InTheMusic: Francesco Dal Poz, interview

Francesco Dal Poz vive di musica: è un cantautore e allo stesso tempo un fonico, in più collabora anche con altri artisti come autore e produttore. Ha passato l’adolescenza tra lo studio di registrazione e i palchi, esibendosi in moltissime occasioni e condividendo il palco con tante personalità. Tutte le produzioni dell’artista di Treviso sono accomunate da tre fattori: energia, positività e riflessione sul valore della vita. “Cerco casa” è il brano che anticipa l’uscita dell’album, prevista per questo autunno. Il disco sarà uno sguardo alle sonorità moderne: manterrà la sua anima pop ma abbraccerà spesso anche l’indie.

Nome: Francesco
Cognome: Dal Poz
In arte: Francesco Dal Poz
Età: 25
Città: Treviso
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Cerco casa, Il cerchio, Vivere d’istanti, Non ho più nulla, Novantanove, ecc.
Album pubblicati: 3
Periodo di attività: dal 2007
Genere musicale: Pop
Piattaforme: YouTube, Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music, ecc.

Francesco Dal Poz

Chi è Francesco Dal Poz?

Sono un cantautore di 25 anni, nato e cresciuto a Treviso. Vivo di musica anche facendo il fonico e collaboro con altri artisti come autore e produttore.

La musica ti accompagna da molto tempo, basta pensare che hai scritto le tue prime canzoni quando avevi 9 anni. Quali sono i tuoi momenti più importanti in questo mondo?

Sono stati tanti i momenti importanti che hanno segnato il mio percorso musicale: i momenti durante l’infanzia che trascorrevo tra i musicisti amici di famiglia; le serate passate ad ascoltare al di là del muro della sala prove mio padre che suonava e cantava, immaginando di suonare e cantare anch’io; il momento in cui mio padre è entrato in camera da letto con in mano una piccola chitarra classica che ancora oggi tengo appesa come cimelio nel mio studio; il momento in cui ho scritto la mia prima canzone e la meraviglia che ne è poi derivata; il momento in cui la band ha iniziato a suonare al mio primo concerto a 12 anni e io, ancora nascosto appena dietro le quinte, ho realizzato in maniera incredibilmente forte che era quella la via che volevo intraprendere; i momenti in cui sono arrivati a casa gli scatoloni con dentro i CD del primo, poi del secondo e infine del terzo album, durante l’adolescenza; il momento in cui ho deciso di andare a studiare alla Scuola di Alto Perfezionamento Musicale a Saluzzo, Piemonte, dove poi mi sono diplomato come tecnico del suono e di registrazione; e infine tutte quelle occasioni in cui ho scoperto quanto la mia famiglia credesse in me, accompagnandomi e sostenendomi in questo percorso musicale.

Hai passato l’adolescenza tra lo studio di registrazione e i palchi, esibendoti in moltissime occasioni e condividendo il palco con tante personalità. Cosa ti porti dentro da queste esperienze?

La musica mi ha dato l’enorme opportunità di fare esperienze e conoscere realtà che, altrimenti, non avrei mai fatto e conosciuto. Sono state esperienze assolutamente formative ed hanno influenzato il mio modo di vedere il mondo e la vita in generale.

Ogni concerto ed ogni esperienza ad esso legata mi hanno lasciato tante emozioni diverse, per lo più assolutamente positive, anche se non posso dimenticare alcune particolari situazioni che mi hanno mostrato come il mondo, anche quello della musica, non sia tutto ‘rose e fiori’; ma anche quelle sono occasioni di crescita, naturalmente.

Il mondo pop e del cantautorato sono quelli più vicini al tuo stile: a questi due generi appartengono i tuoi riferimenti musicali? Quali artisti ti influenzano di più?

Sì, non posso sicuramente nascondere che gli artisti con cui trovo più affinità sono legati al mondo pop e la maggior parte di questi sono italiani; per citarne alcuni: Jovanotti, Tommaso Paradiso, Zucchero, Gazzelle, Francesca Michielin, Vasco Rossi, Levante, Coez e molti molti altri. Per quanto riguarda artisti internazionali, trovo affinità con Imagine Dragons, Colplay, OneRepublic, ecc..

