InTheMusic: Gabriele Troisi, interview

Nome: Gabriele
Cognome: Troisi
In arte: Gabriele Troisi
Età: 28
Città: Solofra (AV)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Monelli’s
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Soul/Pop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, YouTube, Deezer, Amazon Music, ecc.

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Chi è Gabriele Troisi?

Sono un ragazzo di Solofra, un paese circondato dalle montagne in provincia di Avellino, e ho 28 anni. Attualmente sono docente in un istituto comprensivo a Sant’Angelo dei Lombardi: quest’anno insegno musica e faccio anche sostegno.

Sei molto dentro la musica, non a caso hai anche frequentato il conservatorio. Come ti sei avvicinato a questo mondo?

In realtà in modo non dico casuale ma molto semplice: quando avevo 7 anni mi fu chiesto se volessi iniziare delle lezioni di pianoforte e io senza nemmeno pensarci troppo risposi di sì. Il modo in cui ho iniziato è stato fondamentale per me perché la mia prima insegnante lavorò tantissimo per “educare” il mio orecchio musicale. Poi vabbè, lei è russa quindi molto old school: vi lascio immaginare i pianti. Qualche volta nel bel mezzo della lezione me ne scappavo pure in camera piagnucolando, dicendo di non voler più continuare. Poi però continuavo, altrimenti non sarei qua.

Ad X Factor 13 ti sei presentato attraverso cover di artisti molto diversi tra loro. Quali sono i tuoi riferimenti artistici?

In quinta elementare volevo essere Adriano Celentano. Poi mio padre ha sempre ascoltato Battisti e lo cantava in giro per la casa. Mentre sbrigava le faccende domestiche “La canzone della terra” era un must.

Quando avevo 14 anni il padre della mia prima fidanzantina, che era nato e cresciuto a Liverpool, si impegnò molto per farmi piacere i Beatles. Alla fine c’è riuscito.
Ricordo che una volta mi fece ascoltare in macchina Helter Skelter chiedendomi “indovina chi sono?” e io ovviamente non indovinai.
Poi mi piacevano tantissimo i Queen perché furono il primo gruppo “rock” che iniziai ad ascoltare grazie ad una cassetta di mio padre che mia sorella aveva trovato per ripassare alcuni brani del suo saggio di danza, ma adesso voglio essere Liam Gallagher.

Come descriveresti la tua musica?

Sincera.

Ci ha colpito molto la frase del video di Rose Viola sulla pagina ufficiale di X Factor: “Se avessimo avuto un euro per tutte le volte che l’ansia ci ha portato a fare delle cose bellissime come la performance di Gabriele stasera, saremmo poverissimi perché non succede mai”. Qual è il tuo trucco per emozionare chi ti ascolta?

Nel programma in cui sono stato si parla molto di “storia da raccontare” però credo che alla fine se si ha davvero una storia da raccontare, e che è stata vissuta intensamente, non la si senta tanto nelle parole che precedono una tua esibizione ma soprattutto nella propria voce quando si sta cantando. Io credo che le persone questa cosa la percepiscano, quindi un trucco non c’è. Se si è vissuto esce fuori, da qualche parte, nella propria voce.

Vorremmo sapere di più sulla tua partecipazione ad X Factor: com’è stata questa esperienza?

Come tutte le esperienze, ci sono state delle cose belle e delle cose meno belle. Considero un po’ tutto un’esperienza, anche fare colazione a Bari con Nello insieme a dei pescatori, fumando e bevendo una peroni ghiacciata.
La particolarità di questo tipo di esperienza è che non è dato a tutti poterla vivere, magari per questo viene vista come “eccezionale”. Io ho cercato di vivermela ricordandomi del “quotidiano”, sarà per quello che sono sembrato un po’ strano.

Sicuramente è stato positivo poter arrivare a più persone rimanendo comodamente a Solofra.

Da poco è uscito il video del tuo singolo “Monelli’s”. Come lo hai realizzato?

Abbiamo filmato alcuni ragazzini e bambini che frequentano la scuola dove lavoro con la videocamera che mio padre usava per riprendere le recite che facevo da piccolo. L’idea mi è venuta in mente proprio grazie a loro perché una mattina a scuola li ho trovati ad ascoltare e cantare il pezzo in classe.

Poi Sabrina, che ha ripreso il tutto, è stata super a cogliere i momenti giusti, perché ovviamente i bambini sono i migliori, fanno quello che gli va di fare.

Cosa ne è rimasto degli EX?

Il nostro disco “Bumaye”, uscito poco più di un anno fa. Per il resto, è più un problema nomenclatorio che altro. Lo stesso primo singolo è stato praticamente suonato da quasi tutta la formazione live degli EX.

Se prima le mie canzoni finivano sotto questo nome, adesso ho deciso di metterci il mio nome e il mio cognome ma continuando a lavorare con gli amici di sempre, che mi hanno sempre incoraggiato e dato una grandissima mano.

Stai già lavorando a qualcosa di nuovo?

Sì, un nuovo singolo. Al momento sono concentrato il più possibile sul far uscire nuovi pezzi e quindi sullo scrivere e andare in studio.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Vi voglio bene.

Gabriele Troisi for Siloud

Credits: RC Waves

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