InTheMusic: Starving GOGO, interview

Nome: Flavio          
Cognome: Bissolati
In arte: Starving GOGO
Età: 28
Città: Cremona
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Grandstream, Miss Livoli vs Mr. Carosi (Epic Run), BTZP, We are the Prodigy (smack my bleeps up!), I Poteri degli Antichi
Album pubblicati: L(a)UNCHBOX, KILL YOUR DARLINGS, Virexian OST, discredit denial destroy, Dissing Sterili Contro Oggetti Inanimati (con il progetto Sexy Young Producers), Shiroi Noizu vs Starving GOGO, Ozymandias
Periodo di attività: dal 2014
Genere musicale: Chiptune/Micromusic, Elettronica
Piattaforme: Bandcamp, Spotify, Soundcloud, Deezer, Apple Music, Google Play music, YouTube, Facebook, Instagram

Starving GOGO

Chi è Starving GOGO?

L’alter ego di Flavio Bissolati, che poi sarei io. Un ormai falso-giovane di 28 anni, nato e cresciuto nella grigia cittadina di Cremona, conosciuto principalmente per essere musicista, compositore, aspirante sound designer e quasi-insegnante di teatro.

Perché questo nome d’arte?

Ho sempre avuto una passione per i nomi delle cose. Ogni volta che leggo un nome d’arte o di una band, il titolo di un disco o di una canzone mi chiedo quali significati si possano celare dietro a una cosa che quasi viene data per scontata, avere un nome appunto. Di conseguenza, cerco sempre di trovare nomi e titoli interessanti per i miei progetti e brani. “to starve” è uno dei miei verbi preferiti in lingua inglese e significa “morire di fame”, GOGO invece è preso da Gogo Yubari (interpretata dalla splendida Chiaki Kuriyama) uno dei miei personaggi preferiti di Kill Bill. Le due parole si sono associate in modo del tutto naturale nel mio cervello andando a creare questa immagine di una Gogo Yubari morente in cerca una qualsiasi forma di cibo per sopravvivere.

La scelta di scrivere GOGO tutto in maiuscolo invece è semplicemente per una questione estetica.

C’è qualcosa di specifico che ti ha avvicinato alla musica?

La musica ha sempre fatto parte della mia vita fin dall’infanzia. Sono cresciuto in un piccolo appartamento pieno di dischi e audiocassette, i miei genitori hanno sempre nutrito me e mio fratello maggiore dei più svariati generi, tonnellate di musica classica, cantautori (primo tra tutti Angelo Branduardi), Dire Straits, Vangelis, Queen, Beach Boys, Pink Floyd … giusto per citarne alcuni.

Dai 6 ai 12 anni ho fatto parte di un coro di voci bianche, a 13 anni ho avuto la prima band, poi ho frequentato il liceo musicale condito da svariati progetti di musica e circa 4 anni di orchestra. Si può dire che non abbia mai avuto un giorno nella vita che non fosse in qualche modo incentrato sulla musica.

Quali sono i tuoi riferimenti musicali?

Cerco di prendere spunto da un po’ tutto quello che ho ascoltato e che mi piace. Non ho un genere preferito e anche se dovessi comporre una lista sarebbe assai lunga.

I miei album sono sempre stati decisamente eterogenei, durante l’ascolto si passa da classiche atmosfere vgm (video game music) a momenti dubstep/hardcore, addirittura nell’ultimo disco ho inserito una lunga sezione simil-djent e un breakdown che fa il verso alla trap. Con questo non voglio dire che mi piace mischiare generi a casaccio, ma piuttosto che la chiptune mi ha incoraggiato a ragionare, sperimentare e provare a comporre musica che sia senza genere ma che suoni come un genere a sé stante, come una sorta di neolingua. Un po’ come i Gorillaz nel loro primo disco.

Musica elettronica è sinonimo di sperimentazione, intraprendenza, creatività. Da fuori potrebbe sembrare semplice comporre un brano di questo genere, ma sappiamo che è l’esatto opposto. Cos’è per te la musica elettronica e come definiresti la tua musica?

