InTheMusic: Zoizi, interview

Nome: Jody
Cognome: Zojzi
In arte: Zoizi
Età: 30
Città: Modena
Nazionalità: Italiana, albanese
Brani pubblicati: Pazzo di te, Odore
Genere musicale: Pop
Piattaforme: tutti i digital stores

Zoizi

Chi è Zoizi?

Zoizi è un ragazzo di 30 anni nato a Tirana e cresciuto in Italia, più precisamente a Modena, dopo un po’ di traslochi durante l’infanzia.

Nella vita posso dire di scrivere canzoni e, dopo averle scritte, di solito le canto .

Cosa significa il tuo nome d’arte?

Il mio nome d’arte deriva dal mio cognome reale con una modifica ad una lettera. Ciò è stato fatto per mantenere il suono del mio cognome e nello stesso momento renderlo autentico. In un certo senso unico.

La parola “ZOIZI” prima non esisteva.

L’artefice della tua passione per la musica è tuo padre, anche se poi da solo ti sei addentrato in questo mondo: cosa ti ha appassionato di essa?

Sì, devo tanto a mio papà. Lui aveva una chitarra classica, vecchissima. Io non riuscivo a suonarla perché sono mancino e lui destro. Poi un giorno a 13 anni mi sono scocciato e ho invertito le corde. Diventò a tutti gli effetti la mia prima chitarra.

A 15 anni ho cominciato da batterista fino alla maggiore età. Mi ricordo che mentre suonavo pensavo: “Vabbè ma solo gli altri possono scrivere canzoni? Ora lo faccio anche io!”. Da lì di nuovo chitarra e da qualche anno pianoforte.

Sono passati un po’ di anni dai tuoi “primi passi” all’interno della musica, non a caso ad oggi produci tuoi brani e cerchi di raccontare la tua vita. Come definiresti ciò che fai?

La mia musica ha l’ unico obiettivo di essere autentica e pulita. Chi mi ascolta sa che cerco da sempre di scavare fino in fondo alla mia persone, senza risparmiare niente, e vorrei tanto poter dare questo messaggio.

Mai accontentarsi di niente. Piuttosto soffro un po’ di più, ma sul tavolo metto tutte le carte che ho.

Hai una conoscenza della musica che va dal cantautorato italiano fino al rock, passando anche per la musica classica. Ad oggi quali generi ascolti di più?

Allora, partiamo dal dal fatto che non ho un artista o un genere preferito. Negli anni mi sono fatto influenzare da tutto ciò che potesse piacermi.

Vado a periodi, dipende tutto cosa mi dice la testa. Se penso all’Italia dico Dalla, se penso alla musica internazionale dico Oasis, se penso a qualcosa di diverso ti dico Yann Tiersen.

Oggi sei un cantautore e parli di ciò che vedi, senti e vivi tutti i giorni. Come sono cambiate, nel tempo, le tematiche trattate all’interno dei tuoi brani?

La mia musica vive in  equilibrio tra il mondo analogico e quello digitale.

Oggi mi piace tantissimo questa “giungla musicale” che non può essere che uno stimolo per tirare fuori canzoni sempre più belle e (perché no?) per cercare un suono sempre più giusto bello e originale.

Abbiamo tanti mezzi per sperimentare. È un peccato accontentarsi.

Per il momento su Spotify ci sono solo alcuni tuoi brani, ma siamo certi che molti altri siano su qualche tuo hard disk… magari un giorno saranno online, non si sa mai! In cosa differiscono le tue prime produzioni rispetto a quelle più moderne?

Wow, se ripenso al passato mi vengono in mente cose che mi sembrano lontane una vita ma che effettivamente sono successe 2 anni fa. Altre cose che risalgono all’adolescenza ma che mi sembra di aver vissuto ieri. Ho cominciato con dei musicisti. Eravamo praticamente una band che faceva le mie canzoni, loro erano super rock nei suoni e nell’animo. Abbiamo suonato fino in Sardegna… Le mie canzoni in un tour sardo! Pazzesco.

Le prime produzioni erano molto analogiche, molto suonate. Poi ho cominciato a lavorare più con l’elettronica.

“Odore” è il tuo ultimo brano pubblicato, dalle fattezze indie-pop e perfetto da ascoltare alla radio, in auto, mentre si è in giro. Come nasce questo singolo?

Nasce da un giro di chitarra semplicissimo che mi sono portato dietro per un anno. Non avrei mai pensato di scriverci una canzone. Poi un giorno ho collegato l’odore della borsa di un’amica ad una visione molto ampia della mia generazione. Quelli nati nel 1990 come me.

Ho provato a scrivere un inno generazionale.

Quali progetti hai per il futuro?

Il mio sogno è di suonare ogni sera in un posto diverso. Il live è la mia dimensione preferita.

Poi posso dire che il prossimo singolo è pronto. Devo solo decidere quando farlo uscire. Sarà una bomba.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Cercate di essere felici, ma senza accontentarsi mai. Ci sarà un po’ da soffrire, ma poi è una vera figata! Ve lo assicuro.

Zoizi for Siloud

Credits: Clarissa D'Avena, Red&Blue - Music Relations

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