InTheMusic: Savnko, interview

Savnko ha 23 anni e produce musica elettronica. Ciò che più gli piace di questo genere  è il fatto di poter creare atmosfere senza dover necessariamente scriverci sopra un testo che porti il brano in una determinata direzione. Gli piace vedere che il risultato susciti diverse sensazioni  in persone differenti. “Epic Arguments” rappresenta il suo esordio nel panorama musicale internazionale. Questa produzione è capace di racchiudere in sei tracce sia la sua esperienza londinese che il suo amore verso la musica elettronica, riuscendo anche a comunicarlo perfettamente. “Chiaro-scuro elettronico” è la definizione giusta.

Nome: Davide
Cognome: Davide
In arte: Savnko
Età: 23
Città: Monza/Milano
Nazionalità: italiano
Album pubblicati: Epic Arguments
Periodo di attività:2020
Genere musicale: Elettronica
Piattaforme: Spotify

Savnko

Chi è Savkno?

Sono un ragazzo di 23 anni, vivo a Monza e faccio musica elettronica.

Ha un significato specifico il tuo nome d’arte?

L’ alias “Savnko” proviene dalla mia passione per scrittori come ErofeevLimonov, il cui vero cognome era appunto “Savenko”.

Ti sei innamorato della musica elettronica a 14 anni. Quando, invece, hai avuto il primo contatto con il mondo della musica in generale?

Non ho ricordi precisi dei miei primi contatti con la musica, è un campo che mi ha sempre incuriosito sin da bambino e che è sempre riuscito a trasmettermi emozioni che altre arti non riescono a suscitarmi.

Nei tuoi brani ci sono tutti i sottogeneri della musica elettronica, immaginiamo quindi che tu abbia un’ampia conoscenza del tuo “settore”. Cosa ascolti solitamente e quali sono i tuoi idoli?

Ascolto di tutto e credo sia giusto così, dal jazz alla techno non faccio favoritismi. Credo che, in un processo creativo come il mio, sia fondamentale avere influenze che non arrivino solo da un ramo dell’albero. Tutto fa brodo insomma.

Fare elettronica non significa mettere insieme due note, è forse la tipologia di musica più vicina alla composizione di musica classica. Cosa significa essere un compositore elettronico? Quale pensi sia il motivo per cui questo genere ti appassiona così tanto e in che modo cerchi di trasmettere le tue sensazioni a chi ti ascolta?

Trovo intrigante il fatto di poter creare atmosfere senza dover necessariamente scriverci sopra un testo che porti il brano in una determinata direzione. Mi piace vedere che il risultato non suscita per forza le stesse sensazioni  in persone differenti.

Come detto prima, nei tuoi singoli si racchiude tutto il mondo dell’elettronica. Oltrepassando il fatto che questi abbiano una qualità assurda, hai la capacità di portare l’ascoltatore su un’altra galassia. In cosa si caratterizza il tuo stile e come nasce un tuo brano?

Non mi piace etichettare quello che faccio, non seguo un genere in particolare. Quando produco non ho mai bene in mente cosa uscirà alla fine, cerco di farmi trasportare dalle sensazioni che provo in quel preciso istante.

Ad un certo punto della tua vita, all’età di 17 anni, hai deciso di lasciare l’Italia e andare a Londra. Da quanto siamo riusciti ad intuire, quest’esperienza ti ha lasciato il segno così tanto da richiamarla anche nelle tue produzioni. In che modo questa città è riuscita a cambiarti?

Londra è una città piena di stimoli musicalmente parlando, c’è una cultura che qui in Italia non spicca come dovrebbe. In più, avevo un coinquilino che suonava con i vinili e a volte ovviamente si finiva in qualche negozio di dischi.

Ampliando le mie conoscenze musicali ho cambiato la mia prospettiva rispetto al panorama musicale che mi aveva “limitato” fino a quel momento. Durante questo percorso, l’interesse per i synth è quasi stato un passaggio obbligato. È li che ho acquistato il mio primo sintetizzatore, un korg ms20 mini.

“Epic Arguments” rappresenta il tuo esordio nel panorama musicale internazionale. Questa produzione è capace di racchiudere in sei tracce sia la tua esperienza londinese che il tuo amore verso la musica elettronica… e riesce anche a comunicarcelo perfettamente! “Chiaro-scuro elettronico” è la definizione giusta. Ci dici di più su questo progetto?

Epic Arguments è una rivisitazione di alcuni degli svariati lavori prodotti a Londra. Ormai un anno fa, ho scelto quelli di cui avevo un ricordo memorabile e ci ho messo mano. E questo è il risultato.

Riguardo alla copertina, la foto che precede il puppet è di Antonio Verrascina, un fotografo di Milano con cui ho avuto il piacere di collaborare e con cui spero di lavorare di nuovo per le prossime uscite. Il suddetto puppet è un mio disegno, mi accompagna da anni ed è come se fosse un logo. La cover è stata poi rifinita e ultimata da Matteo Quitadamo, un altro ragazzo con cui spero di collaborare ancora, sia per i miei progetti sia per i loro.

Con questo primo album sembra che Savnko abbia già detto tanto, ha realizzato un percorso perfetto all’interno di atmosfere fantastiche. Cosa ne sarà del tuo futuro?

Non ho un piano preciso riguardo al futuro di questo progetto. Non sapendo cosa mi riserva il futuro, non posso fare altro che continuare a fare quello che più mi gratifica e vedere come la cosa si sviluppa.

Mi piacerebbe spaziare in più campi senza fossilizzarmi sul produrre un disco dopo l’altro senza un apparente motivazione.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ci risentiamo presto per nuove novità. Saluti a tutti!

Savnko for Siloud

Instagram: @savnko
Credits: Ufficio stampa Conza Press

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...