InTheMusic: In June, interview

Band: In June
Componenti: Dan, Pierpaolo, Mara
Età: 22, 30, 31
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Years
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: Alternative Rock
Piattaforme: Spotify

In June

Chi sono gli In June?

Gli In June sono Daniela (cantante e chitarrista), Mara (batterista) e Pierpaolo (bassista), tre appassionati di musica che si sono ritrovati a suonare insieme e a mettere su un gruppo di musica originale.

Tutti veniamo da altri progetti, alcuni anche condivisi, ma in un certo senso tutto ciò che avevamo sempre fatto prima ci ha portati a intraprendere questo percorso insieme. Viviamo tutti e tre a Roma e alterniamo le prove live a sessioni di registrazioni in casa per dare forma alle nostre canzoni.

Perché avete dato questo nome alla band? 

Per noi questo nome, oltre ad essere molto evocativo, ha anche un significato importante in quanto il nostro primo live come band ha avuto luogo proprio nel mese di Giugno, che rappresenta quindi la nostra nascita.

Come nasce l’idea di creare una band?

Avevamo in comune la passione per gli stessi artisti e abbiamo iniziato a suonare cover per divertimento. Quando poi le cose hanno iniziato a farsi più serie, e sono arrivate le prime serate e i primi contest importanti, abbiamo deciso di chiamare un amico di vecchia data, Pierpaolo, per unire le forze e creare una band vera e propria, con un’impronta più originale. E da qui nascono gli In June.

Ad ascoltarvi si avvertono i riferimenti alla musica contemporanea europea, spaziando tra l’alternative rock, il pop, l’elettronica e il downtempo. Quali sono gli artisti che più influenzano il vostro approccio alla musica?

La nostra musica è influenzata da stili e generi differenti ed è proprio questa mescolanza che rende il nostro sound particolare e differente. Tra le nostre ispirazioni ci sono artisti come Placebo, Aurora, The XX e Daughter.

Voce cupa e profonda e musicalità intensa, melodie decise e parole al posto giusto. Come definireste ciò che fate?

Solitamente quando scriviamo trattiamo tematiche a noi care, soprattutto esperienze e sensazioni personali. Non c’è un messaggio in particolare, quello che speriamo è che la nostra musica faccia provare qualcosa a chi la ascolta e che le persone si possano immedesimare e sentirsi meno sole.

È appena cominciato il vostro percorso nella musica sotto il nome di “In June”. Parlate di “inizio della nostra ricerca”: cosa significa?

Abbiamo sempre portato avanti questo progetto come un qualcosa che ancora stava prendendo forma, era come se cercassimo una veste adatta da poter mantenere e in cui stare comodi. Abbiamo sperimentato tanto, preso varie strade, ci siamo arricchiti e abbiamo lasciato qualcosa alle nostre spalle, e penso che questa “ricerca” sia proprio la sintesi di tutti questi aspetti e di tutte le esperienze acquisite in precedenza. Siamo arrivati ad un punto e da qui ora dobbiamo evolverci e trovare una lunghezza d’onda su cui rimanere ma anche spaziare in modo da soddisfare la nostra necessità di espressione.

Online, per il momento, avete un solo brano: Years. Come nasce?

Il brano nasce chitarra e voce e viene poi arrangiato prima da noi tre in sala prove e poi acquisisce la sua forma attuale grazie alla produzione di Pop Up live sessions

La canzone parla di quando, in seguito alla rottura di un rapporto, si passa un momento di  sconforto che però nasconde sempre la speranza di riuscire a non far dissolvere il legame con l’inevitabile distanza creata dal progredire del tempo. E infatti il sound del brano rispecchia molto questo mood malinconico e cupo.

Siete romani ma la vostra musica si discosta molto dalla scena indie della vostra città. Tra l’altro, anche la scelta di cantare in inglese vi spinge molto oltre Roma e molto oltre l’Italia, dandovi un tocco di internazionalità (lo stesso che si avverte anche dal sound che state ricercando). Perché la scelta di cantare lingua inglese?

Quella di scrivere le canzoni in inglese più che una scelta è un istinto naturale, in quanto i nostri ascolti sono sempre stati prevalentemente internazionali e soprattutto anglosassoni, per cui ci viene naturale ricreare un sound affine.

Il vostro primo brano è davvero ben fatto, ci piace molto il modo con cui vi siete approcciati alla musica e abbiamo avvertito la ricerca che ne è alla base. Siamo certi che i progetti a cui state lavorando sono molti… li vedremo presto online? 

Certo! Siamo già a lavoro sul nostro secondo singolo che uscirà a breve su tutte le piattaforme. Abbiamo ancora molte cose da condividere con voi!

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Grazie per aver dedicato del tempo a leggere questa nostra intervista. Inviateci dei feedback, dei pensieri sulla canzone e la vostra opinione. Ci piacerebbe tantissimo!

In June for Siloud

Credits: Ufficio stampa Astarte Agency

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