InTheMusic: Jordan Vila, interview

Nome: Jordan
Cognome: Vila
In arte: JV
Età: 24
Città: Parma
Nazionalità: Italiana, origini albanesi
Brani pubblicati: 33
Album pubblicati: 2 album e 1 EP
Periodo di attività: dal 2015
Genere musicale: Rap, Hip Hop
Piattaforme: Youtube, SoundCloud

Jordan Vila

Chi è Jordan Vila?

Sono nato a Parma e ho origini albanesi. I miei genitori sono immigrati in Italia nel ’92 (quando la dittatura in Albania si sciolse) per cercare fortuna, nelle spalle si portano un passato difficile. Ora vivo attualmente con la mia famiglia in provincia di Parma.

Nella vita sono sempre stato uno sportivo, ho praticato il calcio e attualmente lo pratico nei dilettanti. Lavoro in un’officina meccanica dove mi faccio il c**o  ogni giorno. Il mio obiettivo è quello di permettermi di fare la musica visto che non costa poco.

Da dove esce fuori il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte mi fu dato da un mio amico nel 2010. Avevo 15 anni, tutto è cominciato per una scommessa, avevamo in compagnia un amico che faceva il dj nei locali e aveva già una pagina ufficiale su Facebook con un centinaio di mi piace, un altro mio amico sempre della stessa compagnia scommise con il dj che avrebbe creato una pagina per superarlo con i like, scommessa fatta! Alla fine scelse di mettere me nella pagina creata dal nulla perché sapeva che mi stavo avviando sul rap (attraverso il freestyle in strada) mettendomi come nome d’arte “JV.” Nell’arco di poche settimane passò i 200 like e il mio amico vinse clamorosamente la scommessa. Quella famosa pagina è attualmente operativa sul mio Facebook.

C’è qualcosa che ha segnato il tuo avvicinamento alla musica?

Mi sono avvicinato molto nella musica all’età di 19 anni in un brutto periodo dove avevo perso la mia ragazza, il lavoro e la fiducia per andare avanti nella vita. Ero totalmente giù con il morale che un giorno per puro caso guardai su YouTube dei combattimenti freestyle di Ensi contro Mondo Marcio e mi appassionai fortemente all’hip hop. Di conseguenza diventai fan della Truceklan, di Fabri Fibra e di Eminem che mi diedero molto conforto e forza attraverso i loro testi schioccanti.

Da quanto siamo riusciti a capire, il “foglio” (così come tu lo definisci) è il tuo migliore amico, è ciò che ti aiuta nei peggiori momenti e che ti fa compagnia in quelli più belli. Cos’è per te la musica?

Quando prendo in mano un foglio e compongo un testo vuol dire che sono alla frutta, vuol dire che mi trovo in una situazione di sconforto assoluto e di depressione che mi affligge dentro e mi isola dal mondo esterno, ma allo stesso tempo tira fuori il meglio di me sulle rime, metriche e testo.

Per chi non ha mai provato comporre una canzone non si può immaginare che magia si crea dietro tutto ciò: parti da un’idea, uno sfogo, e finisci per poi andare in studio di registrazione premere “REC”  e dare vita ai pensieri, non c’è cosa più bella.

Quali sono gli artisti a cui ti ispiri?

Ho sempre ascoltato quasi tutta la scena italiana e poco quella americana. Gli artisti italiani da cui mi sono ispirato nella vita in generale, oltre che la musica, sono stati principalmente Noyz Narcos, Fabri Fibra e Mezzo Sangue.

Da poco è uscito il tuo album “Ora D’aria”, un racconto da un punto di vista particolare della tua vita, della tua personalità e dell’essere umano in generale. Perché questo titolo?

L’album nasce da una lista di pezzi che ho registrato negli ultimi due anni cercando di pescare i brani più indicati per seguire il tema dalla canzone principale “Ora D’aria”.

Ora D’aria” è il pezzo in cui ho registrato con più cattiveria e follia degli altri, è quel pezzo dove ho messo tutta la mia professionalità e tutta l’energia che avevo nel corpo per sfogarmi da tutto quello che mi faceva male. Il titolo in sé parla chiaro: “ora d’aria” significa, come per un carcerato l’unico momento della giornata in cui può uscire dalla sua cella, quel momento in cui può evadere dal quel posto di m***a e sfogarsi in qualche modo, stessa cosa faccio io con la musica.

Si percepisce una ricerca del tuo essere, partendo dall’interno per poi arrivare alla tua ‘esteriorità’. Un fare crudo, secco, diretto: è questo “Ora D’aria”?

Sì, hai centrato il concetto. “Ora D’aria” nasce per pura casualità su un bit in rete che casualmente ho riprodotto e nel giro di 20 minuti avevo già scritto due strofe. In quel periodo ero dentro un gruppo e volevo dedicare questo pezzo con i due miei soci, ma poi tutto il progetto non è andato a buon fine, sono uscito dal gruppo e nei mesi a seguire sono andato a registrare il pezzo.

Suonava molto bene al punto di volerci fare un video per poi dare vita all’intero album.

Qual è il brano di questo progetto che ti rappresenta di più?

Il brano che mi rappresenta nel progetto si intitola “Solo come me”, è un brano molto più tranquillo degli altri ma allo stesso tempo più limpido e trasparente, in cui riesco a esprimermi diversamente rispetto a come faccio di solito.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Ho già qualche pezzo registrato per un prossimo progetto, ma c’è ancora tanto da lavorare, nel frattempo mi godo il mio ultimo lavoro.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sono un ragazzo, come tanti di voi, con difficoltà e problemi sociali simili ai vostri. Non c’è cosa più bella di sostenere i sacrifici e i lavori dei vostri simili, quindi cliccate sulla mia pagina YouTube e pompatevi un po’ dei miei pezzi… non ve ne pentirete!

Jordan Vila for Siloud

Credits: Palladino Produzioni

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