Penso sia comunque indispensabile ascoltare anche tutti gli altri generi musicali, come la Trap, la Classica, il Jazz, il Rock, il Rap, ecc..

Nel 2017 hai pubblicato il tuo primo brano, “Mi piaci così”, dal tono molto movimentato e sicuro. Da allora, come si sono evolute le tue produzioni e in che modo hai lavorato ad un sound che andasse a definire sempre di più il tuo stile?

Mi piaci così” è stato un brano che ha segnato una mia piccola rinascita, un momento di cambiamento che è stato essenziale per la mia crescita personale ed artistica. Da allora ho avuto modo di lavorare con grandi professionisti e credo che ciò che ha comportato maggiormente un cambiamento nel mio modo di creare e vivere la musica, sia stata proprio la collaborazione con loro.

La mia indole è quella di essere un perfezionista, di quelli che ‘danno di matto’ se non è tutto perfetto e come vogliono loro; è stato proprio lavorando con questi importanti professionisti, soprattutto con Roberto Visentin con cui sto collaborando in maniera quasi intensiva da più di un anno, che la mia attenzione si è spostata: non è più sulla perfezione in senso generale, ma sull’emozione legata alla musica e alle canzoni, è una differenza enorme.

In questo 2020 hai già rilasciato alcuni progetti, che proseguono sulla stessa scia che accomuna tutte le produzioni firmate Francesco Dal Poz: energia, positività e riflessione sul valore della vita. Ci parli di questi singoli?

Da sempre nelle canzoni che scrivo cerco di metterci dentro me stesso, ma credo sia solo in questo ultimo anno che ci sto riuscendo davvero; energia, positività e riflessione sul valore della vita sono effettivamente caratteristiche che accomunano un po’ tutte le ultime pubblicazioni, come “Non ho più nulla” che è nata da una crisi personale e in cui ho voluto racchiudere le innumerevoli storie di ragazzi in difficoltà che ho avuto l’opportunità di conoscere, oppure “Novantanove” che parla dell’importanza che ha un fratello o una sorella nella vita di tutti i giorni e, oggi, “Cerco casa”, in cui racconto la bellezza che c’è nel voler cominciare una nuova parentesi della propria vita.

“Cerco casa” è il primo brano online che anticipa l’uscita dell’album, prevista per questo autunno. Il disco sarà uno sguardo alle sonorità moderne: manterrà la tua anima pop ma abbraccerà spesso anche l’indie. Puoi già anticiparci qualcosa?

Con l’album che uscirà ad autunno penso di aver raggiunto un piccolo grande traguardo personale: questo album sento che mi rispecchia e mi rappresenta.

È composto da brani pieni d’energia, accanto ad altri più riflessivi.

C’è un’ultima cosa che vorremmo sapere da te, una curiosità a cui siamo certi riuscirai a darci risposta: ti senti soddisfatto della tua carriera musicale fino ad oggi? Su quali aspetti stai lavorando per migliorarti sempre di più?

Spero di non sembrare sfacciato, ma… sì, sono soddisfatto, ma non tanto perché ho raggiunto chissà quali traguardi a livello di passaggi in radio, visualizzazioni, followers e quant’altro, ma proprio perché oggi più che mai sento di star facendo qualcosa che mi piace e che sta piacendo a qualcun altro e questo mi rende felice e soddisfatto di ciò che faccio.

Sicuramente c’è da migliorare, sotto tanti aspetti; per esempio devo ancora migliorare il mio controllo vocale, il mio stare sul palco, la modalità di scrittura nelle canzoni, ma personalmente tutto questo non mi spaventa, anzi, mi sprona a dare sempre di più.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

A livello artistico, i miei progetti sono quelli di continuare questo percorso, continuare a fare quello che mi piace, mettendoci più impegno e determinazione possibili; inoltre, credo continuerò anche a collaborare con altri artisti come autore e produttore.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ringrazio chiunque abbia letto questa intervista e auguro davvero a tutti di cuore di scoprire e comprendere la bellezza che ha dentro, perché possa esprimerla per sé stesso e per gli altri. Grazie Siloud!

Francesco Dal Poz for Siloud

Credits: Alessandra Placidi

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