InTheMusic: Penso che si (possa fare), Clied

[Pop, 2020]

PeNSO CHE SI (POssA FARE) è il nuovo brano di Clied, giovane autore e cantante viterbese.

Il giovane artista si è affacciato alla musica studiando canto, sviluppando poi una passione per generi come il pop, il rock e il funk. Ad oggi produce musica, una musica ‘interiore’, frutto di un continuo dialogo con sé stesso tramite i tanti e differenti stati d’animo che condizionano la sua vita, tante scelte da prendere e mai monocromatico.

Questo brano, all’apparenza leggero, è accompagnato da una malinconia costante. Il testo è un continuo constatare la realtà dei fatti, quella stessa realtà tormentata a causa dell’amore, e le sonorità sono in continuo evolversi.

Clied, penso che si

Alessandro ci ha detto qualcosa in più, sia per quanto riguarda la produzione che per quanto riguarda gli intenti del brano.

Qual è lo stile del brano e a che genere musicale lo si può accostare?

Il brano può essere definito pop, con degli accenni al rap nella seconda strofa. La volontà era quella di creare un pezzo “istantaneo”, che potesse arrivare subito all’ascoltatore ma che allo stesso tempo contenesse un messaggio malinconico tra le righe.

Perché questo brano, in qualche modo, apre un nuovo capitolo della tua vita?

Questo brano apre un nuovo capitolo musicale e personale della mia vita perché rappresenta un punto di rottura tra il mio passato ed un futuro che si avvale delle varie esperienze, negative e positive, che ho vissuto nell’ultimo anno.

La sonorità molto “happy” va in contrasto con l’aria malinconica del pezzo. Un amore che finisce, ma che poi ritorna e tormenta… giusto?

E’ un brano apparentemente leggero che porta con sé una malinconia costante e l’incertezza di un amore finito ma che non riesce a scomparire del tutto. Il testo è una constatazione della conclusione con la promessa finale di continuare a soffrire facendo finta di sorridere (ci risentiamo presto).

Il pezzo ha una sonorità ragionata per tre diversi momenti: come cambia questa con lo sviluppo del brano?

La sonorità del pezzo si divide in tre diversi momenti: l’impulsività ingenua del ritornare sui propri passi guidata dal sogno di poter rivivere un amore ormai finito (strofe),  il conflitto tra realtà e sogno/aspettative (pre-ritornelli) e la presa di coscienza della realtà (ritornello) che alla fine viene sovrastata dalla promessa di ripetere il tutto in futuro dando l’impressione che non esista vera fine a tutto questo.

Cosa rappresenta l’artwork del singolo?

La copertina raffigura un’anemone epatica su uno sfondo bianco (purezza e ingenuità).

L’anemone è un fiore leggermente tossico che rappresenta l’effimero, l’abbandono, una speranza mal riposta e il senso di trascuratezza. Nella mitologia greca è un fiore condannato a perdere i suoi petali prima della primavera e dello sbocciare degli altri fiori.

La copertina è un dipinto realizzato da Ilaria Massera, che sta seguendo gli artwork di tutto il progetto.

Quali sono le persone che ti hanno aiutato nella produzione del singolo?

Il testo è stato curato da me, la composizione e l’arrangiamento è ad opera mia e del mio team di produzione: Matteo Gullo, Gianmarco Pandolfi, Alex Natalini con l’aiuto di  Niagara per pre-produzione e arrangiamento.

A quando il prossimo singolo?

Ci risentiamo presto!

Clied, penso che si artwork

PeNSO CHE SI (POssA FARE) è davvero un bel brano. Molto forte la sonorità e molto bello il racconto. Restiamo in attesa di novità di Clied!

AD

Credits: Paolo Canto

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