InTheMusic: FLWR, interview

Alessandro Cuomo, in arte FLWR, si è avvicinato alla musica per curiosità per poi trovare la sua dimensione nel mondo della produzione musicale, permettendogli questa di esprimersi liberamente. “Per me ogni pezzo è come un quadro, c’è un certo spazio e l’artista ed il compositore lo riempiono a piacimento”: questa è la filosofia alla base dell’intero progetto FLWR. “Stare” decreta il suo esordio nella musica, un concept album dai tratti urban interamente incentrato sui colori e sulle loro sfumature e con una particolare attenzione al sound e al visual.
 
Nome: Alessandro
Cognome: Cuomo
In arte: FLWR
Età: 24
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Technicolor, Arancione, Luce
Album pubblicati: Stare
Periodo di attività: dal 2019
Genere musicale: Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, ecc.

FLWR

Chi è FLWR?

Sono Alessandro Cuomo ed ho 24 anni. Sono nato e cresciuto a Roma e da un paio di mesi vivo (temporaneamente) a Bruxelles.

Prima di tutto, siamo curiosi di sapere come nasce il tuo nome d’arte. Andando ad intuito, “FLWR” sta per “flower”?

Sì, “FLWR” sta “flower”. Ma la prima ragione dietro al nome è estetica, non c’entra con il significato. Mi piacciono le 4 lettere maiuscole in fila. Poi, il gioco con flower mi affascina sempre: FLWR rimanda a flower, ma senza utilizzare le vocali. FLWR ti dà un indizio, ma è il tuo cervello che riempie i buchi e fa la connessione.

Il tuo fare musica si è evoluto nel tempo: hai cominciato con lo studio di strumenti musicali per poi esserti ampliato nell’ambito della produzione. Cosa ti appassiona di più di questo mondo?

Mi sono avvicinato alla musica casualmente quando avevo 12 anni. Ero curioso e così iniziai a studiare pianoforte. Qualche anno dopo ho scoperto la chitarra, la mia vera passione ai tempi del liceo. Dopo anni di studio e concerti con la mia band, all’università ho iniziato a coltivare le mie prime idee da solista, come canzoni acustiche.

Da qualche anno ho scoperto il mondo della produzione musicale e ho trovato la mia dimensione: posso esprimermi liberamente, posso partire da una registrazione di chitarra e costruire un pezzo naturale (come “Rosa” nel mio album), oppure partire da un sample e indirizzarmi verso una traccia più moderna ed hip hop (per esempio, Luce). Per me musica significa libertà di espressione e di pensiero.

Sei influenzato da moltissimi artisti che spaziano tra ogni genere. Quali sono quelli che ti ispirano di più?

Le mie ossa da ascoltatore (e da musicista) le ho fatte con il rock, ascoltando i classici dagli anni ’70 ai ’90. Se dovessi trovare un nome, i Pink Floyd. Poi amo profondamente il pop e credo che Michal Jackson abbia rivoluzionato il mondo della musica come nessun altro artista.

Ascolti più recenti: i The 1975 sono al momento la band contemporanea che seguo di più, ma ascolto molto hip hop/trap americana, primo tra tutti Post Malone.

Le idee, i gusti e le influenze di Alessandro si mescolano e danno vita a FLWR. Come definiresti la tua musica?

Per me, la musica è libertà. Non rifletto troppo sul messaggio che voglio comunicare, non è qualcosa di costruito o pensato dall’inizio. Creo brani per tutta una serie di motivi: quando sono felice, quando sono triste, quando sono annoiato o quando semplicemente voglio creare un brano, senza altre ragioni. Ed ogni mio stato d’animo si riflette direttamente nel pezzo.

Sicuramente ho delle tematiche che si ripetono, in primis l’amore, perché è qualcosa di così incomprensibile che ognuno ha voglia di provare a spiegarlo con le sue parole. Ma ogni volta mi stupisco anche io di come esce fuori un pezzo, perché è qualcosa che realizzo solo ad opera compiuta.

Vorremmo ora analizzare il lato sound di FLWR. I nostri gusti musicali rispecchiano molto i tuoi, anche noi abbiamo un grande debole per i The 1975, No Rome e Post Malone, gli artisti che in qualche modo ti influenzano di più. Notiamo che il tuo sound si ispira molto a loro, hai fatto tue le loro caratteristiche e hai cercato di creare qualcosa di nuovo. In che modo hai cercato di definire delle sonorità che ti rendano unico?

Ogni musicista funziona come una spugna! Non puoi esprimerti in un determinato modo se non hai imparato quel tipo di espressività dagli ascolti che hai fatto. L’individualità di ognuno è poi il risultato del mix di ispirazione che quel qualcuno ha collezionato.

Mi ispiro molto ai The 1975, a Post Malone e a No Rome (e a tanti altri artisti) perché la loro musica mi lascia un segno. Quando poi compongo, quel segno rimane e mi viene naturale riprendere quei filoni! Ogni musicista reinterpreta quello che ha ascoltato ed in questo modo crea qualcosa di nuovo che potrà influenzare altri musicisti nel futuro.

“Per me ogni pezzo è come un quadro, c’è un certo spazio e l’artista ed il compositore lo riempiono a piacimento”: questa è la filosofia alla base di FLWR. Quali sono le fasi che caratterizzano la produzione di un tuo brano?

Solitamente inizio con la chitarra in mano, sul divano. Quando ho un’idea più o meno stabilizzata (solitamente un giro di accordi con una linea vocale), cerco di trasporla nel mondo elettronico, di colorarla e arricchirla fino a quando ho una base ben strutturata. E alla fine il testo, che cerco di incastrare il più possibile con la base.

“Stare” decreta il tuo esordio nella musica, un concept album dai tratti urban interamente incentrato sui colori e sulle loro sfumature e con una particolare attenzione al sound e al visual. Cosa puoi dirci di questo progetto?

Che rappresenta perfettamente quello che volevo rappresentare. La musica è estetica del suono e mi sono impegnato a cercare di trasmettere quella stessa estetica nei videoclip delle tracce e nel concept stesso dell’album.

Stare” si è sviluppato progressivamente nei mesi, quando ho trovato un mio equilibrio come produttore, come compositore e, soprattutto, come persona. Nel processo mi hanno aiutato moltissimo altri due produttori romani: Delta (Federico Inciocchi) e CCC (Cristiano Gizzi), da cui ho imparato moltissimo. La musica è anche gioco di squadra!

La tua carriera musicale è cominciata alla grande, con un progetto davvero ben fatto. Cosa hai in mente per il futuro?

L’album è stata una vera e proprio avventura e non credo di aver realizzato ancora che è un capito effettivamente concluso! Per ora mi godo la soddisfazione! Sicuramente voglio continuare ad esprimermi liberamente, come e quando voglio.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Non siate vittime dei vostri stessi pregiudizi in ambito musicale, ascoltate liberamente tutto quello che volete, dalla musica più commerciale e mainstream a quella più di nicchia e sconosciuta! Una canzone è una canzone e le ‘etichette’ e le definizioni di generi sono sempre in ritardo rispetto alla realtà, quindi non fatevi ingannare.

FLWR for Siloud

Instagram: @flwr.flaw
YouTube: FLWR
Credits: Sei Tutto Press

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