InTheMusic: Dinosauro, interview

Dinosauro è un cantautore che scrive canzoni da sempre e lo ha fatto ogni volta in modo diverso. Il progetto è una reazione ad un’estinzione intellettuale ed emotiva e nasce dall’esigenza di raccontare una storia fatta di tanti pezzi. “Magma” segna l’esordio di Dinosauro e, concettualmente, è un brano che ne rappresenta anche l’intero progetto.

Nome: Dinosauro
Età: 31
Città: Terni
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Magma
Album pubblicati: N/A
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Rap, Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Dinosauro

Chi è Dinosauro?

Dinosauro è un cantautore nell’accezione più primitiva del termine. Scrive canzoni, lo fa da sempre, lo ha fatto sotto tantissime forme ma in realtà Dinosauro ha scritto solo per Dinosauro.

Chiaramente dietro c’è una persona reale che sarei sempre io ma è un tema complicato, parliamo solo di Dinosauro. Ho 31 anni, sono di Terni ma vivo a Roma ormai un da bel po’, è una città a cui voglio bene. Nella vita Dinosauro fa solo Dinosauro il resto vi assicuro che è difficile da condividere e mischiare, a meno che non vi interessi particolarmente il mondo della finanza agevolata per le grandi imprese del settore energetico.

Perché hai scelto un animale per rappresentarti?

Perché è un animale estinto prima di tutto. I dinosauri mi hanno sempre fatto sentire in un mondo nuovo perché in quello di prima c’erano loro, mi hanno sempre affascinato perché non li abbiamo potuti vedere ma sono esistiti, da bambino poi il T-rex e Babbo Natale occupavano lo stesso posto nel cuore. Poi Jurassic Park, la teoria del caos, la mia croce per la matematica, fa tutto parte di me. Dinosauro è il mio vestito migliore.

Quando ti sei appassionato alla musica e quando, invece, questa si è trasformata nell’esigenza di produrre la tua musica?

A dire il vero mi sono appassionato prima alla scrittura che alla musica, ricordo che mi mettevo a scrivere “poesie” fin da bambino, non ho mai smesso di farlo. Poi crescendo la musica è diventata il sottofondo di tutta una vita fino a quando non riuscivo a pensare ad altro che a scrivere le mie canzoni. Ho avuto qualche band, una in particolare mi ha insegnato l’amore per questo tipo di lavoro e per questa missione che ognuno di “quelli come noi” a modo suo difende e porta avanti.

La prima canzone che ho scritto si chiamava “amore tossico” e avevo 16 anni, era chiaro che sarei rimasto incastrato in questo incredibile e indefinito concetto di amore.

Dinosauro è una reazione ad un’estinzione intellettuale ed emotiva. Anche se la tendenza odierna è quella di dare un’immagine più che una voce alla musica, nel tuo caso hai preferito il contrario. Perché?

Ho avuto la fortuna di crescere in un contesto con una vocazione incredibilmente artistica: la maggior parte dei miei amici sono musicisti, autori e artisti visivi. Penso che ci siamo educati a vicenda su dove fosse la bellezza nell’arte.

Il nuovo mondo sempre più verso la digitalizzazione dei contenuti ha portato l’estetica ad essere il primo elemento a supporto della musica, ma vorrei che ci tornassimo ad educare ai principi più elementari delle arti. Per me chi fa canzoni è prima di tutto musica e parole e poi arriva l’estetica, importante ovviamente ma in questo caso preferisco farne un po’ a meno. Ho visto cantanti e cantautori diventare fashion blogger, da questo, con rispetto, mantengo le distanze.

Una storia fatta di tanti pezzi è l’esigenza che muove l’intero progetto Dinosauro: quale messaggio è alla base delle produzioni?

Non c’è un vero e proprio messaggio da raccontare ma una storia da raccontare. Se ci pensi le biografie sono belle come i romanzi. Questa di vita è la mia e delle persone con cui ho scelto per condividerla e per fortuna loro hanno scelto me.

Un pop che si muove verso l’elettronica, con un leggero cantautorato di fondo: questo è ciò che sentiamo. Quali sono gli artisti che ti influenzano?

Parto banalmente dal presupposto che ascolto moltissima musica, tutti i giorni, mi piace ascoltare quello che esce di nuovo e l’idea di garantirmi un orecchio sempre contemporaneo.

Ho sempre ascoltato il cantautorato De Andrè su tutti, mi piacciono le parole, per lo stesso motivo ho sempre ascoltato il rap e tutti i suoi derivati perché in quel mondo ci sono un sacco di parole e molta attenzione per la scrittura e sto in fissa con i Verdena. Questa è davvero la domanda la domanda a cui non so mai rispondere come vorrei.

Anche se (almeno online) sei agli esordi, hai un’idea ben chiara di ciò che sei e di ciò che vuoi. Come definiresti la tua musica?

Io musicalmente suono i sintetizzatori quindi l’elettronica nella musica ce la concepisco per mia natura è sono partito da questo, però la musica di Dinosauro la fanno tante altre persone insieme a me artisticamente diverse tra loro e soprattutto sono tutti amici, quindi quello che definisce la musica di Dinosauro è un rapporto umano che ci spinge a produrre insieme e a trovare il sound migliore per quello che ho da dire.

“Magma” segna l’esordio di Dinosauro e, concettualmente, è un brano che ne rappresenta anche l’intero progetto. Quali sono i significati di fondo del singolo e in che modo si relazionano con la copertina?

“Magma” è una parola che usava uno degli amici, fratelli direi di cui sopra per definirci in quelle infinite serate in cui non andavamo mai a dormire e c’era sempre qualcuno a suonare e qualcuno a brindare.

È la metafora per lo stato solido delle nostre anime. La copertina l’ha realizzata un altro degli amici di cui sopra, un pittore, uno scultore un pirata vero, ha concepito la copertina con un triangolo che è il simbolo dell’acqua l’elemento mineralizzante del magma e poi quell’esplosione che di fatto è una creazione.

Quali sono i progetti di Dinosauro per il futuro?

In questo momento sto aspettando di tornare in studio per finalizzare i prossimi brani, ne usciranno almeno altri 4 e soprattutto un feat che forse è tra le parti più belle di tutta questa storia.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Se sono arrivati a questo punto dell’intervista non posso che dirgli grazie, nel modo più sincero. Se questo mondo esiste è perché ci sono persone che lo seguono, se ne interessano, gli dedicano il loro tempo e molto spesso i loro soldi. Spero di tornare a guardare negli occhi questo tipo di persone, soprattutto ai concerti, di Dinosauro o di chiunque altro abbia voglia di farli.

Grazie ancora, mi avete obbligato piacevolmente a darmi delle risposte.

Dinosauro for Siloud

Credits: Giorgia Groccia, Ludovica Russo

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