Mi sono avvicinato alla musica elettronica molto tardi. Confesso che anche io, come molti, sono colpevole di avere pensato che “la musica vera è solo quella che si fa con gli strumenti veri” e boiate analoghe. Crescendo mi sono reso conto di non sapere di cosa stessi parlando. In realtà avevo sempre ascoltato e adorato della musica elettronica senza essermene reso veramente conto, ma si sa che da ragazzini si pensano un mucchio di c*****e.

La musica elettronica è come tutto il resto della musica e come tale mi piace nel momento in cui è fatta in modo intelligente. La chiptune/micromusic è molto particolare ed è caratterizzata dal tipo di strumentazione utilizzata, da cui deriva anche il suo peculiare sound. Comporre delle buona chiptune “standard” non è affatto semplice, soprattutto per le grandi limitazioni di hardware e comporre della chiptune che suoni personale, o addirittura innovativa, è estremamente difficile poiché c’è la tendenza a fossilizzarsi sulla musica da videogiochi o a imitare/copiare i grandi esponenti del genere.

I tuoi brani hanno una particolarità: il Game Boy. Quando hai capito che questo “giocattolo” potesse diventare a tutti gli effetti uno strumento musicale?

Mi sa che vi dovrò parlare un’altra volta di mio fratello maggiore. Siamo cresciuti con le grandi colonne sonore dei videogiochi sparate nei timpani, una delle nostre preferite è di certo quella della prima generazione di Pokèmon (red/blue/yellow) per il primo Game Boy.

Facciamo un salto avanti di circa quindici anni. Siamo a suonare a Brescia a un festival orribile, organizzato malissimo e flagellato dalla pioggia. Una volta finita la nostra performance io insisto per tornare a casa il prima possibile ma mio fratello mi dice: “No , adesso ci fermiamo e ascoltiamo uno che suona con il Game Boy, fidati che è una bomba“.  In quel momento sul palco è salito arottenbit, uno degli artisti leggendari del panorama italiano, accende il Game Boy, dalle casse esce il caratteristico pu-diiinng che mi strappa un onestissimo sorriso… e poi l’inferno. Una fucilata di pura dubstep in pieno volto completamente inaspettata. Mi sono goduto tutto il concerto e ho gridato a mio fratello: “QUESTA ROBA DOBBIAMO FARLA ANCHE NOI!“. E una manciata di anni dopo così è stato.

Siamo curiosi di sapere l’iter che utilizzi per produrre un tuo brano. Quali sono le varie fasi della produzione? Come riesci a comporre un brano con un Game Boy?

La chiptune si può fare con una vasta quantità di strumenti (o per meglio dire non-strumenti) ma qui prenderò in esame solo il Game Boy che, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, non riceve nessuna modifica per diventare uno strumento di composizione. Si possono applicare una serie di migliorie, come la retroilluminazione, di cui il DMG-01 (il classico mattone grigio) è sprovvisto, e una modifica chiamata prosound che limita il rumore di fondo e amplifica maggiormente i bassi, ma non sono affatto obbligatorie.

La vera magia avviene nei software utilizzati per produrre la chiptune. I due più famosi sono LSDj (Little Sound Dj), un tracker con a quattro canali, e nanoloop, un vero sequencer-synth analogico che, a seconda delle versioni, può avere dai tre ai quattro canali e può essere mono o stereo.

Il processo che porta alla composizione di un brano è sempre difficile da spiegare per me perché non seguo mai un procedimento preciso, ogni brano nasce in modo diverso, a volte da una melodia che ho nella testa, altre volte da un’idea di atmosfera in cui vorrei trovarmi da ascoltatore, altre da una sezione ritmica, altre ancora semplicemente giocando con i software, provando a mischiare cose tra di loro, sperimentando facendo il contrario di quello che sei abituato a fare per vedere cosa può saltare fuori. È ciò che chiamo “metodo dell’alchimista” e mi piace molto adottarlo in fase di pre-composizione, soprattutto per quanto concerne la chiptune ma anche per tutto il resto della musica. Una volta che ho trovato suoni e idee a sufficienza inizio a organizzarle, svilupparle e modellarle in una forma precisa.
Quando il processo di composizione è concluso mi assicuro di poter suonare il brano il più possibile anche dal vivo, dopodiché lo registro suonandolo direttamente dalla scheda audio nella mia daw. Io uso Reaper ma ho sentito ottimi album registrati completamente in Audacity. C’è tutto un mondo di soluzioni alternative e ognuno segue un po’ il metodo che preferisce. Infine, avviene la fase di mixing e mastering in tutto e per tutto simile a quella di qualsiasi altro genere di musica.

