InTheArt: Cecilia Roda, interview

Nome: Cecilia
Cognome: Roda
Età: 30
Città: Modena
Nazionalità: Italiana
Professione: Recruiter – Artista
Instagram: @lilybris
Piattaforme: Lilybris

Ciao Cecilia. Anzitutto, chi sei?

Ciao, sono Cecilia, ho 30 anni e sono di Modena. Nella vita, quella dalle 9 alle 19, sono una Recruiter per una Società di Ricerca e Selezione del Personale. Tutto il resto del tempo sono un’artista di nome Lilybris.

Lilybris non è un nome scelto a caso, viene da Lily Briscoe, il personaggio-artista di Gita al Faro di Virginia Woolf.

È scontato chiedersi qual è la tua passione e soprattutto se i tuoi studi centrano qualcosa con quello che hai deciso di fare oggi?

Ho una passione particolare per le parole, per la loro etimologia, per il suono che fanno quando vengono pronunciate: mi piace sapere che ce ne siano così tante e che siano così estremamente precise nell’identificare ogni nostro momento-emotivo.

C’è stato un tempo, lungo tempo, in cui avrei voluto fare il medico. Poi, quando ho dovuto decidere che strada universitaria intraprendere, ho scelto di iscrivermi a Lettere, in cui mi sono laureata nel 2014. Nella mia scelta è racchiusa una grande testimonianza di amore verso me stessa, soprattutto di ascolto e di libertà. Ho deciso di nutrire quella parte di me che aveva e continua ad avere bisogno di parole, di storie, di capire cosa sta dietro e dentro le cose. Che poi, se ci penso bene, anche le parole sono curative, sono salvifiche, sanno ricucire.

Le parole servono nel mio lavoro come nella mia arte, che non può prescindere da una piccola didascalia sotto l’immagine.

Il tuo profilo Instagram (@lilybris) è una galleria di grafiche davvero particolari. Si tratta di disegni e frasi. Una tipologia difficile da trovare in giro ma che, a dirla tutta, è molto bella. Cosa c’è dietro le tue immagini?

Dietro le mie immagini ci sono io, la mia vita e le emozioni che la popolano. Ci sono le storie che mi raccontano e che mi colpiscono. C’è il mio mondo interiore: i miei sogni, ciò in cui credo, i miei valori. Dietro le mie immagini c’è il coraggio di tutti quelli che ancora sanno dare importanza alla parola “amore”, che ancora ci credono. C’è la mia passione per il disegno e per le parole, che trovo così necessarie. Troppo spesso, infatti, sono proprio le parole più belle che teniamo dentro di noi, di cui abbiamo paura, che ci imbarazzano. Ecco, io ho iniziato a farle uscire, disegnandole, ho trovato loro una forma tangibile.

Come dicevo prima, per me è assolutamente essenziale accompagnare l’immagine a una didascalia ma la cosa sorprendente è che, nonostante io dia una mia interpretazione del disegno attraverso le parole che uso, ognuno riesce a vederci sempre qualcosa di suo, di sempre diverso: riesce a vederci sé stesso.

L’omino è Lilybris ma, allo stesso tempo, è tutti: non ci sono distinzioni, giudizi e pregiudizi.

Le tue grafiche sono per lo più minimal e monocromatiche. Da dove deriva questa scelta di stile?

Lo stile dei miei disegni nasce dal bisogno di semplificare e di andare all’essenziale senza troppi giri di parole, senza troppe scuse. Ho passato gran parte della mia vita a complicare e complicarmi, perdendomi nel caos delle cose. Poi, ad un certo punto, ho iniziato a disegnare omini: mi rasserenavano, mi hanno permesso di cambiare la prospettiva e di imparare a vedere le cose dall’alto. Vedere il mio mondo interiore disegnato e semplificato mi ha fatto capire che il senso, quello vero, sta davvero in poco posto, è semplice. Il resto sono tutti orpelli e strutture barocche di cui non abbiamo alcun bisogno.

Quando disegno mi lascio trasportare, non penso a niente, lascio che l’immagine si faccia da sola seguendo la mia emozione, governata dai miei pensieri: rimane solo ciò che serve a farci avere l’emozione (per esempio aprirci in un sorriso guardando il disegno).

