InTheMusic: Cincilla, interview

Cincilla ha sempre scritto per sé stesso. Attraverso la musica prova a dare una prospettiva personale agli aspetti della vita, consapevole che ognuno interpreterà i suoi pezzi e li filtrerà con le proprie esperienze. Sakè, il suo primo brano online, è un invito a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è. Da pochi giorni ha rilasciato anche il suo EP d’esordio, “Sogni in saldo”.

Nome: Pietro
Cognome: Milella
In arte: Cincilla
Età: 34
Città: Venezia
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Sakè
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Indie pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Tidal, Apple Music, Deezer, Google Music, Amazon Music, ecc.

Cincilla

Chi è Cincilla?

Sono nato e cresciuto a Venezia, ho 34 anni e da circa 2 anni vivo a Bologna. Passo la maggior parte della mia vita a pensare e qualche volta ci scrivo una canzone.

Perché nome d’arte?

Il nome Cincilla è nato per caso; per comodità caricavo le mie demo su Soundcloud in privato ma mi serviva un nome e non volevo usare il mio nome e cognome. In quel periodo avevo visto un gatto che mi piaceva e avevo scoperto che era un persiano Chinchilla, poi avevo provato a cercare altre immagini di “Chinchilla” su Google, ma usciva sempre il Chinchilla – roditore (domestico). In realtà mi piaceva pure lui e ho deciso di usare quel nome ‘all’italiana’ ma senza accento. Così è nato Cincilla… da un gatto e un topo… non ci avevo mai pensato, mi è venuto in mente adesso in realtà sta questa cosa del gatto e del topo!

Sei un musicista veneziano, quindi immaginiamo che il tuo percorso cominci proprio nella tua città, vero?

Il mio percorso è particolare. Scrivo da sempre ma ho sempre scritto per me stesso o quasi.

La musica spesso è stata una medicina per buttare fuori idee e parole che altrimenti mi sarei tenuto dentro. Quindi in un certo senso sì, tutto è partito a Venezia, nella mia camera e anche oggi, che vivo a Bologna, quando scrivo, Venezia è sempre presente. Non è un caso che il video di Sakè sia stato girato là. È stato il modo più sincero e autentico per presentarmi.

I tuoi singoli sono un invito a sentire la musica e a farla propria: come descriveresti ciò che fai?

Il mio modo di approcciarmi alla scrittura dei pezzi è rimasto lo stesso: butto fuori una mia personale visione di certi aspetti e momenti della vita. A volte voglio parlare di quello che sento, altre di quello che vedo. Provo a dare una prospettiva personale agli aspetti della vita ma so che ciascuno poi interpreterà il pezzo e lo filtrerà con le proprie esperienze. Anche quello è il bello delle canzoni, che possono avere mille letture.

Sakè riassume un po’ questa idea: l’ho scritta in un momento strano della vita, mi facevo troppi problemi e mi basavo troppo su quello che pensavano gli altri. Non riuscivo a godermi i momenti belli della vita e ho deciso di togliere il filtro dei cliché e delle inutilità con cui spesso siamo bombardati, affidandomi alle mie sensazioni e a ciò che veramente desidero fare nella vita. Sakè racconta questo percorso e la musica che propongo in questo periodo (compreso l’EP da poco uscito) ne è, in parte, il risultato.

Hai delle sonorità che in Italia non hanno molti eguali: chi sono i tuoi riferimenti?

Intanto grazie mille. In Italia ci sono tanti artisti molto bravi… non so se le mie sonorità siano uniche o meno. Quando scrivo il pezzo prende vita da subito e spesso testo, melodia, armonia e arrangiamenti vanno avanti insieme. Insieme a Pablo Davilla (con cui ho collaborato e ha seguito la produzione dell’EP) abbiamo sempre lavorato con il computer e abbiamo tenuto quell’impronta anche sulla produzione finale.

Il mio sound sicuramente nasce anche dalla musica che ascolto e ho ascoltato. Pop rock, R&B, elettronica, indie sono tutti generi che ascolto e la loro influenza almeno io la sento nei miei pezzi, ma non sono elementi che vado a cercare per forza, spesso mi affido all’istinto e a quello che sento. Poi il sound viene di conseguenza.

