InTheMusic: Ero Iride, interview

Nome: Daniele
Cognome: Mosera
In arte: Ero Iride
Età: 33
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Come una Stronza
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Pop, Indie, Cantautorato
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Ero Iride

Chi è Ero Iride?

Mi chiamo Daniele e vengo da Roma, nato e cresciuto nel quartiere Aurelio. Lavoro come grafico pubblicitario e nel tempo libero mi dedico alla musica a 360 gradi, ascoltando, suonando e componendo.

Cosa rappresenta questo tuo nome d’arte?

Il mio nome  iniziale era “Iride” collegato proprio alla parte anatomica. Come si suol dire: gli occhi non mentono mai, ed è vero… Ciò che vorrei poter fare consiste nel comunicare storie vere, passate, presenti e anche future, semplicemente condividere con chi ascolta qualcosa che per me è stato importante e nel quale molti potranno rivedersi.

Poi ho scoperto che il nome Iride era già stato utilizzato da un’altra band, quindi da qui “Ero Iride” appunto perché  ero Iride, ora non più.

C’è qualcosa che ha segnato il tuo legame alla musica?

Io respiro musica dai tempi del liceo, quando imparai a suonare la chitarra; dopo cinque anni ho iniziato ad usare dei DAW per produrre musica dubstep/elettronica. Ho avuto esperienze in diverse band romane, ma ora ho preferito uscire con il mio progetto solista. Ho abbandonato tutti e mi sono messo a scrivere, suonare, arrangiare, tutto da solo.

Tutto ciò che hai visto girando il mondo è stato tradotto in musica. Ciò che fai, insomma, è raccontare le tue esperienze e la tua vita, giusto?

Sì, parlo della mia vita in primis, inserendo all’interno esperienze di viaggi fatti. La mia musica è un’ondata di emozioni e storie, immagini che tutti prima o poi vedremo e sentiremo. Mai reprimere nulla e questo è quello che voglio fare: far capire che c’è sempre un periodo dove tutto sarà sereno, bisogna solo non aver fretta, vivere per il gusto di farlo e non perché lo fanno gli altri; insomma, molte cose complicate da dire ma rese immediate una volta tradotte in musica.

Il mondo indie-pop contemporaneo ricalca, in qualche modo, il tuo modo di fare musica. Quali artisti ascolti generalmente?

Attualmente ascolto autori come Battiato, Rino Gaetano, Nada, ma sono anche un grande fan di Porcupine Tree, The cure, The libertines, Smashing Pumpkins, Placebo e molti altri grandi artisti del panorama rock. Per quanto riguarda l’indie-pop italiano apprezzo molto i Gazebo Penguins,  I Cani, Rappresentante di lista e altri.

Quello che sei oggi è il frutto di un percorso di vita e di un percorso nel mondo della musica. Come sei arrivato a questo punto?

Prima vedevo la musica come un gioco, della serie creo una traccia, la metto su Soundcloud e faccio il fenomeno con gli amici, ora invece è diverso: scrivo una canzone, la arrangio trasformandola in note e creo qualcosa da far ascoltare agli amici. Se ritengo di aver fatto un brano valido, beh, lo sviluppo professionalmente.

Diciamo che mi diverto seriamente, nonostante abbia già 9 brani prodotti e pronti, continuo a produrre cose.

Online non siamo riusciti a trovare molto tuo materiale, ma siamo certi che tu non sia alle prime armi. Quali sono le tue esperienze passate nel mondo della musica?

Ovviamente alle prime armi no, ma alle seconde/terze sì. Non mi va di mentire né di fingermi un esperto di tutto, producing, mixing, distribuzione, pentagrammi musicali e chi più ne ha più ne metta. Ormai sono anni che da autodidatta ascolto dischi e suono cover, ho avuto progetti musicali ormai chiusi e quindi ho deciso di immergermi nel mio progetto solista, mettendo tutto quello che ho imparato e visto.

“Come una stronza” è il tuo primo brano e ricalca una storia vera. Tra sonorità indie più moderne e pop dei primi anni 2000, quello che sei riuscito a creare è un sinth pop disarmante e pungente. Di cosa si parla?

Questa canzone nasce da una storia vera. Parla di una ragazza rinchiusa nella sua comfort zone che non riesce a sbloccare la situazione e prendere in mano la sua vita. È praticamente una s*****a, s*****a con sé stessa e con le persone che vogliono aiutarla.

Spesso pensiamo che soffrire è negativo e facciamo di tutto per non soffrire, dimenticando che nella vita c’è anche una cosa chiamata piacere… piacere di star bene in questo caso, che molti danno per scontato, non si avrà più perché già avuto in passato. Si ha paura di cadere nel vuoto, rischiando lo schianto, non pensando che dopo ci aspetta la risalita e sarà difficile ma dopo ci sarà quel “piacere di star bene” che tanto volevamo. Niente è gratis, bisogna guadagnarsi il piacere di stare bene. Quindi non fate gli s*****i, prendete in mano le vostre vite.

La canzone è stata scritta e composta in una notte. Praticamente si è scritta e suonata da sola, giuro.

Presto ci saranno molte novità riguardo Ero Iride: ti andrebbe di anticiparcene qualcuna?

Sì, per ora uscirà questo singolo e più avanti rilasceremo altre tracce già pronte per il lancio. Abbiamo pronto anche un video.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Non vorrei aggiungere nulla per non annoiare nessuno, posso solo suggerire di ascoltarmi, mi troveranno molto spontaneo e autentico.

Ero Iride for Siloud

Credits: Giorgia Groccia

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