InTheArt: Sabrina Schatz, interview

Nome: Sabrina
Cognome: Schatz
Anni: 29
Città: Bologna
Nazionalità: Tedesca
Professione: Social media manager

Sabrina Schatz

Ciao Sabrina, ci racconti qualcosa in più di te?

Ciao! Mi chiamo Sabrina, ho 29 anni e vivo da due anni a Bologna. Sono nata e cresciuta in Germania. Dopo essermi laureata in Pedagogia e poi in Scienze della Comunicazione, mi sono trasferita in Italia per … amore. Ma non è la prima volta che vivo qui: a 18 anni, dopo il liceo, sono andata a vivere in Sicilia per 1 anno dove ho fatto la ragazza alla pari. Inoltre, 3 anni dopo, sono stata 5 mesi a Bologna per partecipare al programma Erasmus. Che combinazione essere poi tornata a vivere qui!

Adesso gestisco la comunicazione digitale di un’azienda locale che vende prodotti di cosmetica naturale e altro.

Il nome “Bine” e l’ape, il logo del tuo progetto, hanno qualcosa in comune. Cos’è che li lega?

Esatto! Mio padre mi chiama “Bine” da quando sono nata, è un diminutivo non raro in Germania per i nomi Sabrina o Sabine. Dalla pronuncia è identico “Biene” che, in tedesco, significa “ape“. Un po’ quindi per gioco, negli anni, ho raccolto tanti oggetti a tema ape: una tazza, un cuscino, lampadine, pupazzi, asciugamani, ecc.

Quando ho dovuto pensare ad un logo per il mio progetto mi è venuta in mente subito l’ape, perché è un simbolo a cui, alla fine, mi sento molto legata.

Tutto ciò che sai fare riguardo la grafica e l’illustrazione è frutto solo del tuo impegno e della tua dedizione, i tuoi studi non hanno avuto niente a che fare con queste tematiche. Come nasce la tua passione per l’arte e per la grafica?

La creatività fa parte di me da sempre, l’ho sempre considerata un’attività che mi rende felice e serena. Grazie all’arte (in generale), da bambina non ero mai annoiata perché dipingevo e disegnavo sempre, creavo oggetti a mano, inventavo giochi, ecc. E anche da adolescente cercavo conforto dai dispiaceri nella creatività, ad esempio per affrontare i primi dispiaceri d’amore. A scuola ho scelto come materia d’esame l’arte, portando una tesina preparata in due anni. In quel periodo ho imparato molto su questa materia ed i relativi personaggi di spicco. E’ un mondo che mi ha sempre affascinata, grazie anche alla sua capacità di aprire le porte della fantasia e delle emozioni. L’arte rende la vita completa…

Alla grafica, invece, mi sono avvicinata da poco per un motivo … meno romantico: mi serviva per la mia idea di Robine Paperwork. Volevo creare cartoline, ma la produzione unicamente a mano di ogni copia non sarebbe stata sostenibile. Per questo motivo dovevo portare i miei disegni fatti a mano nel mondo della grafica vettoriale. Alla fine con un po’ di studio e tanta pratica da autodidatta ho imparato ciò che mi serviva, riuscendo così a far nascere un progetto che per tanti anni era stato solo un sogno nella mia mente.

Sei nata e cresciuta in Germania, solo dopo i tuoi studi ti sei trasferita in Italia. Parlaci della tua esperienza (da tedesca) in Italia e se l’arte ti ha in qualche modo aiutata nel lasciare le tue abitudini e la tua ‘vecchia’ vita!

 Visto che avevo già vissuto in Italia, la cultura e il ritmo di vita mi erano molto familiari e, quindi, ho avuto poche difficoltà ad abituarmi a questo stile di vita (sto lottando ancora solo con la cena dopo le 20). La vita in Italia non è – come si crede in Germania – tutta lenta e comoda, anzi, ho conosciuto l’Italia come paese di grandi lavoratori, ma considero la vita qui più allegra. C’è sempre movimento, sempre modo di fare quattro chiacchiere con qualcuno, l’Italia è un paese veramente accogliente.

All’inizio non avevo molto tempo per dedicarmi all’arte, ma in uno dei momenti più bui, mi è – come sempre – stata utile a non perdere le speranze. Ero disoccupata ed avevo avuto varie esperienze lavorative non molto positive, per cui mi ero di nuovo dedicata alla creatività ed è stato in quel momento che ho cominciato seriamente a lavorare sul progetto Robine Paperwork.

Come nasce l’idea di Robine Paperwork e quali sono gli obiettivi che ti sei posta con questo progetto?

