlio dei tramonti, della solitudine, dell’amicizia.

Non voglio perdermi in altre parole, perché anche in questo caso preferisco far parlare la musica, però ci tenevo a sottolineare una cosa soltanto, che forse è sfuggita di mano un po’ a tutti. La gente corre, è sempre di fretta. Gli artisti in particolare hanno perso la loro immortalità che li contraddistingueva dal resto del mondo. Per questo motivo, ancora oggi, ho scelto me, rifiutando ogni genere di possibilità di stare in cima a classifiche costruite con le ossa di tutti coloro che hanno venduto la propria arte ai numeri, alle vendite, allo streaming! Ho scelto me e continuerò a farlo di giorno in giorno, perché il mio più grande sogno è stare nel cuore di chi mi vorrà accogliere, per tutta la vita, e non giusto il tempo di una hit estiva. Ho scelto me perché so quanto valgo a prescindere dalla fama. Ho scelto me perché mai nessuno ha scelto di esserlo al posto mio! Per questo nei miei brani si può benissimo ritrovare il ragazzino che si è lasciato col suo primo amore, così come anche lo studente fuori sede a cui manca la sua terra, il suo mare, i suoi affetti, oppure ancora i giovani come me che combattono con ansie, paure, depressione.

La copertina dell’album rappresenta un albero, ma non è un semplice albero. Qual è il suo significato?

L’idea di impostare la copertina in quel modo è mia, anche se nel concreto è stata realizzata da un amico (Demetrio Montalto) col quale collaboro spesso per i miei progetti.

L’albero che vedi disegnato apparentemente potrebbe sembrare capovolto, ma non lo è. Il fatto che le radici, e non i rami, abbiano i germogli è voluto e sta a significare che ho sempre preferito cibarmi dentro, prendermi cura di ciò che importa veramente, ovvero l’anima, l’essenza del tuo essere. E anche se l’intero albero è spoglio, ciò che conta (e che a pochi interessa davvero) sono le radici, emblema del vero io, del proprio essere. Sono affezionato all’albero, credo che, a prescindere da quanto mi abbia sempre affascinato, sia metafora dell’essere umano durante il suo percorso di vita.

Tutti i tuoi progetti musicali, da “Sogni, nuvole ed altre storie tristi” a “Voce Del Verbo Anima”, hanno molto in comune: dai contenuti all’espressività, dalla musicalità alla contaminazione musicale. Il tuo sound trasmette sempre un mood di nostalgia e di malinconia: è così che funziona la tua musica?

I ragazzi che mi seguono e a cui piace la musica che faccio mi identificano con l’emoticon del temporale. Questa è una delle tante soddisfazioni che ho avuto il piacere di ricevere perché ti fanno capire che, in un modo o nell’altro, sei riuscito a ritagliarti un posto nella loro vita. Sia Sogni, nuvole ed altre storie tristi che Voce Del Verbo Anima sono accomunati dalla nostalgia, dalla malinconia, dal mood autunnale ed invernale, proprio perché credo che fino ad oggi sia realmente fatto così. Io amo la pioggia, le stagioni fredde, la malinconia e la nostalgia; adoro vivere di ricordi, perché è come se sono storia della tua vita, e tutti sanno che la storia è maestra di vita; mi piacciono i tramonti, i bei pensieri, la poesia… Insomma, io sono fatto così e credo che sarebbe davvero fallimentare far passare altri messaggi attraverso la musica solo per sperare di fare successo o altro. Preferisco starmene nel mio e tirare fuori dei dischi del genere, piuttosto che fare il disco dell’estate ed essere infelice.

Hai nuove canzoni in programma e, più in generale, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per adesso ho in mente di studiare per laurearmi e poter lavorare con i bambini, poi chissà, magari mi ascolta un produttore discografico a cui piace la mia musica e inizio a lavorare anche con quello. Staremo a vedere.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Siate sempre voi stessi, andate oltre le apparenze, dritti verso l’essenza delle cose, e credete fermamente nei vostri sogni. Non lasciatevi influenzare da chi vi butta giù. Siate voi stessi, che siete unici così!

Giovane Werther for Siloud

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