InTheMusic: Cioffi, interview

Andrea Cioffi, in arte Cioffi, è un ragazzo di 23 anni della provincia di Lecce che è sempre in giro in Italia per impegni musicali e che sogna di diventare un artista affermato, in modo da poter arrivare in maniera vera a più gente possibile. Lo stile con cui si affaccia nel panorama musicale è una combinazione di pop e cantautorato classico italiano, riprendendo a volte anche il genere rap. Da poco ha decretato ufficialmente l’inizio della sua carriera artistica, ma il suo modo di fare musica sembra essere già abbastanza delineato: “Anima fragile” è il tuo singolo d’esordio e con esso si rivolge principalmente alla tua generazione.

Nome: Andrea
Cognome: Cioffi
In arte: Cioffi
Età: 23
Città: Galatina (Le)
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Anima Fragile
Periodo di attività: dal 2020
Genere musicale: Cantautorato, Pop, Rap
Piattaforme: Spotify, iTunes, YouTube

Chi c’è dietro Cioffi?

È un ragazzo di 23 anni che vive a Galatina in provincia di Lecce, ma è sempre in giro in Italia per impegni musicali, sogna di diventare un artista affermato che possa arrivare in maniera vera a più gente possibile.

Perché hai scelto di utilizzare solo il tuo cognome come nome d’arte? 

È il modo in cui mi hanno sempre chiamato sia a scuola i professori che tutti i miei amici. Tutti mi conoscono nella vita come Cioffi, inizialmente non mi piaceva poi con il tempo ho imparato ad apprezzarlo e a trovarlo simpatico. Adesso credo mi si cucia addosso perfettamente, è stata una scelta spontanea, diretta, vera. 

Ti sei avvicinato alla musica da adolescente studiando chitarra, poi hai cominciato a prendere lezioni di canto e ad imparare a suonare il pianoforte. Come si è evoluto nel tempo il tuo rapporto con la musica? 

È stato un crescendo di emozioni. Inizialmente è nato come uno sfogo successivamente è diventata un’esigenza, se prima era un modo per mostrare la parte più nascosta di me adesso è l’unico modo per mostrare la persona che è in me a 360 gradi. È un modo anche per mantenere viva quella parte bambina di me, che rappresenta la chiave di verità della vita e mi fa vedere il mondo con occhi diversi che non voglio proprio abbandonare.

Sei un cantautore, per cui immaginiamo che i tuoi principali riferimenti artistici appartengano al cantautorato. A quali artisti ti ispiri?

Se dovessi citare gli artisti ai quali mi ispiro o che semplicemente mi piacciono e ho masticato in tutti questi anni dovrei fare una lista infinita. Per non far scontento nessuno nomino gli artisti che ho citato nella canzone: Vasco, Venditti e Ligabue. Ecco loro hanno avuto una grande influenza sulla mia crescita artistica ma soprattutto personale, mi hanno accompagnato per tutti questi anni e lo faranno sicuramente anche in futuro.  

Lo stile con cui ti affacci nel panorama musicale italiano è una combinazione di pop e cantautorato classico italiano, riprendendo a volte anche il genere rap. Come definiresti il tuo modo di fare musica?

Lo definirei innanzi tutto vero e sincero, perché è coerente con ciò che penso, ciò che sono e provo a raccontare e penso che questa sia la cosa più importante al di là dei generi che ormai secondo me sono un mix di influenze non solo per me ma per tutti. Io ascolto di tutto quindi sono influenzato da un sacco di generi, sicuramente i tre generi sopra citati sono i più presenti nei miei brani, ma è un’evoluzione continua. Detto questo sicuramente vorrei proporre però un progetto cantautorale. 

Da poco hai decretato ufficialmente l’inizio della tua carriera artistica, ma il tuo modo di fare musica sembra essere già abbastanza delineato. In che modo sei riuscito a definire il tuo sound e quanto ti rispecchia?

Come dicevo prima, credo che rispecchi a pieno ciò che sono nella vita e ciò che cerco di esprimere. Scindere l’artista dalla persona credo sia sinonimo di incoerenza. Io scrivo e compongo interamente autonomamente le mie canzoni quindi sia il testo che la musica sono il frutto di una sensazione, di uno sfogo o di un sentimento che sto provando mentre sta nascendo un brano. Nascono in maniera vera e diretta e la definizione è frutto di quel momento di arte sincero e momentaneo, in modo tale da mantenere una certa coerenza con l’intenzione e l’obbiettivo del brano stesso.  

“Anima fragile” è il tuo singolo d’esordio e con esso ti rivolgi principalmente alla tua generazione. Come nasce questo brano e quale tematiche hai affrontato?

Questo brano nasce nel marzo del 2019 ed è stato ultimato alla fine dell’anno scorso. È un dialogo con me stesso, a nome mio e di tutti quei giovani che spero si rispecchieranno, con la vita.

Cerchiamo di dare un senso a tutto ciò che accade, al tempo, ai sentimenti e guardiamo con incertezza il futuro.  Tutto questo porta a domandarci quale sia il senso in se dell’esistenza e alla paura di perseguire i propri sogni. È proprio da quest’esigenza da questo stato d’animo che nasce quell’apporto positivo che ci deve portare a lottare per i nostri obbiettivi. Con questo brano voglio dare un messaggio: che tutti i ragazzi di questo mondo possano lottare, inseguire e realizzare i propri sogni. 

Fino ad oggi sei stato notato ed apprezzato da molti artisti e hai aperto anche diversi concerti: quali sono le personalità, nel mondo della musica, con chi hai collaborato per queste occasioni e cosa ti hanno trasmesso?

Ho avuto l’onore e il piacere di andare in tour e aprire i concerti di numerosi artisti italiani come Fabrizio Moro, Le Vibrazioni, Antonio Maggio e Pierdavide Carone. Da quest’esperienza ho cercato di ‘rubare’ quante più cose possibile a questi grandi artisti. La cosa che porterò però sempre con me è innanzi tutto il cambio drastico e paradossale che ho vissuto passando dalla mia cameretta a esibirmi su palchi blasonati davanti a migliaia di persone ma soprattutto i suggerimenti e la bellezza delle piccole cose e dei discorsi umani con queste grandi persone. Mi hanno fatto capire ancora di più che al mondo siamo tutti uguali, dietro un grande artista si nasconde una persona normale, fatta di carne come tutti noi. Grazie per avermi fatto sentire uno di voi e per avermi fatto realizzare il sogno di condividere queste esperienze fantastiche con voi. 

Sappiamo che stai lavorando alla stesura del tuo primo album. Cosa puoi anticiparci?

Spero che questo sia soltanto l’inizio e che l’album possa essere la continuazione di un filo conduttore trasparente e di un percorso iniziato con anima fragile che possa accompagnarmi per tutta la vita. Sarà tutto collegato e sarà come chiudere un cerchio. Cercherò di raccontare e far vivere tutto ciò che ho passato umanamente e artisticamente in questi anni nella speranza che qualcuno possa rispecchiarsi o perché no addirittura cogliere sfumature diverse dalle mie ascoltando i miei brani. Vorrei arrivare in maniera più vera e sincera alle persone.

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi auguro che questa sia la prima di una lunga serie di occasioni in cui saremo in contatto e avrò modo di raccontarvi qualcosa di me. Che ognuno di voi possa realizzare i propri sogni e grazie se dedicherete cinque minuti del vostro tempo per scoprire qualcosa di me. Un abbraccio fortissimo, alla prossima.

Luca Giordano for Siloud

Instagram: @andrea_cioffi
Facebook: @cioffiufficiale

Credits: Luca Giudice

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