InTheArt: Enrico Lunardi, interview

Nome: Enrico
Cognome: Lunardi
Età: 45
Città: Mira (Venezia)
Nazionalità: italiana
Professione: supervisore, artista

enrico lunardi

Abbiamo scoperto Enrico grazie ad uno dei suoi ultimi lavori per Andrea Dal Corso. Le sue opere sono straordinarie. Naturalmente abbiamo deciso di farvelo conoscere. Pertanto, chi sei davvero Enrico?

Sono nato 45 anni fa vicino a Venezia e, dopo un percorso di studi abbastanza travagliato, ho approcciato al mondo del lavoro facendo i lavori più disparati, dal cameriere all’operaio, fino a trovare un lavoro come supervisore all’interno della cantieristica navale. Nulla a che fare con la mia passione che invece da qualche tempo sta prendendo sempre più spazio nella mia vita… insomma, una sorta di Dottor Jekyll e Mr. Hyde!

Quando e perché hai cominciato a creare opere d’arte?”

Il mio interesse per l’arte è sbocciato durante l’adolescenza dove mi ritrovavo a guardare e riguardare le opere di Andy Warhol e di Keith Haring, perdendomi nei colori e nelle ripetizioni di tante piccole immagini, riscoprendo in me la voglia non solo di ammirare ma anche di realizzare “qualcosa”. Solo in età adulta però, probabilmente anche mosso da una irrequietezza interiore che trovava pace nella manualità artigianale, ho iniziato a realizzare queste piccole creazioni che per molto tempo avevano “viaggiato” nella mia mente in modo latente. E ripensandoci, tutto è iniziato volendo dar vita all’immagine racchiusa in una fotografia.

Ti definisci optical artist. Riesci a identificarti totalmente in questa corrente artistica del Novecento oppure ritieni che il tuo stile sia molto differente?

Mi piace definirmi “optical artist” in quanto Optical Art rappresenta sicuramente un’espressione artistica a cui mi sento accomunato. L’utilizzo di elementi geometrici che creano la profondità, e quindi una dimensione che va oltre l’immagine, è l’aspetto fondamentale che caratterizza i miei lavori.

enrico lunardi art

E’ innegabile che l’influsso della Pop Art sia altrettanto presente nel mio lavoro. Ciò che però, penso, lo contraddistingua è l’introspezione del personaggio, il cercare di arrivare all’essenza dello stesso attraverso la giusta combinazione di colori e di forme. 

Usi una tecnica molto particolare e vorremmo scoprire di più a tal proposito. Quali materiali utilizzi?

La scelta del materiale si è evoluta nel tempo. I materiali che utilizzo sono principalmente materiali riciclati recuperati direttamente da me in discariche, come i tasti delle tastiere di vecchi pc, o acquistati come residuo di lavorazione (ad es. la gomma). Il motivo è che ritengo che l’attenzione verso l’ambiente e la cura dello stesso debba essere un punto fermo in qualsiasi cosa facciamo.

La multi cromaticità è un aspetto non sempre apprezzato nelle opere, ma se si guarda un tuo quadro o una tua parete tutto sembra in perfetto equilibrio. Quanto impieghi per realizzarle e quali sono le fasi? 

Elaborare le forme ed individuare i colori per determinare le giuste ombre per dare vita alla persona rappresentata è un’attività che richiede giornate di lavoro, ed è sicuramente la fase più complessa della realizzazione dell’opera.

Operativamente sulla base di una foto rielaboro l’immagine definendo le zone di luce dei soggetti in “settori” ben definiti. Una volta creati i settori scelgo i colori da utilizzare in base alle ombre presenti nella foto il tutto in una sequenza ben precisa.

Successivamente utilizzando il materiale prescelto (gomma, tasti del pc) creo i tasselli da posizionare poi nella zona predefinita creando la profondità.   

Data la tua bravura siamo certi che tante persone ti hanno scelto per realizzare un’opera. Qual è l’esperienza lavorativa che, finora, ti ha maggiormente soddisfatto?

Ho riprodotto molte immagini di personaggi famosi come ad esempio quella di Katy Perry apprezzatissima da molti, ma sono le opere in cui rappresenti il tuo committente quelle che danno la vera soddisfazione, vedere quando scartano la confezione e cogliere la luce dei loro occhi che hai cercato di riprodurre nei quadri. Ecco, quella per me è soddisfazione. 

Come ogni artista anche tu vorrai esprimere qualcosa con le tue opere. Quali sono le sensazioni che cerchi di trasmettere a chi guarda le tue creazioni?

Il centro delle mie opere sono sempre le persone, o meglio il loro volto, questo perché quello che mi cattura negli altri è lo sguardo, sintesi della loro vita e del loro stato d’animo.  Lo sguardo è per me come un profumo, uno schiaffo, una carezza o un bacio delicato, un qualcosa che resta dentro di te anche se non rivedrai mai più quella persona. Ed è quello che cerco di rappresentare nei miei lavori per trasmettere l’essenza della persona colta in un’istante.

Dove si possono trovare le tue opere e commissionarti un lavoro?

I miei lavori sono visibili e commissionabili in Instagram attraverso il mio profilo:  art_enrico_lunardi.

Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?

Artisticamente parlando, il mio sogno è quello di realizzare una gigantografia del volto di una persona sconosciuta e ritrovarla installata in uno di quei parchi che sono nel cuore delle città come New York, Parigi, Berlino… mi ha chiesto un sogno, no?

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Guardando al mio percorso vi dico: “Rincorrete i vostri sogni e fate quello che veramente vi permette di realizzarvi davvero e non abbiate paura di evolvere”. E poi seguitemi su Instagram … ne vedrete delle belle!

Enrico Lunardi for Siloud

Instagram: @art_enrico_lunardi

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