InTheTrip: Babele Errante, interview

Nome: Mattia
Cognome: Melegari
Età: 28
Città: Parma
Nazionalità: Italiana

Nome: Francesca 
Cognome: Paterlini
Età: 28
Città: Parma
Nazionalità: Italiana

Sito: www.babelerrante.com

 

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Babele Errante è una storia firmata Francesca e Mattia. Sarebbe riduttivo cercare di spiegarvi in poche parole il loro viaggio e quindi abbiamo deciso di fargli un po’ di domande per voi. Quindi ragazzi, prima di raccontarci il vostro progetto parlateci di voi!

E’ complicato chiederci di raccontarci. Ventottanni, Parma e cos’altro..?

Diciamo che amiamo definirci viandanti cantastorie da quel lontano giorno in cui abbiam capito che solo attraverso il diverso avremmo potuto completare noi stessi.

Iniziammo così un lungo viaggio e in quel peregrinare Babele da idea divenne realtà. Crediamo nell’imprevidibilità e ben poco nell’identità. Nel sorridere alle vulgate, sfuggiamo alle ovvietà. Dis-armonici a prescindere, crediam bene che la forza e la convinzione nelle proprie idee risulteranno sempre e per sempre gratificanti. Ancor più se avanzate col sorriso!

E allora eccoci qui, Francesca e Mattia. Mattia e Francesca.

Come nasce il vostro progetto Babele Errante?

Sulla via del ritorno di ogni viaggio v’era una consuetudine.

«…e qual è la cosa che ti è piaciuta di più?».

Mai negl’anni è stato menzionato un piatto tipico, una spiaggia onirica o le rovine d’una cattedrale. Quel qual“cosa” che ci colpiva l’animo non era una cosa bensì l’incontro con una persona, il confronto umano, la condivisione del tempo e di un sorriso. Un progetto nato e costruito sulla volontà di raccontare le sfumature esperienziali di un viaggio. 

Babele Errante nasce in parola, si sviluppa su carta, cresce sul web e un giorno tornerà ad esser parola in voce a un cantore. Ma di questo proveremo a parlarvene qualche domanda più in là…

Quali sono le rubriche che i lettori possono scoprire su www.babelerrante.com?

Una bandiera per tovaglia. Pachamama. I.T. Itinerari Temerari. Tre rubriche solo per citarvene alcune. Ricordi arrugginiti di persone dimenticate. Storie di vita quotidiana. Incontri di viaggio, sguardi e emozioni. Tematiche tra loro distanti ma indiscutibilmente essenza di viaggio.

I vostri racconti sono davvero entusiasmanti, tra le righe si leggono pensieri, emozioni, sensazioni. Come decidete cosa raccontare e cosa, invece, lasciare all’immaginazione del lettore?

Cerchiamo spesso di raccontare di quelle sottili diversità che si scoprono solo trovandosi stranieri, forzatamente messi a confronto con differenze e assonanze tra culture. Crediamo così tanto nel diverso che lo intendiamo sempre più spesso come uno stimolo all’immaginazione e al confronto. Scegliamo di raccontare tutto quel che è necessario al lettore per immaginarsi in contesti insoliti e volutamente borderline. Quel che basta per ascoltare nuove voci alle volte indispensabili per generare una riflessione.

Qual è stato il primo viaggio che avete deciso di raccontare e perché?

Senz’ombra di dubbio il nostro racconto è iniziato laddove Babele Errante ha preso forma.

“… era un venerdì sera. Una valigia, 4 ruote e due persone pronte a scoprire quel piccolo mondo chiamato Balcani. Parole su parole. Risate e chilometri. La Bosnia ci aspettava e la nostra fantasia provava a costruirla prima di conoscerla. La immaginavamo spoglia. Segnata da una guerra ancora troppo vicina. La credevamo forte e trascinante come le note del suo Goran Bregovic. Folle come l’immaginazione cinematografica del suo Emir Kusturica.  A tratti surreale e grottesca. 

Era finalmente arrivato il momento di viverla la stravaganza balcanica…”

Come scegliete le mete da visitare? 

Leitmotiv dei nostri viaggi è l’esperienza on the road. Macinando chilometri di strade si ha la possibilità di attraversare i paesini più sperduti, assaporare pasti alle tavole più genuine, conoscere persone non assuefatte dalla presenza del turista. 

Facciam corrispondere a una buona dose di cultura una parte di natura, forse per riconciliarci con la parte più atavica del nostro io. La serenità che trasmette una pianura sconfinata, un bosco fitto o un mare rabbioso deve necessariamente avere una qualche forma di connessione con i bisogni più antichi che ci ha trasmesso l’evoluzione. Marocco, Azzorre, Giordania… se ci fermiamo a pensare ai nostri ultimi viaggi, natura, cultura e umanità si sono fatte meravigliosamente un tutt’uno.

Preferite le città “turistiche” oppure vi piace scoprire luoghi inesplorati?

Entrambe. Con le loro peculiarità spesso opposte ma alle volte molto simili. Non è la città in sé a far la differenza quanto il volere del viaggiatore di intraprendere un percorso volto maggiormente alle esperienze indipendentemente dalla destinazione. In grandi metropoli vivono piccole realtà capaci ancora di farti assaporare le tradizioni di una nazione e a contrappasso in luoghi inesplorati non è così impossibile veder attività volte più a snaturare la semplicità che a valorizzarla.

Quali sono vostri progetti per il futuro?

Ci piacerebbe dar forma sonora alle parole che scriviamo. Una voce fuori campo creatrice di immagini. Un ascolto immaginifico volto a superare le barriere che per certuni la lettura impone. Un vortice di parole accompagnato dal vociare di un bazar, dal vento del deserto e da tutte quelle sfumature sonore registrate durante un viaggio che sempre più spesso rischiamo nel tempo di dimenticare. Non vorremmo scivolare nell’egocentrismo più ignobile ma a noi par essere proprio un bel progetto futuro!

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Parliamo, confrontiamoci, condividiamo un progetto. Perché non è poi la parola un incredibile simbolo d’umanità? Babele Errante è un bazar dalle infinite possibilità, domande e proposte. Un’opera teatrale a cielo aperto dalla trama imprevedibile e multiforme. Pensi che non abbiamo molto in comune? E’ proprio questo il motivo che renderà unico il nostro progetto! Vi aspettiamo nella rubrica viaggi di Siloud e su www.babelerrante.it di per parlare di tanto e ancor di più.

Babele Errante for Siloud

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