InTheMusic: I Segreti, interview

I Segreti sono tre ragazzi di 24 anni, nati e cresciuti a Parma. Nella vita fanno musica, ma lavorano anche proprio per continuare a suonare.  Ciò che vogliono fare è mettersi in gioco per davvero e avere un loro modo di fare pop, affrontando anche tematiche che nella musica si sentono meno, come parlare della loro generazione o della comunicazione che c’è in questi anni. A due anni dal loro debut album, “Non Cambierà” è un brano che rinnova i contorni musicali e che conferma una crescita autoriale e musicale che culminerà presto con nuovi progetti: questo è solo l’inizio di un percorso, il loro obiettivo è quello di arrivare alla gente che li vuole sentire.

Band: I Segreti
Componenti: Angelo Zanoletti, Emanuele Santona, Filippo Arganini
Età: 24
Città: Parma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Qualunque cosa sia, Mostri, Non cambierà
Album pubblicati: Qualunque cosa sia
Periodo di attività: dal 2013
Genere musicale: Pop
Piattaforme: Spotify

I Segreti

Chi sono i Segreti?

Siamo tre ragazzi nati e cresciuti a Parma e nella quale viviamo ancora. Abbiamo tutti 24 anni e nella vita per lo più suoniamo. Lavoriamo anche, ma solo per continuare a suonare.

Perché avete dato questo nome alla vostra band?

Abbiamo scelto questo nome perché lo sentivamo adatto al tipo di canzoni che facciamo: facendo pezzi con una vena intimista, abbiamo sempre pensato si sposassero bene insieme e fosse perfetto come nome sullo sfondo. È un nome che inoltre, da un certo punto di vista, va contro il tipo di comunicazione diretta che c’è adesso, è come se rimanessimo sempre “riparati” da tutto questo.

La vostra band nasce a Parma: cosa vi ha fatto incontrare?

Ci siamo conosciuti in momenti diversi: io (Angelo) e Filippo ci siamo conosciuti a scuola. Con Emanuele, invece, ci siamo trovati qualche anno dopo quando cercavamo un bassista per il gruppo ed è stato amore a prima vista.

Quali sono i vostri riferimenti artistici? Quale, tra questi, influenzano più ciò che fate?

Siamo stati tutti e tre da sempre appassionati di musica. Abbiamo iniziato tutti all’età di 12/13 anni più o meno.

Nella musica abbiamo sempre cercato un grande trasporto emotivo, che è quello che cerchiamo tuttora nelle canzoni che facciamo. Se parliamo di generi musicali invece, ognuno ha avuto il suo percorso: ci spostiamo tra rock anni ’70, Beatles e cantautorato italiano. Diciamo che quando si arriva poi ad scrivere e arrangiare una canzone, è come se emergessero tutti gli artisti ascoltati negli anni. 

Noi vi definiremmo semplicemente “moderni”, come vi definireste invece voi?

Bella domanda.

L’essere moderni significa riuscire a comunicare con la società di oggi ed essere capiti e compresi per quello che raccontiamo. Diciamo che noi ci sentiamo spesso in equilibrio su un filo: dal punto di vista delle canzoni, riusciamo a sentirci inseriti nei ‘giorni nostri’ ma la parte che ci rispecchia meno è quella della comunicazione che sentiamo per lo più invasiva e schiacciante. Nel senso: è un mondo che va velocissimo, in cui le persone sono attirate continuamente dalla vita privata degli artisti e alla ricerca di un personaggio da seguire e da mitizzare, dalla smania di far vedere e dimostrare qualcosa agli altri. Noi da questo punto di vista abbiamo optato per mettere davanti le canzoni al resto e che l’unica cosa che dobbiamo dimostrare è quella di scrivere canzoni e farlo con tutta l’onestà del mondo.

Probabilmente attaccandoci alla domanda precedente, il nome che abbiamo scelto, negli anni ci rispecchia sempre di più.

L’obiettivo che state perseguendo è quello di dare al pop un messaggio. In che modo state lavorando per questo scopo e cosa vi sta portando a definire un vostro stile?

Un messaggio lo puoi portare in tanti modi, lo puoi portare attraverso le parole della canzone ma anche solo con la musica.

Semplicemente la nostra voglia è quella di metterci in gioco per davvero e avere un nostro modo di fare pop, affrontando anche tematiche che nella musica si sentono meno, come parlare della nostra generazione o della comunicazione che c’è in questi anni. Ovviamente poi la parola andrà al pubblico per sapere se le nostre intenzioni andranno a buon fine.

Come dicevamo poco fa, nel 2018 esce il vostro primo album, “Qualunque cosa sia”, che tra l’altro ha anche fatto il giro dell’Italia. Come nasce questo progetto?

Ovviamente ogni disco ha la propria storia: Nel primo avevamo ventun’ anni quando lo abbiamo fatto e abbiamo cercato un compromesso, sopratutto a livello di sound che potesse farci presentare al pubblico. Senza mentire a noi stessi eh!? Era esattamente quello che volevamo, però giustamente si cresce e si cambia. Il disco lo abbiamo fatto con il nostro Simone Sproccati, (che sta facendo con noi anche quello nuovo) ed è lui che si è occupato di tutta la produzione delle canzoni. Ci sentiamo fortunati ad averlo portato in giro per così tanto tempo, e di averlo suonato e risuonato infinite volte.

Anche il pubblico ci ha regalato tanto in un anno e mezzo di tour.; Abbiamo onestamente la tendenza con i fan ad essere nascosti ma detto questo abbiamo un ottimo rapporto..

A due anni dal vostro debut album, è online “Non Cambierà”, un brano che rinnova i contorni musicali e che conferma una crescita autoriale e musicale che culminerà presto con nuovi progetti. Cosa potete dirci in più del singolo?

Questo per noi è stato il singolo perfetto da fare uscire in questo momento per far arrivare a chi ci ascolta il messaggio: “ehi siamo tornati e siamo questi”. Ovviamente questo è solo l’inizio di un percorso, vogliamo arrivare alla gente che ci vuole sentire. Stiamo creando il nostro modo di fare canzoni e per arrivare a farlo siamo consapevoli che ci vorrà tempo. Questa è una canzone che nasce inizialmente in studio con il nostro produttore Simone Sproccati e una volta che l’abbiamo finita di registrare, come già detto, non abbiamo avuto dubbi sulla scelta del primo singolo.

La canzone parla di un viaggio, un viaggio passato in treno con gli occhi chiusi a ripensare alle scelte fatte: sia amorose che di vita. Un momento in cui fai il bilancio su te stesso, sapendo però che le direzioni prese non saranno mai sostituibili e che in fondo non cambierà più.

È da un po’ che lavorate al vostro secondo album, che presto vedrà anche la luce. Quali sono più in generale i vostri progetti per il futuro?

I nostri progetti per il futuro sono continuare a suonare, fare dischi e cercare di farlo diventare un lavoro a tutti gli effetti.

C’è qualcosa che vorreste dire ai nostri lettori?

Siate sempre sinceri, qualunque cosa facciate.

I Segreti  for Siloud

Instagram: @i__segreti
Facebook: @ISegretiband
Credits: Ufficio stampa Astarte Agency

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