InTheMusic: wLOG, interview

Nome: Giangiacomo
Cognome: Massa
In arte: wLOG
Età: 39
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Osmosi, Dispetti di carta, Biglie, T S O, Un colpo solo
Album pubblicati: wLOG (2018)
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Itpop, Indie
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

wLog

Chi è wLOG?

Sono un uomo di Milano che ha viaggiato molto e che ha vissuto molti momenti della musica italiana, sia da autore che da ascoltatore. Mi sono trasferito in una baita di alta  montagna alcuni anni fa da dove seguo le mie attività professionali e artistiche. Vivo una vita intensa, direi romanzesca, da sempre ispirato e vulcanico. Ho deciso di pubblicare anche per l’insistenza degli affetti vicini. Non cerco notorietà, starismo o successi economici. Sono solamente voglioso di divulgare, raccontarmi, sperimentare e distogliere.

Qual è il significato del tuo nome d’arte?

wLOG è un acronimo che mi porto sulla pelle da molti anni, per il momento secretato. Nel tempo ho scoperto che wLOG ha significati multipli. Il più affascinante è che in matematica il wLOG è una dimostrazione, applicabile per simmetria a tutti i casi,  che restringe la premessa ad un caso speciale. Oltre ciò, come un vLOG, il progetto è una finestra su di me.

Tutto è cominciato all’età di 8 anni grazie ad una chitarra. Come si è sviluppato successivamente il tuo rapporto con la musica?

La chitarra mi ha chiamato dal silenzio di una casa. Anche lei un po’ sola. Ci siamo fatti compagnia. Sono stato poi menestrello per gli amici. Spacciatore di testi e musiche per artisti poiché lontana da me l’idea di portare al pubblico un impulso fisiologico non reprimibile, ma che non sempre gestivo con equilibrio. Ora che ho cominciato a divulgare e pubblicare mi sento davvero felice. La musica che creo è sempre stata la mia medicina.

Hai percorso vari momenti musicali, tra cui il prog, il punk, l’elettronica, l’indie e il pop. Con riferimento ad ogni genere, quali sono stati gli artisti che più ti hanno segnato?

Difficilissimo rispondere perché ho sempre creduto che nelle mie ispirazioni ci sia qualcosa di davvero personale. Se canto una delle mie prime canzoni d’amore, avevo 10 anni e lei mi disse “che genere è?”, ritrovo qualcosa che c’è anche in quelle di oggi. In ogni caso Prog dico Genesis, Rush, PFM, Area; punk dico NOFX, Sex Pistols, Ramones; per l’elettronica dico Battiato, Alberto Camerini, BluVertigo, Daft Punk, Phoenix; per l’ndie anni ’90 sarebbe un elenco lunghissimo fuori Italia. In Italia per l’indie dico Baustelle. Il pop per me è stato importante. Sicuramente inserisco musica autorale come quella di Vecchioni e Lauzi, ma anche quella più attuale come la musica di Cremonini.

La tua musica vuole, in qualche modo, trasportarci verso il futuro: è questo ciò che vuoi trasmettere a chi ti ascolta?

Ogni canzone vuole trasmettere il proprio sentimento intrinseco. Ogni canzone ha il suo messaggio. Il sound sul quale sto lavorando è volutamente una fusion tra elettronica, e non solo, che possa in qualche modo rendere la canzone trasversale al tempo e alle mode. Un progetto ambizioso , ma fatto con tanta umiltà e un po’ di follia.

“Un Groove familiare, ma allo stesso tempo lontano da ciò che si è abituati ad ascoltare”: è questa la definizione di ciò che fai?

Le canzoni quando nascono sono qualcosa di spiazzante. Ho visto artisti strabuzzare gli occhi con quel senso di “strana, ma bella”. Ho cercato di creare un sound adatto. Dare alle canzoni il giusto abito. Certamente il processo creativo rifugge ogni imitazione o emulazione dei trend di mercato. Incluso il metodo di scrittura e il concept.. Mi sono reso conto con il brano Pirlo che qualcosa stava riuscendo..

Il tuo sound, definito dalla critica “switch pop”, è frutto di miscele di suoni provenienti dal synth, dal clubbing e dall’edm. Da cosa parti per creare un tuo brano?

Sì, bello! Anche se andrebbe bene pure …… Pop. Il  primo target era sperimentare ed essere ascoltato allo stesso tempo. Parto dalla canzone che solitamente nasce da intuizioni spesso quotidiane. Chiaramente con Un colpo solo per la prima volta ho canalizzato l’ispirazione verso il sound. Il processo creativo è in genere poco ortodosso

Dopo aver esordito come solista nel 2018, nel 2019 esce il tuo primo album “wLOG”. Come nasce questo progetto?

Sinceramente avevo tantissime canzoni. Non sono ancora sicuro di avere scelte le migliori. Per me questo è complicato. Se non lavoro subito la canzone lei stessa  finisce in un cassetto della scrivania e del cuore. Ho colto l’occasione dell’ album per iniziare a sperimentare i suoni. Con Pirlo ho guardato qualcosa di Osmosi. In quella produzione ho capito che stavo facendo qualcosa. L’album è stato chiuso davvero velocemente. In ogni caso sono abbastanza soddisfatto del lavoro.

Hai dei progetti per il futuro per il futuro?

Uscirà in primavera un EP sul quale sto lavorando. Un sogno questo momento. Spero anche in live che facciano good vibration. E poi …..

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Grazie di essere qua!

wLOG for Siloud

Credits: Ufficio stampa Astarte Agency

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