Avevo in mente l’idea delle cartoline già da diversi anni, però non sono mai andata oltre l’idea. Dopo essermi trasferita in Italia, ho cominciato a pensare a quante persone della mia famiglia, nonni, zii, cugini e amici avrei dovuto chiamare per comunicare il mio nuovo indirizzo. Non c’era un altro modo, più semplice, ma comunque personale ed intimo? Ma certo: ecco che era nata l’idea della mia prima cartolina. Piano piano, ho raccolto sempre più motivi, occasioni e situazioni diverse, al di là dei super-classici eventi come compleanni, matrimoni, auguri, lauree, ecc., per le quali ideare una cartolina.

Le tue grafiche e le tue cartoline ci trasmettono molta felicità e spensieratezza… è una bella cosa! Da cosa nasce l’ispirazione per una tua grafica?

Prima di realizzare la grafica di una cartolina, penso sempre se effettivamente io la manderei a qualcuno. La mia intenzione è di creare cartoline piene di positività, dolcezza ed amore. Mi piace il fatto che un gesto così piccolo e semplice possa creare così tanta gioia nella persona che lo riceve. Spesso le idee mi vengono perché io stessa avrei bisogno di una certa cartolina, che però non trovo in commercio, quindi me la creo direttamente io. Altre cartoline, invece, le realizzo sulla base di richieste specifiche ricevute dalle persone che mi contattano, interessate.

Il tuo è un design minimalista fatto di colori, fantasie e creatività, così come tu stessa dici. Cosa caratterizza il tuo stile?

Il mio stile è minimalista. Non voglio usare glitter o elementi kitsch (che non vuol dire che non mi piacciano). Però a me affascina la semplicità, perché spesso a volte basta poco, per dire tanto. E sulla base di questo principio realizzo le mie grafiche: uno sguardo basta e si capisce subito il senso della cartolina.

Robine Paperwork è un progetto che, in realtà, stai portando avanti parallelamente al tuo lavoro full time come dipendente. Quanto sono importanti i social network nel tuo progetto? Riescono a darti la carica per non mollare?

I Social hanno un ruolo fondamentale nel mio progetto, non perché cerco di seguire un trend, ma perché ho imparato l’importanza di questi strumenti durante i miei studi. Nella vita privata li uso molto poco ma, soprattutto per aziende o hobbisti come me, valgono oro se usati per bene. Non posso decisamente dire, però, che siano la carica per non mollare, anzi! Stare dietro ad Instagram, postare regolarmente, avere sempre contenuti disponibili è mooolto impegnativo.

Tra tutti i tuoi progetti, ce n’è uno a cui sei particolarmente legata?

Amo tutti i miei progetti, però credo che ce ne siano due a cui mi senta più legata: la cartolina “tuffiamoci, io e te” e la cartolina “…così“. La prima perché, in fondo, mi tocca molto il cuore: il mio ragazzo mi ha fatta avvicinare al mondo della subacquea, regalandomi emozioni mai provate, allo stesso tempo è lui la persona giusta con cui tuffarsi negli alti e bassi della vita (che romanticismo). “...così” invece mi piace per la sua immensa semplicità, in tutti i sensi. Ti mando una cartolina “così”, senza avere bisogno di un’occasione speciale, semplicemente perché ti voglio bene o perché ti penso. Per me, questa cartolina ha uno dei significati più forti, tra tutte le grafiche, nonostante la sua semplicità.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Non sto pianificando molto del futuro. Gran parte del mio tempo se ne va lavorando come dipendente. Esistono settimane in cui mi sento abbastanza esaurita, perché ci tengo comunque a lavorare la sera a certe grafiche o richieste che ho pianificato di completare. Purtroppo, spesso mi rendo conto che questo doppio impegno non sia molto Robine Paperworksostenibile. Per questo, cerco di portare avanti Robine Paperwork con calma, guardando semplicemente dove mi sta portando. Ad ogni modo, dopo un inizio basato completamente su contatto online, ho pianificato diverse partecipazioni a “I Sabati Creativi”, un evento periodico (immaginate il giorno della settimana) organizzato dal comune in cui vivo, che consente ad hobbisti di esporre le proprie creazioni. Questa esperienza – la prima per me come espositrice – mi rende molto felice e mi consente di avere molti feedback sui miei prodotti. Ad ogni modo, vedremo nel nuovo anno come si svilupperanno le cose. Le idee non mancano.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Vi voglio chiedere: ricordate quand’è stata l’ultima volta che avete ricevuto una cartolina? Che sensazioni ed emozioni avete provato? Eravate sorpresi? Avevate sorriso? Eravate felici? Non credete anche voi che sia impressionantemente facile creare emozioni positive alle persone alle quali volete bene? Bastano una cartolina, una busta da lettera una penna e un francobollo (per i primi due, rivolgetevi a me). Ci vogliono pochi soldi e un pochino del vostro tempo, ma ne vale sicuramente la pena!

Sabrina Schatz for Siloud

Instagram: @robine_paperwork_grafica

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