InTheMusic: Occhiopigro, interview

Nome: Marco
Cognome: Urbinelli
In arte: Occhiopigro
Età: 38
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Senso D’orientamento, Lontano da me, Sulla luna non ci sei te
Album pubblicati: Nessuno come Occhiopigro
Periodo di attività: dal 2010
Genere musicale: Elettronica/ Dance
Piattaforme: Spotify, YouTube, Instagram, Facebook

Occhiopigro

Chi è Occhiopigro?

Occhiopigro è uno dei tanti amanti della musica che ha cavalcato le influenze degli anni ’80 e ’90 e che cerca di attualizzare il pensiero che c’era dietro la voglia di fare musica in quegli anni, usando i ritmi e le sonorità di oggi.

Nasco al nord ma trascorro la mia infanzia tra Latina e Roma, dove vivo oggi. Ho 38 anni e nella vita mi occupo di “formazione”, non formo ma vendo alle aziende un buon metodo per imparare.

Il tuo nome d’arte ha a che fare con un tuo problema fisico?

Il nome “Occhiopigro” nasce da una ragazza, una persona che frequentavo diversi anni fa e che dava un nome a tutto, anche alle sensazioni. Ho trascorso quegli anni in un modo molto ‘interiore’, per cui il “pigro” deriva più da un mood e dalla sensazione, appunto, che trasmettevo. In verità sono molto dinamico e attento.

È comunque un nome che mi ha conquistato, suona bene, mette calma e trasmette confidenza. Lo trovo “buono” e forse è ancora più adatto quando poi conoscendomi si capisce che non è una mia caratteristica l’essere pigro.

Hai studiato diversi strumenti, ad oggi specializzato in batteria e strumenti ritmici. Ancora prima, però, come nasce la tua passione per la musica?

La mia passione per la musica nasce presto, avevo circa 6 anni quando ho iniziato a sognare di diventare una star. Non c’è stato un elemento scatenante, sono solo stato rapito in modo direi viscerale dai miei primi ascolti. Partendo da questi mi sono incuriosito e ho cercato da subito di conoscere la musica nella sua interezza, dallo strumento, alle band, alle produzioni.

Ho foto di quando a 10 anni suonavo alle feste dei miei compagni di classe, ricordo ancora alcuni testi.

Hai sonorità che affrontano diversi stili, anche se sei approdato a ritmiche più ballabili. Cosa caratterizza il tuo sound?

Probabilmente non sono stato bravo a cavalcare l’onda commerciale di quello che ormai caratterizza la discografia Italiana. “Senso D’orientamento”, ad esempio, è stato scritto più o meno nel 2008, quando il beat che sentiamo oggi nella musica Italiana era ancora lontano. Questo caratterizza il mio sound: il beat, la famosa e poco fine “cassa in quattro”.

Ingentilisco e rendo sofisticate le mie produzioni, ma quello che non deve mai mancare è la spinta che fa muovere chi le ascolta. I miei live ad esempio, somigliano molto a djset, si balla dall’inizio alla fine e in molti momenti la serata prende l’aspetto di una dance hall con ritmi spinti e suoni acidi.

Pop, indie, brith pop, R&B, acustica, elettronica moderna: hai una formazione e un’influenza musicale molto ampia! Quali sono gli artisti che più ti inspirano?

Ho diverse fonti di ispirazione nei miei lavori, sono diversi mesi che studio alcuni artisti che stanno influenzando indubbiamente la creazione delle mie nuove produzioni.

Tra tutti amo le atmosfere di Nicolas Jaar, fatte di suoni orientali e a tratti mistici, e ballo sulle ritmiche di Nicola Cruz con il suo beat calmo e selvaggio. Ascolto le metriche di The Weeknd e cerco di avvicinarmi ai suoni di chiunque mi faccia emozionare.

Il tuo percorso musicale ti vede come autore, musicista e batterista in diverse band. Cosa accomuna tutte le tue esperienze passate?

Come già sottolineato, probabilmente il fattore comune tra tutte le mie esperienze è sempre il lato ritmico che porto dentro. Ho l’animo di un batterista e su questo ho costruito la mia carriera per anni, questo è il contributo che ho portato in decine di band.

Il mio lato come autore è un prolungamento di questo background, le mie produzioni infatti rievocano sempre la ricerca della ritmicità, perfino nel cantato, nei testi.

“Senso d’orientamento” è un brano dal gusto elettropop e nasce in collaborazione con Charlie Fuzz. Quando avete deciso di produrre qualcosa insieme?

Con Charlie è stato tutto come in un film, ho quasi ricordi confusi, di quelli che sono confusi perché ti ci trovi travolto e devi solo lasciarli andare.

Io e lui ci siamo conosciuti qualche anno fa, sul lavoro. Il tempo di scoprire la passione comune per la musica e lo spiccato lato artistico che ci accomunava che abbiamo iniziato a buttare giù idee, di ogni tipo. L’apice è stato con i Caraibi, la band che lo accompagna nelle sue produzioni e nei suoi live, sono stato il batterista per circa due anni e sono fiero di aver fatto parte di Varenne.
Uscito dai Caraibi, per impegni di lavoro, ci siamo ripromessi di collaborare ancora su nuove produzioni e da qui è nato il link in “Senso D’orientamento”. Il brano era nel mio cassetto da più di dieci anni in versione demo, lui ci si è appassionato da subito e mi ha dato la spinta per riprenderlo e concluderlo. È stata una bellissima occasione per confrontarci su un ambito nuovo, quello elettronico, in cui ci siamo nuovamente trovati in accordo sulle scelte da fare. Grazie a lui ho potuto inoltre collaborare con delle persone veramente competenti che hanno dato al pezzo quel sapore che mancava.

Il brano descrive un particolare momento della vita comune a tutti gli esseri umani: a cosa ti riferisci?

Ascoltando il brano, è facile intuire l’argomento trattato. Non mi piace essere sofisticato nei testi ma diretto, semplice, immediato, sono canzoni non poesie.

Per tutti nella vita è finita una bella storia d’amore, con la bellezza di quello che ha caratterizzato e con la paura di quello che sarà, con la voglia di non perdersi ma con la consapevolezza di essere già in mondi diversi. Ho cercato nel brano ti fermare l’immagine sulla bellezza e durezza di quel momento e nell’inevitabile risultato a cui porta, una nuova consapevolezza di sé.

A quando i prossimi brani?

Di brani ne ho già molti scritti, diversi più o meno finiti. Stiamo già lavorando con i collaboratori della Povery Dischy per produrne almeno altri due che cercheremo di far uscire nei prossimi mesi. Direi che per giugno vorrei pubblicare un altro singolo.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ai lettori di Siloud vorrei dire di ascoltare “Senso D’orientamento” almeno una volta, con un bel paio di cuffie o con una cassa girata a manetta. Fatevi due salti, qualche bicchiere di vino e per me va bene così, mi avete fatto contento.

Occhiopigro for Siloud

YouTube: occhiopigroclub
Instagram: @qui_occhiopigro
Facebook: Occhiopigro
Distrokid: https://distrokid.com/hyperfollow/occhiopigro/senso-dorientamento-feat-charlie-fuzz
Credits: Giorgia Groccia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...