I miei disegni nutrono la parte più pura di me: la fanno sopravvivere senza paure.

Quanto delle tue esperienze personali metti nelle stampe? Cosa vuoi trasmettere con i tuoi soggetti?

Nei disegni c’è tutto ciò che mi appartiene: il mio amore, la mia ironia, il mio black humor, la mia estrema dolcezza e tenerezza. C’è la mia vita, quello che è stata ma soprattutto quello che è oggi. I miei disegni rappresentano qualcosa di vero, mai costruito per finzione.

Pensa che a volte mi succede di disegnare e “non sentire” il disegno, allora strappo tutto e butto via. I disegni devono essere un moto spontaneo che mi parte da dentro, una eco che risuona, non vanno cercati ma vanno ascoltati e trasmessi.

Il messaggio dei miei disegni è di primo impatto molto semplice ma, in fondo, terribilmente profondo: va a toccare le corde più arcaiche di ognuno, ci fa ricordare momenti della nostra vita, fa emergere emozioni che credevamo sepolte.

Coi miei disegni vorrei far sorridere, commuovere: vorrei che ognuno si potesse riconoscere, entrare in contatto con quella parte di sé che spesso si mette da parte. Coi miei disegni vorrei trasmettere il coraggio, la possibilità di farcela sempre e di credere nei propri desideri e nei propri valori: che nessuno, mai, avrà il potere di oscurarli. Vorrei, anche, che tutti potessero accorgersi dell’importanza delle parole e di quanto ci serva dirle e ascoltarle, ancora e ancora.

Immaginiamo che questo progetto sia una passione che però stai trasformando in lavoro grazie anche a Redbubble. Cos’è questa piattaforma e come possiamo trovarti?

Lilybris è un progetto in cui credo perché credo nella potenza del suo messaggio semplice ma immediato. Proprio per questo motivo mi sto muovendo per trasformarlo e farlo crescere, investendo tempo e risorse per far sì che i miei disegni possano entrare nelle case di tanti. Sicuramente la scelta di iscrivermi a Redbubble è stata fatta in questo senso.

Redbubble è un mercato online mondiale per prodotti di stampa su richiesta basati su opere d’arte di tantissimi artisti. Ho scelto di mettere i miei disegni su questa piattaforma per far sì che chiunque, in tutto il mondo, potesse acquistare tazze, magliette, coperte, calzini, quaderni, cuscini, stickers ecc. Redbubble è un “paese dei balocchi”!

Potete trovarmi digitando Lilybris.redbubble.com: si aprirà una panoramica di tutti i disegni pubblicati (che aggiorno continuamente, inserendone ogni settimana di nuovi) e, una volta scelto il vostro preferito, potrete selezionare la categoria di oggetti che volete acquistare (ce ne sono tanti e sono tutti molto belli).

 Qual è il tuo concetto di arte?

L’arte è un modo di comunicare diretto, emozionale e sinestesico. Credo che l’arte sia una propensione, un linguaggio che se lo hai dentro ad un certo punto ha urgenza di uscire e manifestarsi al mondo. L’arte è lo strumento con cui prendono forma i pensieri.

L’arte è capace di rendere concreto l’astratto. Ciò che mi piace di più dell’arte è il fatto che è polisemantica: cioè che ognuno, vedendo un’opera d’arte (qualunque essa sia) può darle anche un significato proprio. L’arte è di tutti.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Nei miei progetti futuri c’è un libro, un e-commerce e il desiderio di poter fare tante altre mostre in giro per l’Italia e, chissà, per il mondo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Sentitevi vivi: ridete sempre, fate qualche cazzata se vi va, ma continuate a coltivare la dolcezza.

COLTIVARE ha un’etimologia bellissima: deriva da CULTUS, “spingere l’aratro”, che si congiunge alla radice del sanscrito C’ AL-AYÂMI, “mi muovo”. Da qui CÒLERE che, oltre il senso di “coltivare”, ha un senso morale che significa “rispettare, venerare”, ma anche “abitare, camminare, vivere”.  Perciò, a tutti i lettori vorrei dire: coltivatevi! Rispettate chi siete, abitatevi e procedete sempre avanti.

Cecilia Roda for Siloud

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