InTheMusic: Mille, interview

Mille, nome d’arte per Elisa Pucci, era chiamata “garibaldina” dal papà per il suo temperamento: da qui il suo nome d’arte. Cantautrice da sempre, ha alle spalle una laurea, una band (i Moseek) con la quale ha girato l’Italia e un’esperienza come attrice. “Animali” è il singolo che ha avviato il suo progetto da solista.

Nome: Elisa
Cognome: Pucci
In arte: Mille
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Animali
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify, YouTube

Mille

Chi è Mille?

La somma di catastrofi e di riprese, con innumerevoli lavori alle spalle, una laurea, una band (i Moseek) con la quale ha girato l’Italia. Cantautrice da sempre, da che si ricorda.

Il tuo nome d’arte ha a che fare con il tuo carattere: in che modo?

Da piccola mio papà usava chiamarmi la “garibaldina” di casa per via del mio temperamento. Ero molto vivace, curiosa e lo ricordo esclamare spesso: “Fermi tutti, ecco la spedizione dei Mille”, era la volta buona che invadevo casa con i miei spettacolini.

I tuoi primi passi nella musica risalgono a quando eri bambina, tanto da aver partecipato anche allo Zecchino d’Oro. Cosa ti ha fatto capire di amare questo mondo?

L’enorme quantità di domande che ho cominciato a pormi riguardo la musica mi ha fatto percepire che il germoglio della passione stava crescendo in me.

Ero piccolina quando ho partecipato allo Zecchino d’Oro, volevo sapere se potevo presentare una canzone scritta da me, com’era possibile che le voci dei bambini potessero andare sui dischi, e ho chiesto ai miei genitori se potevano accompagnarmi. Le cose sono andate che ho falsificato la firma di mio padre, cercando di fargli capire che anche se era un gioco a quell’età, quella cosa della musica la volevo fare sul serio.

Se dovessimo scegliere due artisti a cui associare la tua voce, uno italiano e uno straniero, questi sarebbero: Noemi e LP. Queste due personalità ci sono tra coloro che solitamente ascolti?

Ho scoperto “Lost on you” di LP quando aveva ancora pochissime views su YouTube, la adoro, così come amo la voce di Noemi.

Sono molto legata agli ascolti che facevo da bambina, alle canzoni immortali di un tempo, quelle che quando le senti sembrano siano state scritte per essere la colonna sonora del momento in cui hai messo play. Dentro casa dei miei, suonavano i dischi di Dalla e di Ivan Graziani e, anche se per molto tempo ho scritto solo in inglese (mi sento affine alla musica che arriva dall’Inghilterra), quell’esigenza dei cantautori che ho conosciuto da piccola mi accompagna quando scrivo le mie canzoni.

Dopo la laurea in Economia sei entrata a far parte di una compagnia teatrale come attrice e, nello stesso periodo, hai fondato una tua band. Ad oggi, invece, hai avviato il tuo progetto da solista: cosa vuoi comunicare con la tua musica?

Ho fatto innumerevoli lavori mentre mi laureavo e mi sono guadagnata da vivere facendo anche l’attrice. Sono il risultato di tutte le peripezie della mia vita e sono abituata a metterle nero su bianco.

Lascio le canzoni nelle mani e nelle orecchie di chi ascolta, affinché ognuno ci veda quello che vuole.

Che legame c’è tra l’Economia, la recitazione e la musica?

Numeri, disciplina e passione.

Le tue esperienze più recenti nella musica sono racchiudibili nella band Moseek e insieme avete portato la vostra musica in giro per l’Italia. Cosa ti ha insegnato far parte di una band?

Quello dei Moseek è un progetto parallelo, con un Dropbox aggiornato al 2020 pieno di canzoni delle quali non abbiamo programmato l’uscita, perché anche se mi chiamo Mille devo ricordarmi che sono sempre e comunque una.  È una band con una storia bellissima, longeva, fatta di tour, di viaggi, di gavetta che ha permesso poi di vivere l’esperienza X-Factor col giusto spirito, forti anche di una grande amicizia. Quel palco, quel contesto è stato formativo, divertente, il paese dei balocchi per me se ripenso alle messe in scena e allo spettacolo che si studiava per ogni esibizione.

Come tutte le cose belle, condividerle con i giusti compagni di viaggio è una grande fortuna e oggi  questa storia rappresenta anche un grande insegnamento: credere nelle squadre in cui ciascuno è un ingranaggio fondamentale per il funzionamento di tutti. È  una regola che voglio tenere sempre bene a mente.

Da poco è cominciato il tuo progetto da solista sotto il nome di Mille e sei anche uscita con un singolo intitolato “Animali”. Come nasce questo brano?

Nasce in un meraviglioso 3 ottobre, mi aspettava una cena a lume di candela. Passo in studio dal mio produttore Alessandro Di Sciullo, gli chiedo la cortesia di registrarmi al volo una canzone che il mio vecchio telefono e il suo registratore vocale mi stavano abbandonando. Registro il piano e voce di Animali, al primo ascolto lui impazzisce e decide di registrare seduta stante le chitarre, il basso e la batteria. Registro anche i cori, portiamo a termine la prima bozza della versione che conosciamo oggi. Cena saltata, siamo andati a mangiare un panino alle due di notte.

Animali ha a che fare con l’istinto non solo nella “produzione”. L’ eterna lotta tra ragione ed istinto è al centro di questa canzone e rappresenta anche i termini grazie ai quali ho raggiunto la consapevolezza che i limiti imposti dalla paura (per esempio di scrivere in italiano) erano paletti che vedevo solo io e che possiamo darci la possibilità tutti, nessuno escluso, di essere felici, evolvendoci.

Hai progetti per il futuro?

Parlare di futuro oggi fa sorridere, quindi per tenermi bassa immagino una passeggiata senza autocertificazione quanto prima.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi sento di dire di non fare il conto alla rovescia alla fine di questa quarantena. Il tempo che stiamo vivendo è qualcosa che abbiamo a disposizione e non un tesoro che fugge via.

Mille for Siloud

Instagram: @mille_ingram
YouTube: MILLEVEVO
Credits: Clarissa D'Avena, Red&Blue - Music Relations

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