Abbiamo visto che ti sei ‘stampato’ sul corpo un GameBoy. È molto più di uno strumento musicale per te?

Proprio così. Il Game Boy è diventato un po’ un feticcio per me, o per meglio dire una specie di collegamento tra la mia infanzia e l’età adulta, il perfetto punto di intersezione tra la musica e il divertimento, tra il calcolo e la fantasia. Iniziare a fare chiptune è stata la decisione che ha segnato il momento in cui ho capito che potevo farcela da solo, una dichiarazione di indipendenza dalla musica che avevo conosciuto fino a quel momento.

Molti non riescono a prendere questa cosa seriamente, anzi credono che usare queste console come strumenti sia solo una gimmick e a malincuore devo ammettere che per molti chiptuners è davvero così. Per quanto mi riguarda è tutto l’opposto e trovo molto stupido prendere più o meno seriamente un artista o un intero genere per i mezzi con cui è prodotto. Pensate se un giorno qualcuno dicesse qualcosa come: “Guardate questo suona con una chitarra, che poser” lo prenderebbero per pazzo o per ignorante o per c******e o probabilmente per tutte e tre le cose insieme.

A questo punto vorremmo sapere da te altre due cose: la tua esperienza con La Stanza Appesa e i tuoi progetti futuri. Ti va di dirci di più?

L’esperienza con La Stanza Appesa è stata estremamente positiva e divertente. I ragazzi che si occupano di questo progetto sono dotati di ottime capacità e costituiscono un team forte, preparato e professionale. Si respira un’atmosfera che comunica una fortissima voglia far succedere qualcosa di figo insieme. Spero vivamente di poter collaborare nuovamente con loro in futuro.

Inoltre in questo periodo, tra le mille cose in cui mi sto cimentando, ho iniziato la composizione del nuovo album, che sarà probabilmente un EP di cui però non voglio rivelarvi nulla.

Lo scorso settembre ho suonato allo Square Sounds Festival di Tokyo, evento molto importante per la scena mondiale della chiptune in cui hanno suonato tutti i più grandi esponenti del genere, ed è stata un’esperienza incredibile, nonché il coronamento di un sogno che mi portavo addosso da almeno cinque anni. Vorrei tornarci il prima possibile, con nuove idee, nuovi suoni e nuova musica.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Comincerei chiedendo scusa a tutti quelli che hanno avuto la forza di arrivare alla fine dell’intervista, ho il difetto di riuscire ad essere molto verboso ma vi giuro che è completamente involontario. Inoltre, vorrei ringraziare di cuore per lo spazio dedicatomi e vi lascerei con un invito ad essere sempre curiosi. C’è tutto un universo di nuova musica che ogni giorno nasce e fatica ad emergere dall’underground, artisti dalle idee innovative e dall’incredibile talento che passano inosservati perché “diversi”.

Quindi cercate, informatevi, incuriositevi, lasciatevi stupire. Potreste scoprire la vostra nuova musica preferita.

Sembra un po’ un discorso alla Steve Jobs, ma la differenza tra me e lui è che io non rubo i soldi e le idee ai miei colleghi.

Starving GOGO for Siloud

Spotifyhttps://open.spotify.com/artist/0Y9nTUwmjIMaoOg0RIPhE6
Bandcamphttps://starvingogo.bandcamp.com/
Soundcloudhttps://soundcloud.com/aster_bollocks
YouTubehttps://www.youtube.com/starvingGOGO00
Deezerhttps://www.deezer.com/it/album/103444132
Apple Musichttps://music.apple.com/id/artist/starving-gogo/1465234549
Google Play musichttps://play.google.com/music/preview/Bgihlywsyvvr42rvvyl7hy4bk64
Facebookhttps://www.facebook.com/starvingogo/
Credits: La Stanza Appesa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...