Da quando hai cominciato ad oggi, come si è evoluta la tua musica?

Mi ha dato tanto l’incontro con Pablo Davilla; quando l’ho conosciuto i pezzi che avevo scritto erano solo delle demo. Lo hanno colpito e mi ha detto che se avessi voluto avremmo potuto collaborare e sarei potuto andare in studio da lui.

Mi sono presentato con qualche demo e siamo partiti da un pezzo. Da quella prima sessione in studio penso di aver sviluppato maggiore consapevolezza e convinzione che mi hanno portato a scrivere parecchio e in modo sempre diverso. I pezzi dell’EP sono una piccola parte di quello che ho fatto negli ultimi mesi ma con ciascun pezzo ho voluto mostrare una parte diversa di me. È stata quella la logica che ho seguito per scegliere che brani inserire.

“Sakè” è un invito a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è. Tra le altre cose, questo singolo viene fuori da una collaborazione importante. Come nasce?

Pablo mi è sempre stato accanto in tutto il processo creativo, è stato fondamentale. Ha saputo consigliarmi, supportarmi. Spesso ha visto cose che io onestamente non vedevo e sentivo. Gli sono enormemente grato per quello che ha fatto e sta facendo per me.

Come ho detto prima, l’idea di sound dei miei pezzi nasce quasi da subito, nel senso che quando li scrivo tendo a buttare giù l’idea sulla quale poi si basa la produzione, che nello specifico è stata fatta da Pablo. È una produzione piccola che ha voluto tenere vivo quell’impronta intima delle demo. Le idee erano chiare da subito e abbiamo lavorato su ciascun elemento per riuscire a farne venire fuori il meglio. Non ci siamo ispirati a qualcosa di specifico, abbiamo seguito i nostri gusti, che poi sono inconsapevolmente dettati da quello che ascoltiamo.

“Sogni in saldo” è il tuo EP d’esordio, composto da sei tracce che parlano di te ma anche delle piccole e grandi cose che accadono a tutti noi. Cosa puoi dirci di più?

Questo  EP è nato in un modo particolare, nel senso che sono nati prima i pezzi e poi l’EP. Avevo parecchi pezzi e successivamente ho scelto i sei con i quali muovere questo primo passo. Non ho pensato a quali fossero i pezzi più forti, piuttosto ho cercato i pezzi che nel loro insieme potessero mettere nelle condizioni chi mi ascolta di capire chi sono, sia come artista che come persona. Non parlo solo di sound ma anche di tematiche. La mia musica penso abbia parecchie influenze ma poi ho cercato di inserire sei pezzi che rappresentano la vita che vivo ogni giorno.

In Indipendente parlo dell’essere artista, in Cliché invece si possono trovare i tormenti della mia generazione. Passo dai problemi reali e personali di Sakè alla dimensione onirica di Non So Più Chi Sei; poi per me l’amore è un tema pericoloso perché è talmente assoluto come tema che al tempo a stesso parlarne in un pezzo può risultare scontato: in Impossibile non ho voluto parlare astrattamente dell’amore ma molto concretamente. Quello quotidiano, che non deve per forza vivere sempre di bei momenti, ma che alla fine giorno dopo giorno, rimane.
A pochi giorni dall’uscita poi mi era venuta voglia di aggiungere una ghost track sulla quinta traccia. Le logiche dello streaming non ti permettono di farlo e alla fine ho deciso di aggiungere Ghost Track e di parlare della città dove vivo: Bologna.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Per il futuro sto scherzando molto in questi giorni perché in realtà ho il progetto per l’album pronto. Mi piacerebbe andare in studio e registrarlo. Mi dicono tutti di concentrarmi sull’EP ma sono fatto così: queste canzoni sono maturate, non vedo l’ora di suonarle in faccia alle persone ma al tempo stesso mi piacerebbe lavorare parallelamente all’album.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Se il mio pezzo vi avesse tirato un po’ su e continuasse a farlo, anche in minima parte, sarei la persona più contenta del mondo. Spero un giorno di incontrarvi ai miei live, nel frattempo, potrete ascoltare l’EP. Spero vi piaccia. Ciao!

Cincilla for Siloud

Credits: Clarissa D'Avena, Red&Blue - Music Relations

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