InTheMusic: Rich Meyer, interview

Riccardo Cataldi è un ragazzo spontaneo che ama la musica e ha tanta voglia di far emozionare le persone con i propri sentimenti genuini e liberi da ogni costruzione di marketing. Pur essendo molto giovane, ha fatto già molta strada nel campo musicale e ad oggi si sta dedicando completamente al suo progetto Rich Meyer. R&B, trap, rap, hip hop, pop e soul: i suoi brani spaziano davvero molto a livello di sonorità. La sua musica è un continuo rimando agli stili di grandi nomi del panorama americano.
Sorridi”, il suo ultimo brano, è un invito alla positività, alla speranza e al sorridere, mettendo da parte le difficoltà.

Nome: Riccardo
Cognome: Cataldi
In arte: Rich Meyer
Età: 23
Città: Roma
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Wooo, Blue Fantasy, Gocce, Sorridi
Periodo di attività: dal 2018
Genere musicale: R&B,Trap,Pop,Hip Hop
Piattaforme: Spotify, Apple Music, Deezer, Amazon Music

Chi c’è dietro Rich Meyer?

Dietro Rich Meyer c’è Riccardo, un ragazzo spontaneo che ama la musica e ha tanta voglia di far emozionare le persone con i propri sentimenti genuini e liberi da ogni costruzione di marketing.

Ho 23 anni, vivo e studio musica/mixing a Roma e sono un cantautore e un rapper.

Il tuo nome d’arte sembra essere il tuo nome di battesimo, oltre all’origine americana rimanda anche alla tradizione tutta statunitense di darsi un doppio nome in ambito artistico. Perché proprio “Rich Meyer”?

Calcolate che prima di cominciare il percorso in lingua inglese ho fatto le primissime demo in italiano pubblicate su YouTube sotto un altro nome, ora tutte rimosse.

Appena presa la decisione dell’inglese, mi serviva un nome ‘iconico’ ,ma comunque legato a me stesso. Quindi “Rich” sta a “Riccardo” come “Meyer” sta a “suona molto figo” e alla fine Rich Meyer è stato vincente!

Pur essendo molto giovane, hai fatto già molta strada nel campo musicale. Quando però ti sei avvicinato a questo mondo e quando hai capito di voler intraprendere una carriera artistica?

Vi ringrazio! Ricordo che eravamo al liceo con i miei migliori amici dentro una stanzetta e registravamo con il microfono integrato del computer le prime rime, più che altro per esigenza espressiva, e ce le salvavamo sul cellulare. L’incontro e l’amicizia con Thagodd mi hanno fatto capire che le mie canzoni sul cellulare potevano essere molto di più.

La tua musica è un continuo rimando agli stili di Chris Brown, di Post Malone, di Justin Bieber e di alcuni altri grandi nomi del panorama americano. Quali sono gli artisti a cui ti ispiri in ciò che fai?

Allora io ascolto prevalentemente musica americana, dal pop alla trap più cafona però i miei preferiti sono The Weeknd e Travis Scott. Poi nella mia playlist porto sempre con me Post Malone, Justin Bieber, PARTYNEXTDOOR e tanti altri artisti del panorama urban statunitense.

Si sa, ogni sonorità d’oltreoceano sembra avere sempre qualcosa in più. Nel tuo caso, pur essendo italiano, trasmetti all’ascoltatore la sensazione di avere proprio quel qualcosa in più. E siamo certi che tu abbia davvero qualcosa di speciale. Come definiresti ciò che fai?

Vi dirò la verità, ora come ora mi sento semplicemente me stesso e sono felice di riuscire a diversificarmi. Devo tanto al percorso in lingua inglese, mi ha insegnato le strutture dei brani, le top-line che funzionano, quelle che ti rimangono incastrate nel cervello.

Ciò che faccio oggi è il frutto di anni di lavoro sulla mia persona e sulla mia ricerca sonora.

R&B, Trap, Rap, Hip Hop, Pop e Soul: i tuoi brani spaziano davvero molto a livello di sonorità. Come sei riuscito a definire il tuo sound e quali pensi siano gli elementi di novità rispetto al panorama musicale odierno?

Mi piace citare Post Malone che in un’intervista disse che ormai i generi musicali non esistono più.

Ho avuto la fortuna di incontrare artisti di grande talento e determinazione come Fallen, il mio producer classe 2001 con cui passo ore in video-chiamata a discutere su come fare la prossima ‘hit’. METEORA, amico e fratello con cui mi confronto in modo sincero su tutto ciò che faccio. Vince, che mi ha insegnato con tutta la naturalezza del mondo le basi dell armonia. Thagodd, il maestro, c è sempre stato e ci sarà sempre.

Ecco queste personalità sono tutte la chiave della mia nuova maturità, mi hanno aiutato a costruire il sound intorno a Rich Meyer senza chiedere nulla in cambio, è questo il bello degli artisti.

In questo 2020 c’è stato un cambiamento molto importante nella tua musica, potremmo definirla senz’altro una rivoluzione. Dall’inglese hai deciso di cantare in italiano: perché questa scelta?

È stato tutto molto naturale, sentivo il bisogno di arrivare alla gente che parla e canta nella mia lingua madre. La cosa bella è che adesso i miei testi acquistano un valore aggiunto perché sono molto più immediati.

Vorremmo approfondire meglio il tuo percorso musicale fino ad oggi. Ti andrebbe di presentarci le tue varie produzioni, mettendo in luce anche l’evoluzione della tua musica in questi anni?

È cominciato tutto con la creazione del collettivo Young Minds, facevamo tanta musica, le produzioni si alternavano tra quelle di Tha Supreme e quelle di Thagodd solo che i brani erano in inglese e facevano davvero tanta fatica ad essere pienamente apprezzati da un pubblico italiano che rimaneva ammaliato solo dalle produzioni di Supreme. A noi ce ne fregava poco, facevamo foto, contenuti, official video tutti caricati su YouTube, tanto che la gente non riusciva a capire se eravamo davvero italiani poiché abbiamo tutti un ottimo accento e una buona pronuncia. Successivamente ognuno ha preso le proprie strade ma siamo comunque rimasti tutti amici, più o meno…

Nel momento più buio della mia vita è arrivato Fallen a darmi la carica che stavo perdendo e da lì sono tre anni che lavoriamo senza sosta, è davvero in gamba. Con il giusto tempo, dopo alcune release in inglese abbiamo plasmato Rich Meyer in italiano.

La quarantena è stato un ottimo momento per dare spazio alla creatività: “Sorridi”, il brano che hai maturato in questi mesi, è un invito alla positività, alla speranza e al sorridere, mettendo da parte le difficoltà. Una fusione di atmosfere pop e R&B con elementi trap. Cosa puoi dirci in più di questo brano?

Come avete detto, è un brano positivo, un brano diverso dal mio primo singolo “Gocce”, molto più personale. In “Sorridi” puoi cantare a squarciagola e con esso, anche se ci sono state difficoltà, puoi tornare a sorridere. La produzione è molto moderna a me personalmente fa anche ballare.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Lavorare tanto, ho tanti brani da parte, sto cercando un filo conduttore tra tutti per provare a mettere il primo punto nella mia carriera. Vi lascio un po’ in sospeso ma di sicuro non vi lascerò senza musica.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Ringrazio i ragazzi di Siloud, spero di avervi incuriosito. Ci vediamo su Spotify!

Rich Meyer for Siloud

Instagram: @riccchmeyer
Facebook: @richmeyerpage

Credits: Sergio Mattarella

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...