InTheMusic: F.U.L.A., interview

Oumar Sall è nato in Senegal, è cresciuto in Calabria e da qualche anno vive a Milano. F.U.L.A., il suo nome d’arte, lo rappresenta nel suo ideale panafricano. Ha iniziato a comporre rime per rispondere a delle sue esigenze personali e, nel frattempo, è maturato in lui anche il rifiuto di ogni convenzione sociale: la musica e le rime sono il veicolo con cui comunica al meglio i suoi ideali e le sue visioni. Il trasferimento nella città lombarda è stato il momento per abbattere i suoi confini musicali e approdare a nuovi generi musicali, gli stessi che poi oggi influenzano ciò che fa.
Sabar”, il suo ultimo singolo, è fatto di tanti ingredienti: musica, sapori, odori, attrazioni e gioia.

Nome: Oumar
Cognome: Sall
In arte: F.U.L.A.
Età: 26
Città: Milano
Nazionalità: Italiana
Brani pubblicati: Sabar, Maldafrica
Periodo di attività: dal 2017
Genere musicale: Rap, Afrobeats, Afrotrap
Piattaforme: Spotify, YouTube, Apple Music, ecc.

Chi è Oumar Sall?

Sono F.U.L.A., sono nato in Senegal ma cresciuto in Calabria e mi sono trasferito per ultimo, dopo aver girato in molte città italiane, a Milano.

Ho 26 anni, vengo da una carriera da pallavolista e attivista nelle università italiane ma, soprattutto, artista-rapper. 

Qual è il significato di F.U.L.A., il tuo nome d’arte?

“F.U.L.A.” significa “Free and United Lands of Africa”. Mi rappresenta nel mio ideale panafricano.

Youssou N’Dour è il cantante africano più celebre del mondo ma anche colui che ti ha fatto innamorare della musica. Quali sono stati i tuoi primi approcci alla musica e come poi si è evoluto il tuo rapporto con essa?

Ho iniziato scrivendo rime, col rap. Poi, attraverso la conoscenza dell’afro music, del soul, del jazz, dell’R&B e dell’hip hop mi sono sempre più avvicinato allo stile che mi contraddistingue oggi. Il mio è un percorso di approfondimento di influenze musicali. La musica è il mio pane quotidiano e il mio modo per veicolare un messaggio.

Sei un grande appassionato dell’Afro Music e questo è sicuramente dovuto anche alle tue origini senegalesi, diciamo che questo genere è stato tra i tuoi primi riferimenti musicali. Ad oggi hai ampliato di molto i tuoi gusti, spaziando in pratica per tutti i generi musicali che esistono. Quali sono gli artisti che più influenzano il tuo modo di fare musica?

A partire dagli imprescindibili Youssou N’Dour e Fela Kuti. Alcuni rapper della scena italiana, come Fabri Fibra, Clementino. Anche, però, artisti afro music come MHD, WizKid, Burna Boy.

Hai iniziato a comporre rime per rispondere a delle tue esigenze personali e, nel frattempo, è maturato in te anche il rifiuto di ogni convenzione sociale. In che modo la musica ti ha aiutato a superare le difficoltà?

La musica e le rime sono il veicolo con cui comunico al meglio i miei ideali e le mie visioni. Non mi rifugio nella mia musica ma faccio musica per tutti.  Le difficoltà non le nascondo, piuttosto ne parlo e le esplicito.    

Ad un certo punto hai deciso di intraprendere una vera e propria carriera musicale: quando Oumar è diventato F.U.L.A. e quale messaggio si cela dietro le sue canzoni?

F.U.L.A. nasce quasi due anni fa, più o meno da quando mi sono trasferito a Milano. L’obiettivo mio e del mio team è quello di portare l’Afrobeats e le sue declinazioni in Italia. Ho una manager, una crew (Equipe 54) e un team di persone che credono realmente nel progetto. Non ci interessa fare politica, ma fare musica e portare sonorità diverse in Italia.  Si tratta di una sfida, ma siamo certi che aprirà la strada a molti altri giovani come noi.

Mai come in questi giorni ci rendiamo conto della mancanza di rappresentanza musicale per le nuove generazioni in cerca di multiculturalismo, inclusione delle diversità ed apertura verso il mondo. Noi siamo la nuova generazione e per loro facciamo musica.

Nel 2017 ti sei trasferito a Milano per dedicarti interamente alla musica e affinare le tue capacità liriche. È stato quello il momento anche per abbattere i tuoi confini musicali e approdare a nuovi generi musicali, gli stessi che poi oggi influenzano ciò che fai. Oggi le tue produzioni vanno principalmente nella direzione urban: come si è evoluta la sua musica in questi anni come hai definito il tuo sound?

Mi sono trasferito a Milano nel 2017. Stavo approfondendo sempre più il rap e la cultura hip hop e da lì ho incontrato più stili e suoni che i rapper stavano già sperimentando, oltre la trap, che però non mi sentivo molto bene addosso. Conoscendo Yves the Male, il mio produttore di riferimento, ho iniziato a cercare qualcosa di più smooth e sincopato, per poter rispecchiarmi sempre più nel mio essere e nel mio ‘trip’. Dopo il mio viaggio in Senegal ho capito che avrei potuto confluire il mio rap con i ritmi tradizionali. La coscienza ne venne ancora più a capo grazie agli ascolti di esponenti Afrobeats internazionali… ed eccomi qui!

“Sabar” è il tuo ultimo singolo ed è fatto di tanti ingredienti: musica, sapori, odori, attrazioni e gioia. Questa canzone racconta di un Senegal moderno, pieno di voglia di rivalsa e con tanta autostima. Come nasce questo brano e quali tematiche tratti più nel dettaglio?

Sabar” racconta i colori e la contemporaneità di casa mia. Non parla solo di colori felici ma anche di quegli aspetti culturali e sociali fatti di contraddizioni che ci contraddistinguono.

Il sabar è la jam di percussioni e colori che solitamente nel mio quartiere Pikine si fa al venerdì oppure durante i matrimoni, ricca di polvere, suoni, colori, battiti. Il pezzo è nato durante il mio penultimo viaggio in Senegal dopo aver preso maggior coscienza delle mie origini. “Sabar” non racconta di un’Africa fatta di povertà e tristezza, così come l’hanno sempre rappresentata, ma di un’Africa contemporanea, giovane (con le sue contraddizioni) e fresca.

Siamo certi che la musica per te non sarà mai solo un mezzo per arrivare agli altri, ma avrai sempre la necessità di comunicare qualcosa a chi ti ascolta. Quali sono i tuoi progetti per il futuro e qual è il tuo sogno nel cassetto?

Stiamo lavorando già ai prossimi album, sono in un periodo molto creativo e attivo. Un album è già pronto e stiamo solo aspettando di fare uscire i pezzi. In più, sto lavorando a diverse collaborazioni artistiche, per non parlare del progetto con la mia crew Equipe54 e le nostre prossime uscite di gruppo.

Il mio sogno nel cassetto è il tour africano…

C’è qualcosa che vorresti dire ai nostri lettori?

Mi raccomando, seguiteci e fateci sapere cosa pensate della nostra musica. Grazie a chi ci supporta e a chi ci supporterà!

F.U.L.A. for Siloud

Instagram: @fula_dkr
Facebook: @realgriot

Credits: Clarissa D’Avena, Red&Blue

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...