InTheArchitecture: Barbara Esposito, interview

Barbara è un’architetta con tante passioni. Definisce il suo blog un “esercizio di ricerca del bello”. Baliz Room nasce, infatti, durante un periodo un po’ critico della vita di Barbara, per una necessità fortissima di condividere tutto quello che scopriva e che la ispirava. La passione per la creatività e la “progettazione” sono cose che le appartengono da sempre. Oggi abbiamo deciso di intervistarla per voi e farvi conoscere il suo mondo. Presto vedrete nuove collaborazioni di Siloud con Barbara.

Nome: Barbara
Cognome: Esposito
Età: 31
Città: Piacenza
Nazionalità: Italiana
Professione: Architetto e Interior Designer
Siloud foto - 01

Ciao Barbara, parlaci di te!

Ciao a tutti! Mi chiamo Barbara, sono un’architetta che ama scrivere sul web, smanettare con i programmi di grafica e scattare fotografie. Vivo a Piacenza, città che mi ha già accolta durante gli anni universitari, ma sono originaria della provincia di Napoli. Non contenta del cambio sud-nord, sono partita per Doha, in Qatar, dove ho lavorato per uno studio di architettura come interior designer, specializzandomi nella progettazione di interni di lusso. Questa esperienza ha avuto un impatto molto forte sulla mia idea di progetto e sui miei interessi, e ne condivido ispirazioni e influenze sul mio blog, Baliz Room.

Prima di tutto, quando è nata la passione per l’architettura e il design?

La passione per la creatività e la “progettazione” sono cose che mi appartengono da sempre. Da piccola disegnavo città immaginarie e da adolescente ho schizzato centinaia di abiti immaginandomi stilista di moda, infatti per un periodo ho pensato che sarebbe stata quella la mia strada…ero convintissima!

Poi per puro caso, (erano i primi anni 2000 – sì suona molto da anziani!) iniziai a giocare a The Sims: tutti si divertivano a creare le famiglie, a far vivere quei personaggi nel gioco…io no. A me piaceva molto di più costruire le case, le arredavo, creavo combinazioni di stili, accostavo colori, sperimentavo la mia creatività. Può suonare come una storia un po’ stramba, ma quei primi passi in un gioco virtuale mi hanno permesso di capire cosa mi piacesse veramente e così sono approdata alla facoltà di Architettura del Politecnico di Milano.

Dalla storia dell’architettura alla pragmatica scienza delle costruzioni, passando per l’arte moderna, le regole compositive e le idee dei maestri architetti del passato, ho raccolto suggestioni e nozioni che uso tuttora come strumenti che mi fanno guardare al mondo e alla progettazione in modo nuovo ogni giorno

Di cosa ti occupi con il tuo lavoro e qual è l’esperienza più gratificante finora?

Come architetto e interior designer mi occupo della progettazione di spazi abitativi a livello funzionale e tecnico e della loro caratterizzazione. Aiuto le persone negli aspetti più pratici, studiamo insieme le proporzioni tra gli ambienti, la circolazione e le possibili soluzioni tecniche, con una grande dose di creatività e immaginazione quando si scelgono le finiture, gli arredi e tutti gli elementi che fanno diventare questi spazi una vera e propria “casa”. Di volta in volta, a seconda del cliente e della sua idea di abitare, come architetto devo considerare tutte queste componenti e nessun progetto sarà mai uguale all’altro. La cosa più difficile è sicuramente trovare un equilibrio tra funzionalità ed estetica, tra quello che vorrebbe il cliente e quello che si può effettivamente fare, ma quando chiudi un progetto la soddisfazione è sicuramente grandissima nonostante le difficoltà incontrate lungo il percorso!

Il periodo di circa due anni presso uno studio di architettura a Doha è stato determinante per la mia formazione perché mi ha dato le basi pratiche e teoriche per affrontare un progetto. Lavorare su una serie di ville private di famiglie arabe mi ha aperto un mondo prima sconosciuto: materiali nobili come marmi e onici, sete e velluti pregiati, brand italiani di lusso sono diventati elementi familiari che usavo tutti i giorni nel mio lavoro per ricreare uno stile contemporaneo e raffinato. Questa esperienza con tutte le sue peculiarità ha influenzato la mia idea di progettazione e i miei gusti e ha lasciato il segno anche sui contenuti del mio blog.

Hai anche un blog. Quando e come è nata l’idea di raccontare le tue passioni?

Baliz Room nasce durante un periodo un po’ critico della mia vita, per una necessità fortissima di condividere tutto quello che scoprivo e che mi ispirava. Sono molto curiosa di natura e avevo bisogno di dare più risonanza alle mie scoperte, anche se prima di cominciare ho dovuto fare i conti con la mia parte più timida e riservata perché iniziare a scrivere significava in un certo senso anche espormi.

Nel primo post online ho definito il blog un “esercizio di ricerca del bello” perché credo molto nel potere che ha la bellezza nella vita delle persone, che sia essa estetica e palpabile, ma anche concettuale ed eterea. Così è stato molto naturale scegliere come temi l’architettura e il design, che insieme alla loro fisicità trasmettono anche emozioni e idee, e affiancarli a racconti di fotografia che ci permettono di guardare le cose con occhi diversi dai nostri, quelli del fotografo.

Non solo architettura e design nei tuoi articoli e post: parli anche di moda, materiali, luoghi. Cosa vuoi trasmettere ai lettori con il tuo feed?

Come ho raccontato, non sono per niente una persona “monotematica”, anzi mi appassiono a tante cose contemporaneamente, per un periodo avevo addirittura iniziato a studiare il finlandese per una mera voglia di novità! Penso che lasciarsi contaminare da ambiti diversi dal proprio possa dare un grande contributo non solo alla propria attività professionale ma anche alla propria vita: il mio feed è il riflesso sfaccettato di quello che c’è dentro di me, uno sconfinato caleidoscopio di contaminazioni. Il fil rouge tra tante cose diverse è la scrittura, il raccontare luoghi, dettagli, situazioni che mi hanno lasciato qualcosa dentro.

Tra le tante cose di cui ti occupi ci hanno colpito le tue foto. Cosa rappresenta per te la fotografia?

Ammetto che è una domanda un po’ difficile, spero di riuscire a spiegarmi! Per me la fotografia è uno strumento espressivo molto personale, ancor più delle parole. Pensiamo per un attimo alle cose che potrebbero essere fotografate in una stanza, in un edificio, in una città…sono tantissime. Quando fotografi qualcosa la stai scegliendo, tra tante, e quella scelta parla al 100% di te, non c’è scampo.

I miei soggetti preferiti sono da sempre le città e le loro architetture, mi piace soffermarmi sui dettagli che le rendono uniche, in una continua ricerca di qualcosa che potrebbe essere passato inosservato. Con la fotografia posso trasformare questa pratica di osservazione così intima in qualcosa da condividere con le persone che mi seguono.

Siccome non mi bastava solo scattare foto, per tre anni ho scritto per un portale internazionale di architettura in cui mi occupavo proprio di fotografia di architettura. Questo mi ha permesso di incontrare, anche se solo virtualmente, dei bravissimi fotografi di cui ho raccontato i progetti, le idee e i linguaggi. Un’esperienza bellissima che mi ha fatto innamorare ancora di più di questa arte e che mi ha portato anche a dedicarle una sezione del blog

Cosa hai in programma per il futuro?

I progetti per il futuro sono un paio, giusto per non smentire la mia natura polivalente! Sicuramente lavorerò affinché la mia attività di progettista possa crescere anche qui in Italia, poi mi piacerebbe molto ricominciare a scrivere online per qualche testata e coltivare collaborazioni con blogger del mio settore. Un altro bel progetto sarebbe quello di insegnare storia dell’arte, non è semplice ma ci sto lavorando e spero si realizzi.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Una cosa che mi sento di dire è sicuramente “COLTIVATEVI”, nel senso di prendervi cura di voi stessi attraverso le cose che vi fanno stare bene e in cui credete. Non sembra niente di nuovo, però a me è capitato spesso di perdere la bussola e in quelle occasioni mi ha fatto bene ricordarmi che le cose che ho fatto e i percorsi che ho intrapreso mi avrebbero condotto a quello che io in primis volevo per me stessa. Per questo penso sia importante imparare a coltivarsi, proprio come si fa con un campo, con tempi di riposo e tempi di semina, nel proprio percorso di vita e di lavoro.

Ciao Siloud! E grazie ancora per questa opportunità!

 Barbara Esposito for Siloud

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/balizroom_interiorblog/ 
Sito: https://balizroom.wordpress.com/

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